Detrazioni ecobonus con sconto in fattura introdotto dal DL ‘Crescita’

Il report semestrale sul settore delle costruzioni, presentato lo scorso 13 luglio nel corso dell’Assemblea di Anaepa Confartigianato Edilizia, evidenzia il giro d’affari dei bonus fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio nazionale.
Nel 2018 le detrazioni per ecobonus veicolano investimenti per 3.331 milioni di euro, che si aggiungono ai 25.296 milioni di euro per il recupero edilizio per un totale di 28.627 milioni di euro di investimenti con incentivi fiscali.
Gli investimenti sostenuti dall’ecobonus pesano per l’11,7% del totale incentivato, a fronte dell’88,4% relativo ai più diffusi interventi di ristrutturazione degli immobili. Il mercato sostenuto dall’ecobonus vale il 6,6% degli interventi di manutenzione straordinaria sugli edifici residenziali (50,4 miliardi di euro, in Camera dei deputati, 2018). Gli interventi per ecobonus nel 2018 sono 334.846.
La distribuzione per tipologia di lavori rileva il 37,1% degli investimenti sostenuti da ecobonus si riferisce ai serramenti, il 16,9% alle caldaie a condensazione, il 15,9% a pareti verticali, il 14,5% a pareti orizzontali, il 6,7% a pompe di calore, il 3,8% a schermature solari, l’1,1% al solare termico e lo 0,5% a Building automation.
Nel corso del Consiglio Direttivo della Categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Sondrio dello scorso 17 luglio sono stati analizzati i dati sopra elencati e sono stati messi a confronto con le ultime disposizioni contenute nel DL ‘crescita’ che introducono forti distorsioni della concorrenza a danno di mezzo milione di micro e piccole imprese operanti nel settore, con 1,2 milioni di addetti, l’89% dell’occupazione del settore.
Su questo rilevante mercato l’art. 10 del Decreto Crescita ha introdotto una nuova e aggiuntiva modalità di utilizzo delle agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica e consolidamento antisismico, data dal riconoscimento al beneficiario da parte dell’impresa fornitrice di uno sconto immediato, in misura corrispondente alla detrazione fiscale, applicato sull’importo dell’intervento. Tale sconto sarà rimborsato all’impresa sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo.
“Partendo da questo ultimo provvedimento, evidenzia Paolo Panizza, Presidente di Anaepa-Confartigianato Edilizia Sondrio, come Consiglio Direttivo abbiamo preso ad esame gli effetti su di una impresa tipo di cinque addetti nel settore delle costruzioni, comparto composto da edilizia, installazioni di impianti, posa in opera di infissi ed altri lavori specializzati. Si tratta di una impresa che rientra nella classe di addetti – tra 2 e 9 addetti – più numerosa del settore, nella quale si colloca il 42,5% degli addetti del comparto. Sulla base dei dati sulla struttura delle imprese dell’Istat, l’impresa in esame ha un fatturato di 403 mila euro. Tenuto conto della redditività media della classe di volume d’affari dell’impresa-tipo desumibile dalle statistiche fiscali del MEF sulle imprese persone fisiche, abbiamo messo a confronto nell’arco di un quinquennio l’importo da scontare alla clientela e gli importi relativi a imposte dirette, indirette e contributi che possono essere compensati. Nel caso in cui ristrutturazioni e interventi per efficienza energetica pesano per il 50% del fatturato dell’impresa si evidenziando che la norma, dal quarto anno, mette fuori mercato la nostra impresa tipo. Tra Irpef sul reddito del titolare, le ritenute versate per i dipendenti, i contributi previdenziali del titolare e dei dipendenti, l’Irap e i versamenti IVA (che nelle Costruzioni sono mediamente il 2,2% del volume d’affari) sono versati all’Erario oltre 70 mila euro all’anno. Nei primi tre anni lo sconto praticato ai clienti è inferiore alle somme versate all’Erario, consentendone il completo recupero da parte dell’impresa. Già dal quarto anno questa condizione non si avvera e l’impresa è costretta, per quell’anno, a rinunciare all’86,9% degli interventi incentivati; e nel quinto anno la rinuncia per incapienza è totale. Nell’arco dell’intero quinquennio la riduzione del fatturato sul segmento interessato dalle detrazioni fiscali è del 37,4%.”
Il risultato della simulazione rende evidente come rilevanti segmenti di mercato oggi presidiati delle Micro e Piccole Imprese fluirebbero con estrema facilità verso imprese di grande dimensione, che presentano rilevanti importi di pagamenti nei confronti dell’erario e dotate di una adeguata capacità finanziaria per far fronte allo sconto in fattura.
In questa prospettiva si concretizza il paradosso di norme nominalmente orientate alla ‘crescita’ che, invece di sostenere le piccole imprese private delle costruzioni – che a seguito della crisi del settore hanno perso 238mila occupati in cinque anni pari al 17,0% in meno – rischiano di generare ulteriori spazi di rendita di posizione a grandi imprese pubbliche.
“Come Confartigianato Imprese Sondrio – aggiunge il Presidente Gionni Gritti – sosteniamo fermamente il no deciso allo sconto sulle fatture per gli interventi relativi all’ecobonus e al sismabonus, previsto dal Decreto Crescita, che purtroppo si basa sulla consapevolezza della profonda distorsione della concorrenza introdotta dalla norma – come evidenziato dall’Antitrust – a danno di mezzo milione di Micro e Piccole Imprese operanti nel settore delle costruzioni, con 1,2 milioni di addetti, l’89% dell’occupazione del settore.”

 

Confartigianato Segreteria 

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