Tutti in sella!

Anche quest’anno l’Unione Sportiva Bormiese settore Ciclismo propone il corso primaverile di mountain bike, riservato ai bambini nati dal 2006 al 2011. Si tratta di una decina di uscite in mountain bike con accompagnatori, che consentono ai bambini di prendere dimestichezza con l’attrezzo e ai più grandi di cimentarsi su percorsi un po’ più “accidentati”. Il pericolo di una sospensione per mancanza di accompagnatori – fortunatamente – è stato scongiurato grazie alla buona volontà di alcuni adulti che, a turno, si prestano a dare una mano e a sorvegliare i giovani bikers. Con il loro fondamentale aiuto si può portare avanti l’attività giovanile, cosa sempre più difficile da realizzare in questi ultimi anni a causa della progressiva “desertificazione” di volontari che offrono parte del loro tempo in favore dei giovani…

Per quest’anno i 35/40 bambini del corso potranno scorazzare tranquillamente sulle loro biciclette nei giorni prestabiliti (vedere calendario) e partecipare alle gite con merenda finale che l’organizzazione predisporrà durante la primavera.

Mirko Franceschina, uno dei responsabili del corso, ci racconta come si svolge un’uscita-tipo: “Raduniamo tutti i bambini nel piazzale del Pentagono e poi noi adulti ci suddividiamo fra i vari gruppi, anche a seconda della nostra inclinazione (di solito alle donne piace di più accompagnare i bimbetti, che affrontano percorsi meno impegnativi). Ogni uscita dura circa un’ora e mezza, a volte anche un poco di più se ci soffermiamo a spiegare qualche tecnica o se qualche bambino resta un po’ indietro. Se piove, in genere, si posticipa il corso in un’altra data oppure si trova il modo di farlo al coperto (negli anni scorsi, ad esempio, riuscivamo a farlo sotto la “Palafitta” dell’Unione Sportiva Bormiese). Non si tratta di percorsi proibitivi, lo scopo è quello di far trascorrere ai bambini dei momenti piacevoli all’aperto e renderli più autonomi in bicicletta”.

Qual è la parte più impegnativa del corso?

Sicuramente riuscire a far tacere le bambine, hanno una lapa……No scherzo! I gruppi sono composti con diversi gradi di abilità, alcuni ragazzi riescono già a scendere le scale con la propria bicicletta, per altri si tratta solo di riuscire a fare un percorso accidentato o una discesa ripida senza aver paura di cadere (e senza cadere!).

Incidenti?

Certo, le cadute ci sono, persino fra gli adulti! Ma l’importante è non aver paura di tornare in sella, una sbucciatura alle ginocchia è anche un “segno di battaglia”!

Come scegliete i percorsi?

Noi siamo fortunati perché qui c’è l’imbarazzo della scelta. Viviamo in una realtà dove le due ruote dovrebbero essere di casa, uno strumento abituale per muoversi e spostarsi. Noi cerchiamo anche di promuovere questa cultura, non solo per fini sportivi, ma anche ecologici.

Spesso ci si lamenta che i bambini di oggi sono iper-protetti, tu come li vedi?

Io vedo una massa di scatenati che non vede l’ora di stare all’aria aperta! Con noi fanno esperienza senza i genitori, stanno tra amici e imparano a cavarsela da soli perché l’aiuto dell’istruttore è discreto e mai invasivo. Certo, qualcuno è più timido e timoroso, ma l’importante è che riesca a superare le sue paure, con le dovute rassicurazioni.

C’è un momento di teoria oltre alla pratica?

Qualcosa spieghiamo, soprattutto per i più curiosi che ci fanno domande sulla struttura della bicicletta, ma in genere il corso è molto “attivo”: si pedala e si gira sui nostri tracciati, così i bambini imparano anche a scoprire il territorio.

 

Insomma, un corso davvero invitante! E ancor di più per le due merendone finali…

 

 

 

Anna

 

Commenti

commenti

Riproduzione © riservata - AltaReziaNews