È aperta per tutta l’estate la mostra “La montagna si rilegge” allestita dal Parco Nazionale dello Stelvio per illustrare circa 80 anni di storia dell’ente attraverso la mole documentaria conservata nei suoi archivi. Un viaggio che non è solo storico, ma anche naturalistico e didattico, perché l’attività condotta dal Parco si esplica sotto diversi aspetti e coniuga la tutela ambientale con quella educativa, soprattutto attraverso collaborazioni con le scuole. La mostra ha preso avvio dalle Ferriere Corneliani di Premadio, con la presentazione avvenuta il 7 agosto 2020 alla presenza di diverse autorità; quindi toccherà altri luoghi significativi del territorio quali il mulino Salacrist di Bormio, l’Istituto Alberti di Bormio e il Centro Visitatori del Parco a S. Antonio Valfurva.

23 pannelli e 7 sezioni tematiche per raccontare la storia del Parco e dare un’idea della ricchezza di documentazione prodotta nel tempo, che spazia dalla ricerca scientifica all’attività didattica, dalla tutela ambientale ai rapporti internazionali con altri enti/istituzioni. Senza contare gli innumerevoli progetti che sono stati realizzati sul territorio con il coinvolgimento di associazioni e altri soggetti, che consentono un’ampia restituzione in termini di conoscenza, di manutenzione, di restauro, di sviluppo, in un’ottica multidisciplinare (basti pensare al recente progetto di recupero della baracca sul monte Scorluzzo, che farà parte integrante del Museo della guerra). Non a caso, parte del riordino della documentazione è stato eseguito dalle classi quarte dell’Istituto Alberti e più precisamente la parte dedicata alla digitalizzazione e inventariazione, che sarà in seguito resa disponibile su piattaforma informatica.

L’archivio rappresenta una fonte di studio primaria anche per ricostruire la storia dell’ambiente in cui Parco ha operato, che ha dato corpo a una consistente contabilità sulle fluttuazioni della fauna, i ripopolamenti, la catalogazione delle specie, i censimenti, ecc.. Il risultato è una banca dati con 2735 schede analitiche aperte allo studio e alla ricerca, di cui la mostra costituisce solo un assaggio. 

 

Anna

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