Comuni e Comunità Montane dicono no alla distribuzione postale a giorni alterni

Uncem ed Uncem Lombardia (Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani) hanno trasmesso a tutti gli Enti locali montani (comunità montane lombarde e rispettivi comuni) un ordine del giorno da sottoporre all’approvazione delle rispettive Giunte o Consigli, per dire NO alla distribuzione postale a giorni alterni e alla riduzione di servizi nei centri più piccoli. Agli stessi enti è stato poi rivolto l’invito a trasmettere l’atto politico al Ministero dello Sviluppo economico, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero delle Autonomie e degli Affari regionali, alla Conferenza delle Regioni, ai Parlamentari del territorio, all’AgCom e ai CoReCom regionali.
Il documento – spiega il Presidente di UNCEM delegazione della Lombardia, Tiziano Maffezzini – apre una mobilitazione che si oppone alla decisione di Poste Italiane spa di voler procedere, nel corso dell’anno 2017, alla riduzione della consegna della corrispondenza in 2.632 Comuni, che si sommano agli altri 2.632 Comuni dove la corrispondenza viene già consegnata cinque giorni su quattordici già dal 2015 e dal 2016: un inaccettabile disservizio ed una assurda discriminazione territoriale!
Nell’ordine del giorno, Uncem e gli Enti locali chiedono a Poste di cambiare rotta, di sospendere la distribuzione a giorni alterni (riportandola alla cadenza giornaliera) e di ridefinire un rapporto costruttivo con il territorio, senza ridurre i servizi e senza ulteriormente mettere in difficoltà le comunità locali, finora costrette a fare i conti con i tagli imposti dall’azienda statale.
Uncem Lombardia chiede a Poste di attivare ogni possibile azione in ordine al servizio postale universale al fine di garantire in tutti i Comuni, senza distinzione, un servizio di qualità e funzionale alle comunità cui sono destinati. Viene inoltre data la disponibilità a individuare un modello organizzativo specifico per le aree rurali e montane del Paese, attivando sportelli multiservizio, sportelli automatici e nuovi e più moderni servizi negli sportelli a favore degli Enti locali.
Ma prima di tutto si chiede a Poste di riattivare la distribuzione giornaliera della corrispondenza, anche grazie all’introduzione dell’operatore polivalente, con una particolare attenzione alle aree interne e montane del Paese. Poste Italiane spa ha approvato il 9 novembre 2016 il bilancio dei primi nove mesi dell’anno, che si è chiuso con un utile netto in rialzo del 29,7% a 807 milioni di euro rispetto ai 622 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Il fatturato è salito del 7,6% a 25,7 miliardi di euro, mentre l’utile operativo è aumentato del 28,6% a 1,196 miliardi di euro.
Dati che non dovrebbero prevedere alcun taglio ai servizi postali, ribadisce Uncem nel documento politico diffuso oggi a oltre tremila Enti locali italiani. Ancora, l’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani richiama a quanto stabilito dal Parlamento europeo con la Risoluzione del 15 settembre 2016, ovvero l’applicazione della direttiva sui servizi postali: “Il servizio universale deve continuare a essere fornito nella misura massima, cioè deve almeno comprendere consegna e ritiro per cinque giorni a settimana per ogni cittadino europeo”, impegno imprescindibile per i nostri territori! Inoltre, al fine di soddisfare l’obbligo di servizio universale è importante mantenere ben funzionanti le reti postali, con un numero sufficiente di punti di accesso nelle regioni rurali, remote o scarsamente popolate.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno da sottoporre alle Giunte o ai Consigli degli enti montani:

ORDINE DEL GIORNO
MANTENIMENTO DEGLI UFFICI POSTALI
E DEI SERVIZI DI DISTRIBUZIONE POSTALE GIORNALIERA

PREMESSO CHE
Nelle aree montane e rurali è necessario garantire opportunità di crescita e servizi di qualità alla popolazione;
Nei piccoli Comuni, negli ultimi decenni, il Servizio Postale, grazie alla rete degli sportelli e alla consegna della corrispondenza ha permesso il mantenimento di un servizio fondamentale per la coesione della comunità;
Nella Legislazione Italia è previsto il servizio postale universale a tutela dei diritti della cittadinanza;
VISTO CHE
La Legge di Stabilità 2015, nel processo di privatizzazione di Poste, aveva previsto una sostanziale modifica del servizio postale universale con il taglio di numerosi sportelli nelle aree montane nonché il ridimensionamento a giorni alterni della consegna della corrispondenza;
Poste Italiane, nel piano industriale 2015-2019, ha avallato le disposizioni della Legge di Stabilità 2015 prevedendo un notevole ridimensionamento del servizio facendo leva su infrastrutture telematiche e tecnologie non sempre sfruttabili nelle aree montane e rurali;
I Tribunali Amministrativi di alcune Regioni si sono pronunciati a favore dei Comuni che avevano presentato ricorso contro il piano di chiusura e razionalizzazione di Poste S.p.A. riconoscendo che la chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici e senza ponderare il pregiudizio alle esigenze degli utenti derivante dalla chiusura;
Nello specifico il T.A.R. di Firenze assegna particolare rilievo alle esigenze degli utenti del servizio universale, evidenziando l’obbligo del gestore di ‘garantire il rispetto delle esigenze essenziali’, di ‘offrire agli utenti, in condizioni analoghe, un trattamento identico, ma anche di svolgere un ruolo fondamentale nella funzione di coesione sociale ed economica sul territorio nazionale’;
Il Contratto di programma 2015-2019 tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la società Poste Italiane S.p.a. per la fornitura del servizio postale universale, è stato firmato il 15 dicembre 2015 e prevede che il servizio universale è affidato a Poste Italiane S.p.A. fino al 30 aprile 2026 e soggetto a verifiche quinquennali da parte del Ministero sul livello di efficienza nella fornitura del servizio;
Al fine di garantire la coesione sociale, senza discriminazioni tra gli utenti, Poste Italiane è obbligata ad erogare su tutto il territorio nazionale il servizio postale base (universale):

  • – raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di invii postali fino a 2 Kg;
  • – raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di pacchi postali fino a 20 Kg;
  • – i servizi relativi agli invii raccomandati ed agli invii assicurati.

Poste Italiane ha annunciato di voler procedere, nel corso dell’anno 2017, con la riduzione della consegna della corrispondenza in 2.632 Comuni, che si sommano ai 2.632 dove la corrispondenza viene consegnata cinque giorni su quattordici già dal 2015 e dal 2016;
Poste ha attivato, sulla base di un accordo con Governo e Federazione degli Editori, una rete parallela di consegna dei quotidiani e dei settimanali che tocca 1.900 Comuni italiani, ma esclude completamente le aree montane e interne del Paese;
CONSIDERATO CHE
Poste Italiane S.p.a. è una società a capitale interamente pubblico che gestisce i servizi postali in una condizione di sostanziale monopolio e che garantisce l’espletamento del servizio universale sulla base di un contratto di programma siglato con lo Stato, in cui la società si impegna a raggiungere determinati obiettivi di qualità, tra cui quelli concernenti l’adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste;
Poste Italiane S.p.a. riceve significativi contributi da parte dello Stato nell’ambito della legge di stabilità per consentire agli uffici postali periferici di garantire l’erogazione dei servizi postali essenziali, eppure il piano di riorganizzazione previsto dall’azienda – al momento sospeso nella sua applicazione – prevederebbe, a livello nazionale, la chiusura di 455 Uffici Postali e la riduzione degli orari di apertura in 608 uffici;
Questa razionalizzazione rischia di tradursi in gravi disservizi per la popolazione, soprattutto per i residenti anziani, che si troveranno a non poter usufruire di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a fare lunghe file nei giorni di apertura, ritardare le operazioni o affrontare frequenti e difficili spostamenti, su territori particolarmente disagiati;
PRENDENDO ATTO CHE
In data 22.01.2014 il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni rispondendo a specifica missiva del Presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna ha ricordato che, con apposita delibera, l’Authority ha “ritenuto opportuno inserire (…) specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese (…) ritenendo prevalente l’esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio”;
Poste Italiane S.p.a. ha sospeso per il 2017 il piano di riorganizzazione della presenza territoriale dell’azienda, grazie all’impegno dei Comuni e delle Associazioni degli enti locali come Uncem che ha promosso una forte mobilitazione del territorio e dei Comuni;
L’AgCom ha espresso a marzo 2015 il proprio avviso sulla modalità di recapito a giorni alterni, modificando la proposta di Poste ed indicando che la misura potrà interessare un numero di Comuni che rappresentino al massimo il 25% della popolazione ed in funzione di particolari circostanze, anche geografiche del territorio italiano, e ricordando che la misura dovrà essere notificata alla Commissione europea;
Il Parlamento europeo, con Risoluzione del 15 settembre 2016 sull’applicazione della direttiva sui servizi postali (2016/2010 INI), ha stabilito che: “Il servizio universale deve continuare a essere fornito nella misura massima, cioè deve almeno comprendere consegna e ritiro per cinque giorni a settimana per ogni cittadino europeo. Inoltre, al fine di soddisfare l’obbligo di servizio universale è importante mantenere ben funzionanti le reti postali, con un numero sufficiente di punti di accesso nelle regioni rurali, remote o scarsamente popolate”;
La Conferenza unificata, riunita presso il Ministero delle Autonomie e degli Affari regionali, ha espresso in data 5 agosto 2016 e 20 dicembre 2016, la necessità di un monitoraggio sulle attività di consegna da parte di Poste Italiane, evitando disservizi per le aree interne e montane del Paese, in particolare relative alla distribuzione di giornali quotidiani e di settimanali;
Poste Italiane ha approvato il 9 novembre 2016 il bilancio dei primi nove mesi dell’anno, che si è chiuso con un utile netto in rialzo del 29,7% a 807 milioni di euro rispetto ai 622 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Lo rende noto l’azienda, aggiungendo che il fatturato è salito del 7,6% a 25,7 miliardi di euro, mentre l’utile operativo è aumentato del 28,6% a 1,196 miliardi di euro;
Uncem ha presentato a Poste Italiane nel mese di marzo 2016 una proposta di ampliamento e miglioramento dei servizi postali negli sportelli esistenti, potenziandone servizi, attivando sportelli automatici (Postamat), servizi di tesoreria per gli Enti locali, erogazione di servizi legati allo sviluppo socio-economico del territorio. Il piano proposto risulta finora inattuato;
L’Agenda digitale nazionale prevede un coinvolgimento di Poste per l’erogazione della Spid, identità digitale unica per l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. I dati di richiesta di Spid risultano molto bassi nelle aree interne e montane del Paese.

GLI AMMINISTRATORI del COMUNE/COMUNITA’ XXXXX
impegnano il Governo e il Parlamento a:

Attivare ogni possibile azione in ordine al Servizio Postale universale al fine di garantire in tutti i Comuni, senza distinzione, un servizio postale di qualità e funzionale alla comunità;
Individuare con Poste Italiane, in accordo con le Associazioni che rappresentano gli Enti locali, un modello organizzativo specifico per le aree rurali e montane del Paese, attivando sportelli multiservizio, sportelli automatici, servizi di tesoreria a favore degli Enti locali;
Riattivare i servizi di distribuzione giornaliera della corrispondenza, anche grazie all’introduzione dell’operatore polivalente, con una particolare attenzione alle aree interne e montane del Paese;
Proseguire il lavoro nel tavolo di concertazione con le Amministrazioni locali per la discussione sull’oggetto dell’ipotetico ridimensionamento al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli del territorio nazionale, evitando così che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane S.p.a. arrechino disagi ai cittadini – utenti che non vedono garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, nel rispetto dell’ accordo siglato fra le Poste Italiane Spa e lo Stato;
Impegnare Poste Italiane S.p.a. ad attivare, nei Comuni delle aree interne del Paese, cento Postamat per prelievi e versamenti, nuovi servizi negli sportelli, la tesoreria per Comuni e Unioni.

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