Ci sono state 4.887 aggressioni al personale sanitario, in Lombardia, tra il 2016 e il primo semestre del 2019, 1.142 solo nel primo semestre del 2019. Nel monitoraggio compiuto tra le Asst lombarde, la Valtellina Alto Lario di Sondrio ha risposto segnalando solo 9 casi riferiti al 2018. Il fenomeno della violenza ai danni del personale nelle strutture ospedaliere e sociosanitarie è, tuttavia, diffuso da tempo, ma ancora poco conosciuto perché mancano procedure certe e omogenee di controllo.

È dall’analisi di questa situazione che è nato il progetto di legge bipartisan sulla sicurezza del personale sanitario e sociosanitario approvato all’unanimità stamattina, in consiglio regionale, sintesi di due progetti di legge presentati da Carmela Rozza, consigliera regionale del Pd, e da Fdi.

“Il fatto stesso che proprio in provincia di Sondrio risultino così pochi casi e facciano riferimento solo a un unico anno, significa che forse c’è un problema di controllo di questo fenomeno. Adesso non sarà più così perché il testo approvato oggi obbliga tutte le aziende sanitarie pubbliche e private accreditate innanzitutto a mappare quanto accade ai danni degli operatori, tra i quali gli infermieri aggrediti rappresentano l’80% dei casi – spiega Rozza –. Il testo tiene conto di due aspetti: quello relativo agli atti di violenza compiuti ai danni degli operatori, soprattutto nei pronto soccorso per i quali è necessario un intervento delle forze dell’ordine, e quello relativo ad atti compiuti da pazienti afflitti da gravi e specifiche patologie, ad esempio nei reparti di psichiatria, per cui serve soprattutto una maggiore formazione del personale”.

Inoltre, aggiunge la consigliera Pd, “la legge prevede l’istituzione di un tavolo tecnico che dovrà mettere a punto le soluzioni necessarie a contrastare la violenza ai danni degli operatori sanitari, come, ad esempio, l’installazione di telecamere, la formazione del personale, gli interventi nei varchi d’accesso e la promozione di protocolli d’intesa con le forze dell’ordine per garantire la presenza di presidi nei pronto soccorso e nei reparti più a rischio. Da parte nostra monitoreremo l’applicazione della legge. Fra un anno, in consiglio, ne chiederemo la verifica”.

Milano, 30 giugno 2020

Ufficio Stampa
Laura Sebastianutti

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