Con Anffas il progetto Pec (ginnastica propriocettiva) in aiuto all’autismo

A volte capita di imbattersi in realtà che non si riescono ad immaginare. Ad esempio, nessuno penserebbe mai che persone con sindrome di autismo trovino beneficio nel frequentare luoghi caratterizzati da rumore, confusione, continui contatti fisici e assenza di schemi predefiniti. Siamo abituati a pensare all’autismo come ad un mondo immobile, ad una campana di vetro, dentro la quale non è permessa la normalità della vita, pena la rottura della campana stessa.
Questo Anffas lo sa bene, perché sia a livello nazionale, sia a livello locale, da sempre si occupa, con serietà e passione, di sostenere e accompagnare le famiglie e le persone colpite da questa sindrome avvalendosi della professionalità di specialisti di chiara fama e di comprovata formazione. È stato il caso del Centro Psico Educativo di Sondrio, in cui Anffas ha accolto per anni tantissime famiglie con figli con disturbo dello spettro autistico. Lo ha fatto con i metodi di cui la comunità scientifica si avvale per i percorsi che vengono definiti come riabilitazione, cura, terapia. E ciò ha permesso a quei bambini e a quelle famiglie di vivere vere e proprie rinascite, perché si sa che quando una patologia, qualunque patologia, è presa sul nascere, gli interventi efficaci vedono moltiplicato il loro effetto.
Ma ANFFAS è anche una grande famiglia, capace di fare rete con le altre realtà provinciali e di partecipare al progetto “ESSERE IN… Intrighi di montagna”. Promosso dalla rete Dappertutto, con l’esperienza della PEC, ginnastica propriocettiva. Ed è accaduto che questo bando è stato vinto.
Il progetto “ESSERE IN” è stato finanziato dal Bando Volontariato 2019 di Regione Lombardia e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e vede come capofila l’associazione Tecnizi Senza Barriere, tra i partner Anffas Sondrio, le Sezioni locali di UILDM-Unione italiana lotta distrofia muscolare, UIC-Unione italiana ciechi e FabLab e tra i soggetti di rete le sezioni provinciali di ENS-Ente nazionale sordi, ANMIL-Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, ANMICAssociazione nazionale mutilati e invalidi civili, Navicella, Fondazione Albosaggia, Fondazione Casa di Riposo Città di Sondrio, RSA Ambrosetti-Parravicini di Morbegno, Unità Spinale dell’ospedale Morelli di Sondalo, Ufficio scolastico Provinciale, LEDHA-Lega diritti delle persone con disabilità, Redattore Sociale, Associazione Nazionale Alpini-sezione Valtellinese, Parco delle
Orobie Valtellinese, CAI-sezione Valtellinese di Sondrio, CONI-Comitato Regione Lombardia. Il progetto ha ricevuto l’adesione anche da parte di Valtellina Turismo e proseguirà le azioni portate avanti dalla rete Dappertutto con la partecipazione e il sostegno del Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio.
L’iniziativa che ANFFAS promuove è stata presentata sabato 7 dicembre dalle ore 14.30 presso l’Istituto Pio XII in via Carducci, a Sondrio. L’incontro ha visto la presenza di molte realtà del territorio: associazioni culturali e sportive, rappresentanti del provveditorato agli studi, famiglie, volontari, professionisti, tutti accomunati da una grande curiosità per il programma PEC, realizzato dal ricercatore Maurizio Ronchi, responsabile dello staff medico del Seregno Rugby. “Il sogno di portarla in Valtellina è nato sulle ali dell’entusiasmo di un gruppo di papà che, per alcuni sabati, si sono recati a Seregno per capire di cosa si trattasse e quali ricadute avesse sulle persone con disabilità relazionale e intellettiva – spiegano i volontari di Anffas e del Gruppo Genitori Autismi in Valtellina Fuori dalle Bolle.
Ma cosa c’entra un ricercatore specializzato in protocolli di riabilitazione sportiva post traumatica con un’associazione di famiglie? E ancor di più, quando questa è un’associazione che si occupa di disabilità? È presto detto: la contaminazione è l’origine del cambiamento e affrontare con curiosità le sfide che la vita porta permette di vivere al suono leggero e forte di un “perché no..”, anziché precludersi occasioni al frastuono dei “no, perché così non si è mai fatto..”.
È stato così che l’Anffas si Seregno ha messo in piedi un percorso che, in 5 anni, ha coinvolto numerosi ragazzi con autismo, con le loro famiglie e molti volontari, in un’avventura in cui, con le parole di Ronchi: “Facciamo a loro ciò che vorremmo fosse fatto a noi”. Giochi, allegria, scherzi, confusione: insomma, nulla che ci si potrebbe mai sentir consigliare da esperti di autismo. Ma la PEC è un’altra storia: si tratta di cicli di mezz’ora di ginnastica, attraverso la realizzazione di percorsi di stimolo dei recettori dell’equilibrio del corpo, in cui persone con disabilità intellettiva e relazionale in età scolastica e loro coetanei sono affiancati da volontari, professionisti di estrazione sportiva (laureati scienze motorie, fisioterapisti, osteopati, ecc.) e professionisti della relazione (pedagogisti, psicologi, counselor). L’attività non si connota come terapeutica, tanto meno come riabilitativa: è un’occasione di socializzazione e inclusione mediata dalla pratica sportiva, non connotata agonisticamente, ma supportata da uno staff di professionisti e volontari. Non ci sono finalità terapeutiche o riabilitative: gli anni di Seregno hanno dato come risultato il progressivo sviluppo di abilità relazionali e abbassamento delle stereotipie comportamentali delle persone che hanno frequentato i sabati della PEC. E allora, perché no?
Ci sono però dei tratti che distingueranno la PEC Valtellinese, e riguardano gli aspetti introdotti dal prof. Balzamo, insegnante di scuola superiore e appartenente al gruppo “Fuori dalle Bolle” Qui a Sondrio si lavorerà utilizzando contemporaneamente il protocollo PEC e il PEI scolastico di ogni minore in un contesto professionale specializzato nell’abbattimento delle barriera della disabilità, grazie anche al prezioso e insostituibile supporto dei giovani volontari, spesso coetanei, che con la modalità della gentilezza umile e operante interagiscono alimentando il piacere dell’amicizia e della condivisione.
Nel corso della seduta, durante il percorso PEC, si applicheranno delle strategie per ridurre quei fastidi che alzano la barriera della disabilità nei minori con disturbo dello spettro autistico. Nel mese di maggio, i risultati raggiunti dal minore saranno comunicati per iscritto dall’ANFFAS alle famiglie e tramite queste ultime alle scuole, affinché i docenti di sostegno abbiano informazioni aggiuntive utili per pianificare la bozza del nuovo PEI nel mese di giugno.
Il protocollo PEC sondriese è un esempio di “inclusione circolare” del minore nel suo “contesto di vita quotidiano”, avendo come punto di riferimento le indicazioni operative contenute nel PEI”. Presente all’evento anche Mauro Brambilla, presidente di ANFFAS Seregno, promotore della prima ora del programma PEC. Oltre a lui anche Yuri Casadei, a chiudere il trio che, con Ronchi, si è autodefinito “i doni dei magi valtellinesi”, rinominati per l’occasione “Re magi”, con largo anticipo sul calendario delle festività natalizie. Ma in effetti, di questo si tratta: tre papà sono scesi in Brianza e hanno trovato qualcosa di prezioso. E hanno deciso di non tenerlo per se, ma di portarlo ai loro figli e ai figli di chi vorrà prendere parte
a questa straordinaria avventura.
L’attività vedrà il suo avvio sabato 11 gennaio, presso al palestra comunale della scuola Racchetti: al Comune di Sondrio e alla dirigente della scuola in questione va tutto il grazie di questa comunità, che ha trovato in loro orecchie attente e cuori sensibili.

 

Patrizia Anffas onlus Sondrio

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