Con i plichi di carte e i fiumi di inchiostro che si sono versati per la fantomatica “ferrovia dello Stelvio”, sulla quale tuttora saltuariamente si accendono i riflettori, ci sorprendiamo a scoprire che anche gli Svizzeri avevano discusso e prospettato la possibilità di un collegamento ferroviario oltre confine. Scrive infatti Davide Dei Cas nel suo articolo che “l’idea risale agli ultimi anni del 1800 e fu discussa in Svizzera prima che in Italia, perché “una Legge Federale, accordando un finanziamento alla costruzione della linea del Gottardo, ne prometteva uno analogo per eventuali 2 altri valichi da aprirsi a occidente e a oriente della stessa linea”. Un progetto ardito, invece, fu quello propugnato dall’ing. tedesco Carlo Gollwitz, il quale prevedeva una grande linea ferroviaria internazionale che avrebbe collegato Berlino con Roma attraverso un tunnel Bormio-Gomagoi lungo 18 km! Tale progetto rientrava a pieno titolo fra i diritti acquisiti dall’Italia con il trattato di pace di St. Germain; la clausola n. 321, infatti, riservava all’Italia “il diritto di chiedere entro 5 anni la costruzione e il miglioramento in territorio austriaco delle nuove linee transalpine del Resia e del Predil”. Da qui prese avvio la nascita del Comitato per il Traforo dello Stelvio, la cui relazione del 1925 elenca bel 15 motivi per i quali il traforo dello Stelvio si sarebbe dimostrato essenziale e vantaggioso. La reatà, purtroppo, ci racconta un’altra storia…

 

 

Anna

 

D. DEI CAS, La relazione del 1925 della Commissione Esecutiva del Comitato per il Traforo dello Stelvio, Bollettino n. 10/2007

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav-10-DeiCas.pdf

 

 

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