Lola Del Nevo: il coraggio di andare avanti

Quando la vita ti si ribalta completamente, l’unica soluzione è sapersi adattare e trovare delle opportunità anche laddove il mondo sembrerebbe chiudersi. Ed è proprio quello che ha fatto Eleonora ‘Lola” Del Nevo, alpinista e arrampicatrice, dopo il brutto incidente che le ha tolto l’uso delle gambe: non solo non si è ripiegata su se stessa, ma ha continuato ad andare in montagna e addirittura ha scalato una delle pareti-simbolo del mondo dell’arrampicata sportiva: El Capitan, nella famosa Yosemite Valley californiana. Durante la serata organizzata dal Cai Valfurva il 22 agoso 2019 si è raccontata al pubblico dell’auditorium di S. Nicolò Valfurva, affiancata dal presentatore Stefano Faifer.

La passione per la montagna mi ha spronato e dopo la caduta del 2015 (una caduta di 30 metri causata dal cedimento di una parete di ghiaccio su cui stava scalando con gli inseparabili compagni Diego e Mauro) mi sono subito rimessa in gioco, ovviamente a piccoli passi. Gli obiettivi cambiavano mano a mano che procedeva la riabilitazione, a partire dalle cose più semplici, come riuscire a stare, seduta fino a quel sogno che ha preso forma nella mente dei miei due soci e che poi si è concretizzato nel 2018.
I due “soci” sono Diego e Mauro, che le sono sempre stati vicino e che – mentre ancora Lola si trovava adagiata nel letto dell’ospedale – le promettono un po’ follemente “la luna”: Ti porteremo sul Capitan! Ebbene, hanno avuto ragione loro! Lola ha fatto un recupero straordinario e poi ha iniziato subito a rafforzarsi muscolarmente con varie attività, mentre il progetto prendeva forma e iniziavano i preparativi. Per forza di cose abbiamo dovuto pensare a una scalata con attrezzatura appositamente riadattata per me: un manubrio da bicicletta, un imbrago da parapendio, e poi tutto il necessario per stare in parete almeno 4 giorni! Il tutto da trascinare per i circa 700 metri verticali della via…
Guardando il video fatto durante la scalata vengono i brividi: un po’ perchè è talmente “in presa diretta” da catapultare anche noi sulla parete a strapiombo; un po’ perché vi si percepisce l’intensità dell’esperienza vissuta, i momenti allegri come quelli difficili. L’ultimo giorno è stato tremendo perché il meteo prevedeva pioggia e temporali, così abbiamo arrampicato quasi non-stop giorno e notte per poter uscire in vetta senza prendere l’acqua… stare su El Capitan durante i temporali è pericolosissimo! Però, nonostante i nostri sforzi, ci siamo inzuppati ugualmente e oltretutto la squadra che doveva venire a recuperarci per il ritorno era stata chiamata urgentemente per un soccorso, quindi eravamo un po’ in difficoltà. Poi abbiamo ricevuto aiuto da tanti volontari che ci sono venuti incontro e ci hanno aiutato a tornare alla base: è stato un momento bellissimo.

Così Lola, dopo un primo tentativo fallito nel 2016, realizza un’impresa straodinaria e la sua determinazione diventa un esempio per moltissime persone: vorrei dimostrare che dopo un trauma si può andare avanti, vorrei spronare anche gli altri a non lasciarsi abbattere e non rinunciare! Io ho dovuto rimodulare la mia vita e re-inventarmi, ma non ho mai smesso di provare a raggiungere i miei obiettivi!

Non a caso, il gruppo dei Ragni di Lecco l’ha insignita del titolo di “socia onoraria”, un omaggio alla tenacia, al coraggio e alla determinazione di questa testarda bergamasca!

 

Anna

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