Occhi e idee nuove per avere cura delle persone che con-vivono con la demenza e per le loro famiglie

Sente-Mente® in collaborazione con l’Associazione Alzheimer e demenze della Provincia di Sondrio e con la Fondazione Casa di Riposo Ambrosetti Paravicini ONLUS di Morbegno organizza una serata aperta alla popolazione sul tema della demenza: “Occhi e idee nuove per avere cura delle persone che con-vivono con la demenza e per le loro famiglie”
La data prevista è giovedì 17 gennaio 2019 alle ore 20.30 presso la Fondazione Ambrosetti Parravicini ONLUS in via Parravicini, 16 a Morbegno.
Le serate sono tenute dalla dott.ssa Simona Sertorio, Felicitatrice Senior del Sente-Mente® Modello, che da anni lavora come Counselor e Formatrice all’interno di diverse RSA della Lombardia.

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Pagina Fb: Sente-Mente® per caregivers e persone che convivono con la demenza

La demenza è solo tempo di dolore e fatica? Di paesaggi, di perdita e angoscia? Oppure c’è anche una Bellezza da riscoprire, onorare e difendere per incontrare le persone che convivono con la demenza?
Sente-Mente® è un modello di cura innovativo nato dall’intuizione di una formatrice friulana, Letizia Espanoli che vanta 28 anni di lavoro nel mondo socio sanitario nazionale come consulente e formatrice.
Suo il merito di aver saputo guardare alla persona malata e non solo alla malattia e aver coniugato
aspetti di caring con aspetti relazionali. Sente-Mente® è una metodologia per creare opportunità quando tutto attorno urla solo parole di impossibilità. È togliere la malattia dalla frenesia del fare che consuma la vita. È avere cura dell’esistere. È generatore di Resilienza.
La nostra cultura infatti pone l’accento sulla “drammaturgia” delle conseguenze della diagnosi annullando le possibilità, si concentra sulla sola perdita e tutte le azioni proposte hanno il solo scopo di rallentare la degenerazione. È giunta l’ora di cambiare questo paradigma, perché nella malattia c’è ancora possibilità. Possibilità di fare qualcosa per cambiare in meglio il modello socio-sanitario esistente, che a volte contribuisce a rendere ancora più impotenti e sofferenti le famiglie delle persone che convivono con la demenza.
È necessario imparare a capire ed assistere in modo nuovo ed efficace, perché le persone che convivono con la demenza non sono affatto perdute, ma anzi tengono intatta quella parte che gli permette di “sentire” fino all’ultimo respiro (da qui il termine sente-mente in contrapposizione a de-mente ovvero fuori dalla sua mente). La vita non finisce con la diagnosi e nessuno può portare via il diritto di amare ed onorare l’altro fino all’ultimo respiro.

 

Ilenia Pusterla

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