Parco dello Stelvio: firmata  l’intesa tra Ministero, Trento, Bolzano e la Lombardia

Nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio 2015, a Roma, è stata firmata l’Intesa tra Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia e Province autonome di Trento e Bolzano, che trasferisce la gestione del Parco dello Stelvio a ognuno degli Enti territoriali per le rispettive parti di territorio. Lo ha fatto sapere il sottosegretario di Regione Lombardia ai Rapporti con il Consiglio regionale, Politiche per la Montagna, Macroregione alpina (Eusalp), Quattro motori per l’Europa e Programmazione negoziata Ugo Parolo.
“La Gestione unitaria del Parco è assicurata da un Comitato – precisa il sottosegretario -, che detterà gli indirizzi e le linee comuni per la programmazione e la salvaguardia territoriale. Di questo Comitato, oltre al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lombardia e alla Province autonome, faranno parte i rappresentanti dei Comuni e un rappresentante per le associazioni ambientaliste. Grazie a questa Intesa, – sottolinea Parolo – è stata inoltre individuata la continuità operativa del Parco dello Stelvio ed è stata introdotta una norma che salvaguardia i dipendenti dell’attuale consorzio. Infine si è convenuto che le spese di gestione ordinarie della parte lombarda del Parco saranno interamente a carico delle Province autonome di Trento e Bolzano”.
Dunque, dopo anni in cui il Parco nazionale dello Stelvio ha avuto problemi di governance, non essendo riusciti a costruire un piano ed un regolamento di parco, che ne ha, di fatto, reso impossibile la gestione, con questo nuovo assetto si riconoscono le peculiarità e le differenze dei territori, in un’ottica di leale collaborazione tra Stato e Enti locali. “Questa importante parte del territorio alpino avrà finalmente – osserva Parolo – una reale e attenta gestione, vicina alle Comunità locali, con l’obiettivo di perseguire sempre più un’ottica di sviluppo sostenibile e di maggior capacità di offrire un’appropriata difesa e valorizzazione all’ecosistema alpino”. E’ la prima volta, nella storia della Regione Lombardia, – fa notare Parolo – che una funzione statale viene trasferita ad una gestione locale: si tratta di un grande impegno per Regione Lombardia, “ma siamo certi che dimostreremo di essere all’altezza del compito e di poterlo svolgere al meglio. Regione Lombardia – aggiunge il sottosegretario -, per la prima volta, peraltro su un territorio importante e delicato come il Parco nazionale dello Stelvio, assume la stessa autonomia gestionale al pari delle confinanti Province autonome di Trento e Bolzano”.
La sfida che attende la Lombardia (ma anche Alta Valtellina e Provincia di Sondrio) è di gestire il Parco in maniera appropriata, in sintonia con la gente che vi abita, garantendo il giusto equilibrio ambientale per un’area di così elevato valore naturalistico, convinti che – conclude Parolo – “il Parco, nelle sue diversificate modalità gestionali e nella sua unitarietà territoriale, possa diventare, e diventerà, un volano di sviluppo ecosostenibile. Solo così il Parco delle Stelvio potrà essere finalmente patrimonio riconosciuto e difeso da tutti, in primis dai cittadini che lo abitano”.

QUESTA LA NOTA DELLA PROVINCIA DI TRENTO
“Un risultato importante, che ci permetterà di valorizzare pienamente il Parco dello Stelvio, sotto il profilo naturalistico, paesaggistico e turistico, in un rapporto di collaborazione e di fiducia con lo Stato”. Così l’assessore provinciale all’ambiente Mauro Gilmozzi, commenta la firma, avvenuta ieri pomeriggio a Roma, dell’accordo fra il Governo, le Province autonome di Trento e di Bolzano e la Regione Lombardia, per la gestione del Parco dello Stelvio, con cui si trasferiscono ai tre enti le competenze relative alla gestione delle parti di parco che appartengono ai rispettivi territori. “Si tratta di una soluzione – ha detto Gilmozzi – che segue una visione moderna e dinamica dei rapporti fra Stato e realtà territoriali, capace di trovare il giusto bilanciamento fra l’esigenza di trasferire le competenze alle due Province e alla Regione Lombardia e quella di garantire una dimensione unitaria del Parco, in un’ottica transforntaliera, che tenga conto delle altre aree protette esistenti in quella parte di arco alpino”. “Ieri è stato sottoscritto l’accordo politico, adesso dobbiamo impegnarci a renderlo operativo con i necessari provvedimenti amministrativi ed un passaggio in Commissione dei 12 per aggiornare la norma di attuazione, per poi arrivare al decreto definitivo del Consiglio dei ministri” ha detto ancora l’assessore Gilmozzi che la settimana scorsa aveva incontrato i sindaci interessati e le associazioni ambientaliste per illustrare i termini dell’intesa e che successivamente procederà ad una informativa in Consiglio provinciale.
La situazione sull’attribuzione delle funzioni statali alle Province autonome di Bolzano e Trento e alla Regione Lombardia si era sbloccata nell’incontro di fine gennaio a Roma con il sottosegretario alle Regioni Gianclaudio Bressa. Alto Adige, Trentino e Lombardia erano giunte all’incontro dopo aver individuato una linea comune per regolare il trasferimento di competenze agli enti locali che già garantiscono un notevole impegno finanziario nei costi di gestione del Parco nazionale dello Stelvio. L’intesa, che è stata siglata ieri a Roma dal presidente Ugo Rossi, prevede l’istituzione di un Comitato paritetico di coordinamento e indirizzo che assicura la configurazione unitaria del Parco. L’organismo è composto da rappresentanti delle Provincie autonome di Bolzano e Trento, della Regione Lombardia, del Ministero dell’ambiente nonché da tre rappresentanti dei Comuni il cui territorio amministrativo rientra nel Parco. Della superficie complessiva di 131.000 ettari del Parco, il 45% ricade in territorio lombardo, il 41% in quello altoatesino e il 14% in territorio trentino. Le due Province autonome e la Regione Lombardia avranno il compito di elaborare un piano complessivo per la gestione del Parco, nell’ambito di un tavolo a cui siederanno tutti i soggetti coinvolti e a partire dagli atti di indirizzo e dalle linee guida concordati con il Ministero. Lo Stato controllerà che le linee guida vengano effettivamente applicate nella stesura del piano parco e nella sua applicazione, in un’ottica unitaria e tenendo conto delle relazioni che lo Stelvio può sviluppare nel contesto di una rete più ampia di aree protette.

QUESTA LA COMUNICAZIONE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO
Soddisfazione viene espressa dal presidente Arno Kompatscher e dall’assessore Richard Theiner per il passaggio delle competenze gestionali e di tutela del parco nazionale dello Stelvio dallo Stato agli enti territoriali, Un risultato importante che consente di attuare una nuova forma organizzativa meno centralistica.
La situazione sull’attribuzione delle funzioni statali alle Province autonome di Bolzano e Trento e alla Regione Lombardia si era sbloccata nell’incontro di fine gennaio a Roma con il sottosegretario alle Regioni Gianclaudio Bressa, presente anche oggi in rappresentanza del Governo. Alto Adige, Trentino e Lombardia erano giunte all’incontro dopo aver individuato una linea comune per regolare il trasferimento di competenze agli enti locali che già garantiscono un notevole impegno finanziario nei costi di gestione del parco nazionale dello Stelvio.
L’intesa siglata a Roma prevede l’istituzione di un Comitato paritetico di coordinamento e indirizzo che assicura la configurazione unitaria del Parco. L’organismo è composto da rappresentanti delle Provincie autonome di Bolzano e Trento, della Regione Lombardia, del Ministero dell’ambiente nonché da tre rappresentanti dei Comuni il cui territorio amministrativo rientra nel Parco. “Assieme ai Comuni e alle organizzazioni ambientaliste in loco possiamo ora sviluppare una strategia adeguata che corrisponda alle esigenze locali”, sottolinea Theiner.
L’organo collegiale del consorzio del parco nazionale dello Stelvio – con partner il Ministero dell’ambiente, la Lombardia, le Province di Bolzano e Trento – era stato istituito nell’autunno 1995 con una sede principale a Bormio e sedi distaccate a Glorenza (per l’Alto Adige), Cogolo di Pejo (Trentino) e ancora Bormio (Lombardia). Della superficie complessiva di 131mila ettari del parco nazionale, il 45% ricade in territorio lombardo, il 41% in quello altoatesino e il 14% in territorio trentino. Il passaggio delle competenze gestionali ai tre enti regionali comporta lo scioglimento del consorzio. Atti di indirizzo e linee guida saranno concordati con il Ministero.

arn © redazione

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