Duetto di Filarmoniche al Pentagono

Venerdì 5 gennaio le note delle Filarmoniche di Bormio e Morbegno hanno avvolto il Pentagono in un’aurea di fascinosa armonia e gli spettatori (un po’ pochini, in verità) hanno potuto gustare appieno i diversi stili proposti dalle due formazioni e lasciarsi contagiare dalle musiche, lente o ritmate che fossero. Pochi i pezzi presentati (cinque per ogni Filarmonica), ma ricchi di virtuosismi o di vivacità; perché ciascuno dei due gruppi ha un’anima propria che lo rende singolare ed autentico. Più incline al folklore la Filarmonica di Bormio, senza sminuirne affatto il valore anzi, considerando questo aspetto come espressione peculiare e caratteristica del territorio, in cui la Filarmonica si rispecchia e in cui risulta profondamente inserita (ed infatti tutte le principali manifestazioni del Bormiese sono accompagnate dalle note della Filarmonica di Bormio, che – non a caso – si presenta con il tipico costume in uso dai valligiani). I brani proposti, inoltre, non sono affatto “sempliciotti”, ma sono il frutto di studio, di applicazione e di ricerca per offrire al pubblico qualcosa di non convenzionale. L’interpretazione del pezzo “The King”, ad esempio, ha deliziato tutti per quel misto di allegria e di simpatia che ha saputo evocare con il semplice comando di far alzare e sedere i suonatori durante l’esecuzione, un accorgimento apprezzato anche dai morbegnaschi, che si sono lasciati andare a sorrisi divertiti mentre osservavano i colleghi sul palco. Forse questa effervescenza sarà sembrata uno spettacolo inusuale per loro, avvezzi a uno stile più classico (a partire anche dalla divisa). D’altronde, la Filarmonica di Morbegno ha una tradizione antica e una solida formazione tecnica che lascia stupiti per la qualità dell’esecuzione e per la ricchezza strumentale utilizzata. Certo, anche i numeri non sono da poco: 80 suonatori in organico non sono uno scherzo! I brani sono stati eseguiti con una coralità, una sincronia, un tempismo che hanno affascinato il pubblico, con alcuni assoli di gran maestria e una direzione impeccabile da parte del direttore Pietro Boiani. Gran finale tutti insieme, con la tradizionale melodia natalizia suonata a più mani e diretta dal maestro bormino Stefano Magatelli.

 

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