“Sei un pollo!” Dice scherzando (ma non troppo) Nicola Rodigari, tecnico della nazionale azzurra junior di short track.

È appena terminata una fase cruciale dei Mondiali junior e uno degli atleti italiani siede fuori dalla pista, non troppo soddisfatto della sua prestazione. Nicola, premuroso come un fratellone maggiore, corre dall’uno all’altra dei nostri atleti e cerca di incoraggiarli anche se in alcuni momenti questi giovani si trovano sulle spalle una responsabilità e una pressione non da poco. Ma chi meglio di lui può capirli? Lui, che ha provato le stesse emozioni e le stesse difficoltà fino a pochi anni or sono? Alla fine di ogni prova, buona o cattiva, Nicola si materializza a fianco dei suoi ragazzi. Telefonino alla mano, rivede insieme a loro i momenti clou della gara e ci riflettono insieme, per imparare dagli errori ma anche per sciogliere quella tensione nervosa che sempre attanaglia ad ogni prestazione. E se una qualificazione è accompagnata da gioia e abbracci, nel caso di una caduta si fatica a trattenere le lacrime e la rabbia, perché qui – nel giro di pochi secondi – tutti i mesi di sacrifici e di lavoro acquistano davvero un senso compiuto, il che vale sia la conquista di una medaglia sia per una caduta, che tante volte insegna più di tanti allori.

Ecco perché le lacrime di Elisa, incespicata all’ultimo giro della staffetta dei 3000 mt, diventano ai nostri occhi ancora più belle e dignitose di tanti riconoscimenti, perché ci mostrano il volto umano dello sport, ci mostrano l’affetto delle compagne azzurre che – ancor prima della delusione – pensano a consolare la loro collega, ci mostrano la compattezza di un team che – mano nella mano – sale sul podio delle premiazioni, ci mostrano la fierezza di un’atleta che, siamo sicuri, domani rimetterà i pattini per tornare in pista più carica che mai! Beh, forse non proprio domani… E comunque, è sempre una medaglia di bronzo mondiale, che diamine!!!

 

 

Anna

Foto: Enrico Pozzi

 

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