Fervono i lavori pubblici in ogni comune e si moltiplicano i disagi per i cittadini; ma se in alcuni casi basta un poco di pazienza e di comprensione (dopo i mesi di blocco, è giocoforza recuperare il tempo perso), in altri ci si trova di fronte a una vera e propria disorganizzazione le cui conseguenze ricadono sui cittadini.

Nella piccola frazione di Oga in comune di Valdisotto, la pazienza di un pugno di abitanti è messa a dura prova (e ormai in via di esaurimento) a causa di un cantiere, nemmeno tanto grande, ma che di fatto da circa 2 mesi impedisce loro di accedere alle proprie abitazioni se non con i propri piedi. Poca cosa, direte voi… peccato che ciò significhi portarsi a mano per ogni santo giorno tutto quello che serve alla vita quotidiana e al tempo libero, col sole o sotto il diluvio universale, in salute o in malattia. Senza contare che alcune famiglie hanno dei bambini, con tutte le necessità del caso. E per fortuna che in questo periodo nessuno ha avuto un’emergenza, perché non ci sarebbe stato verso di raggiungerci con i mezzi per l’assistenza; la sottoscritta – per dire – ha preso qualche settimana fa una gran distorsione e per tutto il tempo in cui ho usato le stampelle ho dovuto farmela a piedi o meglio, con le stampelle fino a casa oppure zoppicando sul piede gonfio e dolorante, facendo lo slalom tra tombotti, tombini, assi di legno, sabbia, sampietrini, fango, sassi, carriole e quant’altro. E già che ci siamo, ricordiamoci anche di chi ha qui la seconda casa o viene semplicemente in vacanza, con tutto l’armamentario che un trasloco richiede.

La cosa più assurda, però, sta nel fatto che l’accesso alle nostre abitazioni può avvenire da ben due strade e che entrambe sono state chiuse completamente da fine febbraio e poi ancora da inizio maggio perché i lavori vengono fatti un po’ qui e un po’ là, un po’ sopra e un po’ sotto… ma non sarebbe stato più logico chiudere una sola strada per volta e procedere con il suo completamento? Può essere che ci siano problematiche che ignoriamo, però francamente… vorrei vedere voi, signori tecnici e amministratori, se nei nostri panni non aveste dato una sveglia all’impresa dopo 2 mesi di disagio! Per due strade che – per la lunghezza interessata dai lavori – misureranno sì e no 300 metri!!!

Ah, dimenticavo: il blocco delle strade di accesso alle nostre case è avvenuto esattamente il 26 febbraio 2020, ma l’impresa ha potuto lavorarvi solo per pochi giorni, perché prima è stata “sorpresa” da una nevicata (le previsioni meteo, queste sconosciute…) e poi, a causa del lockdown, ha sospeso ogni lavoro piantando lì tutto il cantiere, compresi noi abitanti lasciati con la strada chiusa. Ci è voluta la protesta di un cittadino per ripristinare provvisoriamente l’accesso durante la pandemia. E poi ci lamentiamo degli italiani che si lamentano… forse, in certi casi, un po’ di ragione ce l’hanno!

Intanto la telenovela a Oga continua…

 

Anna

 

 

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