Molinari vince il triathlon ICON EXTREME di Livigno

Giulio Molinari e Katrine Woie griffano l’edizione 2018 dell’ICON Livigno Extreme!  Sono oltre 220 gli atleti iscritti per l’Extreme più desiderato di questo 2019 e i 15.2 gradi del lago accolgono una frazione natatoria sicuramente non semplice ma affatto proibitiva. Il fischio d’inizio dà il via alla prima frazione di gara, con i suoi 3,8 km di nuoto nel buio ancora fitto della notte livignasca. Questa per ICON è la prima edizione nella quale la manifestazione fa parte del prestigioso circuito mondiale Xtri World Tour, si assegnano infatti quattro preziosissime slot per la finalissima mondiale del 2020 al Norseman.

Tra gli uomini il primo atleta a portarsi in T1 è Giulio Molinari, testimonial di Livigno. Il suo curriculum è quello di un atleta professionista: nel 2014 si è laureato campione europeo a Maiorca, così come nel 2016 su media distanza, si è piazzato 8˚ all’Ironman South Africa e si è confermato miglior italiano nel 2018 ai Campionati del Mondo di Ironman, col 20° posto.

Non ha rivali Giulio Molinari in acqua e sono 7’28” i minuti che riesce a infliggere al secondo concorrente di frazione, l’elvetico Patrik Weber. La frazione ciclistica non riserva particolari sorprese alla testa della corsa. Molinari da dimostrazione di netta superiorità atletica nei confronti degli avversari e nel corso dei 195 km di frazione incrementa progressivamente il proprio vantaggio su Steve Mazzucco, lo svizzero che subentra in seconda piazza. L’italiano leader di giornata arriva in T2 con una ventina di km di vantaggio su Simone Lunghi, diretto inseguitore che sullo Stelvio riesce a passare Mazzucco. Il terzo uomo in T2 è Mazzucco e sembra proprio che l’assegnazione delle medaglie possa essere un gioco tra questi tre atleti. La frazione podistica è tutt’altro che semplice e obbliga gli atleti ad un altro importante sforzo. Molinari prosegue la corsa solitaria verso Carosello 3000 dove lo aspetta l’incoronazione e la grande festa di celebrazione della vittoria. Il traguardo è suo dopo 12 ore 36 minuti e 35 secondi di grande fatica. Lo segue Simone Lunghi con un distacco di una decina di km complessivi e oltre un’ora. Terzo al traguardo è l’estone Pallo Rait, capace di un ottimo recupero nella frazione podistica.

Tra le donne la prima atleta a completare la frazione natatoria è la greca Violeta Dialetara, seguita a poco più di 15” dall’americana Carlee Tulett. La greca gestisce bene la frazione di nuoto e arriva in T1 senza particolare affanno. La prima parte della frazione bike la vede saldamente al comando della classifica parziale. Qualche segno di stanchezza inizia ad accusarlo verso la metà. La norvegese Kathrine Woie, recuperando più di 15’ accumulati in acqua, si rende protagonista di una grande performance in sella; la raggiunge attorno al 120esimo km della frazione ciclistica, quando la greca inizia lievemente a calare il proprio ritmo e la passa. A metà frazione è Carlee Tulett a completare il podio parziale. E’ lo Stelvio a mischiare ancora le carte nella frazione ciclistica della gara femminile. La Dialetara va in riserva d’energia e viene raggiunta da Laura Ravelli che procede con lei verso T2. Al cambio per l’inizio della frazione podistica, è Kathrine ad arrivare per prima, precedendo l’americana Tulett di 45’ circa. Laura Ravelli cede il passo negli ultimi km di ciclismo e perde contatto con l’americana. In T2 l’italiana ha circa 35’ di ritardo sull’argento parziale di giornata, con la greca Dialetara pericolosamente vicina. La salita a Carosello è il compimento di una grande impresa per Katrine Woi, che raccoglie i frutti di una gara gestita con oculatezza e ottima distribuzione dello sforzo e recupera la prima piazza. In 17 ore 30 minuti e una manciata di secondi, questa ragazza taglia il traguardo a Carosello 3000 e corona un sogno. E’ lei la regina di ICON 2019. La segue Carlee Tulett, per il secondo posto femminile e loro restano le uniche due donne in grado di passare il cancello che da accesso al traguardo a 3000 metri. Le altre donne in gara sono invece tutte fermate a Livigno, come da regolamento, e completano lì la loro fatica.

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