Venerdì 5 luglio a MASSA CARRARA si è svolto il primo sciopero dei cavatori del marmo, con manifestazione e presidio davanti a Confindustria Carrara. Era il primo di una serie di manifestazioni di protesta con sciopero di 8 ore a carattere regionale che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale.
In Lombardia il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro riguarda circa 4.000 dipendenti delle circa 900 imprese che esercitano l’attività di scavo di materiali: dal marmo del Botticino nel bresciano, alle cave di inerti e minerali dei territori di Pavia, Mantova, Varese e le cave di pietra lavorata di Bergamo e Sondrio. Il mancato rinnovo del contratto rischia di mettere ancora più in crisi le aziende lombarde, chiuse in un mercato locale e in difficoltà per la concorrenza fortissima delle imprese estere che si sono sviluppate molto più velocemente, in particolare nell’ultimo triennio, innovando il loro processo produttivo. Le imprese lombarde, per le piccole dimensioni, sono rimaste ferme negli investimenti, così come l’incertezza legislativa regionale e nazionale non ha aiutato lo sviluppo di questo settore. Il rinnovo del CCNL LAPIDEI INDUSTRIA ha subito un arresto del tavolo negoziale in data 20 marzo 2019 per le risposte eccessivamente rigide delle controparti.
Confindustria, Marmomacchine e Anepla, tendono ad imporre una deregolamentazione sui tempi determinati e in somministrazione, chiedendo percentuali maggiori e causali ampliate rispetto alla legge e all’attuale contratto; chiedono il superamento dell’esperienza in essere della bilateralità, che cominciava a dare i suoi risultati soprattutto sul piano della prevenzione della salute e sicurezza; rispondono timidamente alle richieste sul welfare che abbiamo messo in piattaforma (Fondo Previdenziale e Fondo sanitario); nessun incremento sull’Elemento di Garanzia Retributiva che risponderebbe alla mancata contrattazione di secondo livello, poco praticata dalle aziende lombarde dove manca anche il livello regionale; PROPONGONO un aumento salariale di 53€ con verifiche “ex post” che stravolge l’attuale modello contrattuale in cifra fissa. Una somma che è pari alla metà del precedente rinnovo che determinerebbero un aumento INCERTO e soprattutto SCARSO.

Chiediamo che le Associazioni datoriali del settore Lapideo Industria, Confindustria, Marmomacchine, Anepla, rivedano le posizioni sino qui riportate al tavolo negoziale e che avanzino proposte rispettose dei contenuti della piattaforma unitaria votata dalle assemblee. Di fronte alla miopia delle controparti, che dovrebbero rilanciare il tema dell’innovazione investendo sulle professionalità e sul lavoro qualificato, noi chiediamo che si prendano impegni importanti con il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro. Chiediamo con il rinnovo contrattuale di rispondere ai bisogni di innovazione e di professionalità di aziende e di lavoratori di un settore che è valore aggiunto per tutto il Paese, a partire dal marmo, alle pietre ornamentali e alle cave, parti di un indotto edilizio che è il perno del mercato industriale italiano e del suo rilancio.

Le Segreterie FENEAL FILCA FILLEA LOMBARDIA
E.Vizza – G.Mancin A.Ribelli – A.Busnelli I.Comotti – T.Scalco

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