Il 13 gennaio mi arrivano delle foto su WhatsApp dal mio amico Matteo Pedergnana, in arte “Gnagna”. Sono delle cascate di ghiaccio che si sono formate sul cosiddetto “Avancorpo dei Vitelli” in Valle del Braulio, sopra a Bormio.
Personalmente, non conoscendo l’esistenza di queste strutture, decido di informarmi un po’ chiedendo alle Guide locali più vintage di me e dopo vari messaggi scopro che non si sono mai formate abbastanza per essere scalate. Il clima un po’ pazzerello di quest’inverno ha contribuito alla loro formazione. Dalle foto fatte da Matteo sembrano in buone condizioni.

Il 15-01 decidiamo di salire assieme e provare a salire la prima sulla destra.
Partiamo dai Bagni Vecchi con gli sci in spalla fino a Boscopiano, altra zona ricca di cascate (quando fa freddo), calzati gli sci seguiamo la strada statale dello Stelvio. In estate è una valle abbastanza trafficata da macchine, moto e biciclette che salgono al Passo dello Stelvio; in inverno la strada non viene ripulita dalla neve e il passo è quindi chiuso. Il traffico dell’estate lascia spazio alla natura selvaggia della stagione invernale; non si incontra anima viva e l’ambiente che si crea è unico!
Dopo un po’ di “metti-e-togli-sci” causati dalle gallerie della strada arriviamo alla base della prima cascata sulla destra della struttura; sono passate un paio d’ore da quando abbiamo parcheggiato la macchina. Passiamo dalla modalità skialp a quella da cascata e iniziamo a scalare. In 2 tiri di corda ci troviamo in cima alla cascata; con una doppia ci ritroviamo alla base.
Vorrei salirne un’altra ma Matteo deve rientrare a valle per accompagnare i ragazzi dello sci club di sci alpinismo a fare allenamento, sarà per un altro giorno.
La cascata è alta 55mt e la gradiamo 4+. Non abbiamo ancora deciso il nome, poco importa… prima scaliamo poi qualcosa ci verrà in mente.

Il 17-01 ritorniamo per salire la cascata centrale. Con noi ci sono anche Michele Colturi e Luca Silvestri che scalano la cascata fatta da noi 2 giorni prima e confermano il grado proposto.
Esteticamente la struttura centrale sembra la più bella delle 3. La scalata è più lunga e impegnativa della precedente. Dopo aver fatto 4 tiri il ghiaccio finisce quindi allestiamo la prima calata e giù.
La cascata è alta 120mt e il grado è 5.
Dalla base ci viene l’ispirazione per il nome: dato che siamo in Valle del Braulio e non c’è nessuna cascata con questo nome un po’ per logica la chiamiamo così, come l’omonimo amaro locale. Di conseguenza le altre due cascate le chiamiamo Taneda (quella già salita) e Genepì.
Non possiamo battezzare la cascata prima di averla salita, quindi il 20 gennaio risaliamo per concludere il nostro “lavoro”. In questa salita si aggrega anche Marco Majori.
Dalla base con 3 tiri di corda ci ritroviamo in cima all’ultima delle cascate dell’avancorpo dei Vitelli.
Genepì 80mt, grado 4.
Ci caliamo e torniamo a valle.

Già dalle foto inviatemi da Matteo, oltre alle 3 cascate sul lato destro della valle, se ne vede un’altra sul lato sinistro. Ci informiamo un po’ anche su quella e non troviamo testimonianze di salite.
Il 23 gennaio ci riorganizziamo. Risaliamo per l’ennesima volta la strada statale dello Stelvio, di cui ormai abbiamo imparato a memoria il tragitto. Con noi c’è anche Michele Colturi.
L’avvicinamento è leggermente più breve, in 1.40′ siamo alla base della cascata pronti per arrampicare. Per arrivare all’attacco bisogna scendere da un pendio e attraversare il torrente. Michele scala il primo tiro e ci recupera in sosta. Parto io per il secondo tiro, un muro con due colonne in centro che salgo per la maggior parte in spaccata.
Dalla metà superiore del tiro vengo accompagnato da un raggio di sole che filtra da un colletto della cresta della Reit. Per questo decidiamo di chiamarla “Sunshine”. Realizzo la sosta e recupero i compagni. Scalo l’ultimo facile tiro per arrivare in cima alla cascata.
La struttura è alta 140mt ed è di grado 5.
Con tre doppie su abalakov ci troviamo alla base, passiamo di nuovo al settaggio da sci alpinismo e scendiamo a valle.

Anche gli inverni pazzerelli che non offrono buone condizioni per sciare in neve polverosa riservano qualche sorpresa.
Grazie a Matteo che si è preso la briga di fare un sopralluogo e ai compagni di cordata per le giornate passate assieme.

 

 

Luca “Bubu” Salvadori

 

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