I Sindaci compatti sulla salvaguardia dell’ospedale Morelli di Sondalo

I Sindaci dell’Alta Valle si rimettono in gioco per il Morelli: nel documento predisposto dall’amministrazione di Sondalo e sottoscritta da tutti i primi cittadini del comprensorio e indirizzato alla dottoressa Cristina Masella, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, si vuole rimarcare “il ruolo fondamentale dell’Ospedale Morelli in vista dell’elaborazione del Piano di Riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale“. In una situazione sempre più confusa, con voci contradditorie che si rincorrono a proposito della cosiddetta “sanità di montagna”, sottoponiamo a tutta la popolazione il contenuto integrale della lettera, che non possiamo non ritenere condivisibile.

 

Gentilissima Professoressa,
In attesa dell’elaborazione del Piano per la riorganizzazione del sistema socio-sanitario della Provincia di Sondrio – affidato da Regione Lombardia al Politecnico di Milano – per la riqualificazione della rete ospedaliera provinciale, con la presente i Sindaci dell’Alta Valtellina, preoccupati del silenzio che si protrae ormai da diversi mesi, intendono rimarcare il ruolo fondamentale che l’Ospedale Morelli di Sondalo riveste per l’intero ambito.

Una breve premessa è necessaria per contestualizzare la realtà dell’ospedale e per comprendere al meglio le logiche con le quali vorremmo sottoporLe le nostre richieste. L’ospedale Morelli di Sondalo è l’unico presidio ospedaliero di un territorio montano a forte vocazione sportiva, che basa la sua offerta sia estiva che invernale sullo sport, a qualsiasi livello (amatoriale ed agonistico). A questo si aggiunge una caratteristica comune delle zone alpine, il collegamento viario: in Alta Valtellina esiste un’unica strada che collega i territori e che viene utilizzata indistintamente da cittadini e turisti, rendendola di fatto trafficata e non sempre scorrevole.
Desideriamo quindi esporLe le nostre ragioni nell’ambito della ridefinizione delle competenze e dei ruoli specifici dei due presidi ospedalieri di Sondrio e di Sondalo. Crediamo sia essenziale nonché necessario creare la premesse per una sanità di montagna efficiente ed efficace, a vantaggio di tutti i cittadini della Provincia e che si debba perseguire un assetto nuovo che definisca compiti precisi ed esclusivi mediante la configurazione di presidi specializzati che forniscano prestazioni complete agli utenti.

I sindaci dell’Alta Valle vorrebbero poi ribadire le forti perplessità legate all’ipotesi paventata da alcuni amministratori del comprensorio di Sondrio, che prevede la creazione di un ospedale unico in Provincia con sede nel capoluogo. Tale proposta appare a nostro avviso non attuabile per una serie di motivi, tra cui:
– le difficoltà legate all’individuazione di una area compatibile per la sua creazione;
– le lunghe tempistiche necessarie per la sua realizzazione;
– gli elevati costi;
– la vanificazione di recenti interventi effettuati sull’ospedale di Sondrio (sono stati investiti circa 30 milioni di euro per opere di ristrutturazione/ampliamento del pronto soccorso, del blocco operatorio, dei laboratori e dell’eliporto);
– la difficile riqualificazione del vastissimo patrimonio immobiliare esistente dell’Ospedale Morelli con un suo possibile decadimento ed abbandono;
– le difficoltà legate all’assorbimento della richiesta sanitaria a livello provinciale e alla complessità dei bisogni sanitari emergenti;
– le difficoltà legate alla configurazione geomorfologica del territorio montano che limitano fortemente la mobilità.

L’Ospedale Morelli, unico ospedale di una zona ad altissima vocazione turistica, deve pertanto continuare ad essere salvaguardato e potenziato nelle proprie specialità. Questo presidio deve essere, dunque, sede delle attività di tipo pneumologico, ortopedico, traumatologico, neurologico e neurochirurgico con relative attività riabilitative e di lunga degenza, nonché di medicina dello sport, che tenga conto delle esigenze non solo dei turisti ma anche di tutti i valligiani. È necessario, pertanto, valorizzarne le attività storiche, che fin dal passato hanno attribuito a questo presidio le caratteristiche di ospedale riabilitativo di eccellenza.

Per queste ragioni un centro di riabilitazione di rilevanza non può prevedere l’esclusione di tutte le altre realtà chirurgiche di riferimento (chirurgia toracica, vascolare, neurochirurgica etc.). Tale assetto permette di definire il presidio come “trauma center” in grado di fornire risposte ottimali all’ampio territorio di competenza, rientrante, peraltro, in una zona a forte impatto turistico perlopiù di tipo sportivo. Fra le leve che spingono questo tipo di clientela a scegliere una destinazione piuttosto che un’altra vi è anche, ma non solo, la consapevolezza di poter contare su una struttura adeguata dove rifugiarsi in caso di infortunio. A tal proposito è fondamentale oggi, far riferimento all’avvenuta assegnazione dei Giochi Olimpici invernali 2026 che comporta la necessità di avere sul territorio una risposta adeguata e attigua alle località sedi delle competizioni sportive per far fronte all’afflusso di persone che un evento di tale portata inevitabilmente genera.

Pertanto, La invitiamo a considerare le osservazioni proposte che questo territorio sente il dovere di porre alla Sua attenzione.

RingraziandoLa per la disponibilità, cogliamo l’occasione per porgere i nostri più cordiali saluti.

 

Ilaria Peraldini – Sindaco di Sondalo

Alessandro Pedrini – Sindaco di Valdisotto

Angelo Cacciotto – Sindaco di Valfurva

Damiano Bormolini – Sindaco di Livigno

Massimiliano Trabucchi – Sindaco di Valdidentro

Roberto Volpato – Sindaco di Bormio

Commenti

commenti

Riproduzione © riservata - AltaReziaNews