LA CROCE ROSSA ITALIANA PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE

A distanza di oltre un mese (25 ottobre scorso) dall’ultimo incontro e nonostante le pressanti richieste arrivate dall’assemblea dei dipendenti, circa le intenzioni del Comitato Provinciale sulla volontà di garantire servizi e occupazione attraverso la partecipazione al rinnovo delle convenzioni in essere, in primis quella concernente il servizio di Urgenza ed Emergenza, dalla ODV sono arrivate solo inaccettabili condizioni poste ai dipendenti circa la rinuncia alla regolare retribuzione garantita dal CCNL ANPAS che CRI ha liberamente sottoscritto a suo tempo.

Tradotto: Croce Rossa Italiana, Comitato di Sondrio, chiede riduzione degli stipendi e straordinari pagati solo parzialmente; diversamente, a rischio occupazione e servizi della rete Emergenza Urgenza.

Nel corso del confronto di cui sopra, tenutosi nel mese di ottobre, Croce Rossa Italiana, Comitato di Sondrio, ha comunicato alle OO.SS le proprie difficoltà economiche finanziarie (il bilancio 2018 si è chiuso con una perdita di 197.000 euro). Attualmente nessuna comunicazione ci è stata fornita circa l’andamento dell’anno 2019.

Successivamente, dipendenti incontrati collettivamente e singolarmente sono stati “invitati” a sottoscrivere la loro “libera” accettazione e alle OO.SS di avallare tale decisione con nota N. 838/295. Nella fattispecie, la “proposta” di CRI prevede una retribuzione solo parziale degli straordinari e una rinuncia ai buono pasto.

Tutto ciò, per di più, senza fornire indicazioni sulla temporalità del permanere di tali asserite necessità né le fondamentali garanzie richieste.  CRI non fornisce rassicurazioni, assoggettando la salvaguardia dell’occupazione ed il mantenimento del servizio in appalto alla cogente riduzione dei costi, la quale trova esecuzione nell’esplicita richiesta ai lavoratori di una deroga all’applicazione del CCNL ovvero: non retribuendo (o solamente in modo parziale) le prestazioni di lavoro straordinario e chiedendo la rinuncia ai buono pasto.

Condizioni del tutto inaccettabili e perciò decisamente respinte dalle scriventi con l’offerta di avviare invece e da subito un confronto serrato sulle prospettive del servizio in convenzione. Si sottolinea che le scriventi, dopo aver incontrato i lavoratori in assemblea, nella quale è emersa tutta l’angoscia derivante dall’incertezza occupazionale, hanno poi provveduto ad inviare il 19 novembre diffida a procedere con accordi di conciliazione comprensivi delle proposte sopra esposte.

E’ ormai trascorso del tempo da quell’offerta, ma da CRI solo un sempre più inquietante silenzio circa la nostra volontà ad avviare da subito un confronto.

Di fronte a ciò FP-CGIL, CISL-FP e UIL-FPL proclamano lo stato di agitazione del personale rivendicando l’immediata apertura di un confronto al fine di esperire possibili tentativi di riavvio delle relazioni sindacali su materie che attengono alla gestione dei rapporti di lavoro, in assenza del quale si riservano di chiamare i lavoratori ad una ampia mobilitazione.

Le scriventi OO.SS., contestualmente alla presente,  inviano alle autorità competenti una richiesta di convocazione per rappresentare le proprie considerazioni in merito a quanto esposto, analizzare nel merito i problemi e discutere le eventuali azioni da attivare al fine di identificare possibili soluzioni che possano garantire i livelli occupazionali (96 dipendenti), e l’attuale standard qualitativo che finora ha contraddistinto il servizio di emergenza urgenza per la Valtellina e la Valchiavenna.

 

Segreterie provinciali

FP CGIL – CISL FP – UIL FPL

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