Castello dell’Acqua, recuperato sulle Alpi Orobie un esemplare di lupo

Nelle scorse settimane, i tecnici della Provincia sono stati avvisati della presenza di una carcassa di un canide nei boschi delle Orobie, sopra Castello dell’Acqua. Immediatamente recatisi sul posto hanno recuperato i resti di un grosso animale (ossa, pelo, denti). La colorazione grigio-fulva del pelo, la tipologia delle ossa e la dimensione dei canini recuperati hanno subito fatto pensare alla possibilità che si trattasse di un lupo; pertanto un campione del materiale è stato inviato all’Unità di Ricerca ‘Genetica della Conservazione’ della Fondazione Mach, in Trentino, che effettua da tempo analisi genetiche mirate sui grandi carnivori, sotto la supervisione della dott.ssa Heidi Hauffe.
Ieri le prime analisi genetiche sono state completate e hanno confermato che l’animale trovato è, a tutti gli effetti, un lupo, di aplotipo italiano, quindi appartenente alla popolazione che, partendo dall’Appennino alla fine degli anni ’80, ha ormai colonizzato del tutto le Alpi occidentali ed è presente stabilmente in Piemonte. Purtroppo al momento del recupero erano passate diverse settimane dalla morte e pertanto non è stato possibile stabilirne la causa.
“La presenza del Lupo – spiega in una nota il presidente Luca Della Bitta – non è una novità per la nostra provincia, perchè ormai da oltre quattro anni un maschio di questa specie, chiamato ‘SO M01’ in seguito alle analisi genetiche, si è stabilito nelle zone Orobiche della provincia di Sondrio, tra Aprica, Teglio e Castello dell’Acqua, arrivando anche all’Alta Valcamonica. Di questo esemplare sono state fatte diverse foto, anche nei mesi scorsi. Non possiamo ancora sapere se la carcassa ritrovata appartenga a lui, o ad un altro animale in dispersione che è arrivato nella stessa zona, e solo ulteriori approfondimenti genetici potranno dircelo.
Sembra però che un lupo sia ancora presente nelle zone sopra citate, perchè nelle settimane successive al rtirovamento della carcassa, le guardie delle aziende faunistico venatorie Val Bondone- Val Malgina e Val Belviso- Barbellino hanno trovato altri segni di presenza (piste e fatte) della specie, su cui verranno effettuati altri accertamenti genetici. Questo ritrovamento di esemplare di lupo conferma, dopo oltre un secolo dalla sua estinzione, che questa specie animale sta ritornando sul nostro territorio, con una presenza spesso elusiva e discreta, che ne arricchisce positivamente la biodiversità. Anche quest’anno, infatti, si sono avute varie segnalazioni di lupo – prosegue Della Bitta – in diverse zone della provincia. La presenza di questo animale non deve allarmare la popolazione: pochissimi, infatti, sono stati i danni segnalati al bestiame.
Continua, intanto, è l’attività di monitoraggio da parte degli enti preposti. La Provincia di Sondrio, con il suo personale tecnico e di vigilanza, in collaborazione con il Parco dello Stelvio, l’ATS della Montagna e l’IZS di Sondrio, continua ad occuparsi attivamente di tutti gli aspetti legati alla gestione dei grandi carnivori, dall’analisi degli eventuali danni, alla consegna di recinti elettrificati per prevenirli, al monitoraggio costante della presenza della specie, alla divulgazione e comunicazione ai cittadini, nell’ottica di migliorare il più possibile la convivenza tra l’uomo e questa specie”.

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