All’indomani della diretta su TSN e a pochi giorni dalla manifestazione popolare prevista a Sondalo, il dibattito sulla sanità si infiamma ma questa volta – almeno – con un contradditorio in cui le controparti si affrontano direttamente, il che mette senz’altro il pubblico nella condizione migliore per comprendere rispetto alle circoscritte conferenze stampa inscenate sinora. Va dato atto alla consigliera regionale Simona Pedrazzi di aver avuto il coraggio di presentarsi nell’arena (lo studio di TSN) a sostenere e a spiegare le scelte del suo gruppo di maggioranza, benché talvolta sia caduta in contraddizione rispetto alle dichiarazioni di altri membri della sua stessa coalizione. A partire dalla tanto vituperata decisione del governo di prorogare lo stato di emergenza: se da un lato l’assessore alla Montagna pubblicamente depreca “lo stato di emergenza senza emergenza” voluto dal Governo, dall’altro la consigliera Pedrazzi non esita ad affermare che nella situazione attuale il problema Covid non deve essere dimenticato: “siamo stati in emergenza fino a due mesi fa, lo stato ha dichiarato ancora l’emergenza fino alla fine di ottobre, quindi dichiararsi “tranquilli” e poter mettere in atto come se nulla fosse e come se non potesse più ripresentarsi questo problema, non è nella direzione giusta”. Come a dire che la mano destra non sa quello che fa la sinistra…

Anche il continuo riferimento alla mancanza di medici e operatori sanitari, a mio parere, parte da un assunto parziale e cioè che gli operatori sanitari scarseggiano perché le nostre zone e i nostri ospedali non sono “appetibili” sul mercato. Se parliamo di appetibilità in termini di numeri (perché alla fine è questo che conta, i numeri ossia il famoso bacino di utenza tanto invocato dal dirigente della DG Welfare Marco Salmoiraghi) non possiamo non ricordare che la sanità è uno dei settori in cui l’intervento dello Stato si può e si deve esplicare anche in perdita (che non significa di pessima qualità), perché di servizio “vitale” si tratta, cioè “che dà e mantiene la vita, che è necessario per la vita e per la sopravvivenza” (cit. Treccani). E se parliamo di appetibilità in termini di “eccellenza” (parola oggi tanto in voga), a maggior ragione non si capisce perché se questa eccellenza già esiste si cerchi in tutti i modi di spostarla e smembrarla. Quanto alla scarsità di medici e operatori… perché non ipotizzare degli incentivi economici per coloro che operano in situazioni disagiate come la sanità di montagna? In fondo, si tratterebbe di investimenti non diversamente da quelli che si fanno a livello strutturale ed è esattamente uno dei compiti della politica quello di rispondere con azioni concrete a problemi manifesti sui territori (come può essere la carenza di medici).

Nelle due ore di diretta è stata fatta una panoramica molto interessante sulle criticità del territorio, comprensive delle esigenze di quelle realtà ormai ridimensionate come l’ospedale di Morbegno (rappresentato da Laura Del Fedele, portavoce del Comitato “Salviamo la nostra sanità”); è chiaro a tutti che il problema del Morelli amplifica solamente il bisogno spasmodico di una sanità che si vorrebbe in grado di fornire certezze e che oggi, al contrario, continua ad alimentare ansie e ad accrescere la preoccupazione della popolazione. La dichiarazione di intenti finale della consigliera regionale è senz’altro condivisibile: “chiedo di fare squadra e chiedo che mi diate gli strumenti necessari per poter andare in Regione e portare la necessità di un territorio, però compatti ed uniti”. Mi sorge, però, un dubbio: di quali istanze si farà portavoce se nella conferenza stampa del 24 luglio, nel parlare del Piano di riorganizzazione congegnato dal Politecnico, ho udito l’assessore Sertori affermare che “per Regione Lombardia questo è il sistema migliore e quindi il percorso va in questa direzione”? E ancora, come può rispondere al vero l’affermazione che il Pronto Soccorso di Sondalo funziona tale e quale a prima se il dirigente Salmoiraghi, nella medesima conferenza stampa del 24 luglio, ha ammesso che “il centro trauma di zona con neurochirurgia (che prima era a Sondalo) dal 7 maggio è stato spostato a Sondrio e qui resterà”? E infine, perché respingere l’Odg del consigliere regionale Dario Violi chiedendo un maggiore assunzione di responsabilità da parte del Governo (“il governo si renda conto che abitiamo in montagna e c’è una sanità di montagna”), se già il Governo stesso ha riconosciuto la specificità montana con un apposito regime sancito dalla Legge 56 del 2014?

Ecco, forse la confusione viene alimentata non solo da disinformazione che gira sui social, ma anche dalle dichiarazioni contradditorie che provengono dalla medesima parte politica, proprio quella che dovrebbe garantire la maggiore trasparenza possibile in virtù delle decisioni prese sulla nostra pelle.

 

Anna

 

Il video della diretta è disponibile sul sito di TSN https://www.facebook.com/radiotsn/videos/1004347710024709

 

 

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