Martedì 18 febbraio u.s. il Prefetto di Sondrio, accompagnato dai dirigenti della Prefettura, dal Comandante provinciale dei Vigili del fuoco e da un funzionario della Provincia di Sondrio, ha fatto visita alla Comunità Montana di Chiavenna per incontrare il Presidente della stessa ed i 12 Sindaci appartenenti a tale ambito territoriale, al fine di riservare e privilegiare un momento di confronto personale e diretto con i predetti Amministratori locali e di conoscere meglio il territorio.

Il Prefetto ha rivolto il proprio indirizzo di saluto illustrando, quale obiettivo prioritario e significativo della propria azione istituzionale, la volontà di avviare e mantenere nel tempo un rapporto qualificato e costante con tutti i rappresentanti delle singole comunità territoriali, con la volontà di conoscere, approfondire ed affrontare talune tematiche di interesse comune, in particolare quella della protezione civile.

Anche sulla base dell’esito di precedenti analoghi incontri presso le Comunità Montane di Morbegno, Sondrio, Tirano e Bormio, il Prefetto ha in primis voluto sottolineare l’importanza della formazione dei Sindaci in materia di Protezione Civile, non solo per la necessità di avere tutti gli strumenti idonei a salvaguardare l’incolumità e la sicurezza dei propri cittadini, ma anche per avere piena cognizione delle responsabilità connesse alle funzioni di Autorità Comunali di protezione civile. A tal riguardo, ha anticipato l’invio di una missiva indirizzata a tutti gli Amministratori relativamente alla seconda edizione del Convegno che si terrà il 7 marzo prossimo nel Comune di Lovero a cura dell’UNCEM – Delegazione Lombarda e di A2A su “Le Istituzioni nei valori della protezione civile alla luce del decreto legislativo n. 1/2018” con il “fervido” invito agli stessi a essere presenti personalmente o, comunque, a mezzo di propri “qualificati” rappresentanti. Relativamente alla pianificazione, ha comunicato che la Regione Lombardia garantisce un supporto di consulenza e di formazione affinché i piani comunali vengano redatti, attraverso la compilazione di nuove schede, in forma semplice e comprensibile anche per i cittadini.

Ha, successivamente, interpellato i presenti sia in ordine alla dotazione ed aggiornamento del piano comunale di protezione civile, atteso che 29 Comuni dei 77 della Provincia non sono provvisti del documento di cui trattasi, sia della costituzione dei Centri Operativi Comunali (C.O.C.) e dei gruppi organizzati di protezione civile, sia in ordine ad ogni altra criticità territoriale. Inoltre, ha sottolineato la necessità di porre in essere una scrupolosa attività indirizzata a rendere noti alla popolazione, da una parte, i rischi naturali e quelli legati alle attività dell’uomo a cui i rispettivi territori sono esposti, dall’altra, i comportamenti diretti all’autoprotezione (che devono essere puntualmente conosciuti in quanto differenti a seconda del tipo di emergenza che dovesse presentarsi). Infine, ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento delle scuole e la necessità di promuovere, anche a livello intercomunale, esercitazioni di protezione civile.

Per quanto concerne la pianificazione di Protezione Civile, il Presidente della Comunità Montana ha rappresentato che il Piano intercomunale, adottato nel 2010, è in  corso di aggiornamento  a seguito dei cambiamento di alcuni scenari di rischio. Ha posto in risalto la preziosa collaborazione dei tre gruppi di volontari di protezione civile presenti sul territorio e convenzionati con l’Ente montano, precisamente i gruppi ANA di Verceia, di Novate Mezzola e di Chiavenna.

Nel corso dell’incontro, sono emerse alcune esigenze comuni anche agli ambiti delle altre Comunità Montane del territorio che si possono così riassumere:

  • Richiedere alla Regione Lombardia la programmazione e l’incremento dei fondi e degli interventi per la manutenzione del reticolo idrico maggiore, per la quale i Comuni non hanno competenze e risorse strumentali e finanziarie sufficienti per provvedervi direttamente;
  • I Gruppi e le associazioni di volontariato, costituiti da alpini, formati anche per il rischio valanghe, sono presenti in tutti i Comuni;
  • Necessità di ottenere fondi regolarmente strutturati e costanti per manutenere tutte le opere, in particolare quelle idrauliche previste ed attuate grazie ai fondi provenienti dalla c.d. Legge Valtellina, emessa a seguito dell’alluvione del 1987;
  • Condizioni di vulnerabilità dovute a dissesti idrogeologici per far fronte ai quali i singoli Comuni non dispongono di risorse sufficienti; col rischio che possano determinarsi situazioni di costante pericolo per la popolazione interessata;
  • Problematiche connesse allo stoccaggio di materiali e detriti derivanti dalla pulizia degli alvei;
  • La difficoltà ad usufruire dei fondi di bilancio destinati alla programmazione delle attività connesse alla protezione civile;

Sono state poi segnalate situazioni più specifiche, riguardanti per es. le frane del Cengalo, nella vicina Bregaglia Svizzera, della Val Genasca all’imbocco con la Valle Spluga, di Gallivaggio, di Motta di Calestro, del Monte Mater; le esondazioni del fiume Liro, Mese e Codera nonché dei torrenti Lobia, Schiesone e Pisarota; i rischi “valanghivi catastrofici” nei territori di Madesimo e Fraciscio di Campodolcino ed i rischi ambientali dovuti alla presenza di rifiuti speciali inquinanti dell’acciaieria Falck, dismessa e sottoposta a sequestro penale, ubicata in territorio di Novate Mezzola.  Infine, Il Sindaco di Chiavenna ha rappresentato le importanti iniziative volte alla riapertura del passo dello Spluga anche durante il periodo invernale.

I sindaci hanno, inoltre, evidenziato che, in caso di emergenze locali, dopo aver compilato ed inoltrato alla Regione le cosiddette scheda RASDA al fine di ricevere il finanziamento degli interventi disposti in via d’urgenza, non hanno la certezza della copertura delle spese sostenute.

Per tutte le problematiche esposte il Prefetto ha assicurato attenzione, avviando, laddove ritenuto opportuno, specifici tavoli di lavoro.

Altro tema trattato e molto sentito dagli Amministratori locali, è stato quello della carenza dei segretari comunali. Il Prefetto ha ricordato di aver informato i Sindaci della provincia, con circolare del 16 gennaio 2020, circa le iniziative recentemente assunte dal Governo in ordine alle problematiche legate alla carenza delle figure professionali di cui si tratta, comunicando che domani 19 febbraio si terrà, in Prefettura, una riunione con i Segretari comunali della Provincia teso ad un confronto sulla problematica.

Il Prefetto, infine anche in questo incontro, ha ribadito l’intenzione di far visita, nei prossimi mesi, alle singole realtà comunali per un contatto più diretto con gli amministratori locali e le relative comunità.

Sondrio, 18 febbraio 2020

 

 

L’ADDETTO STAMPA

 

 

 

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