Carneval Vecc a Grosio

Il Carneval Vecc a Grosio

BRENO – Nella mattinata di sabato 8 ottobre 2011 si è svolto presso il Palazzo della Cultura nel centro di Breno un convegno dedicato ai “Carnevali e folclore delle Alpi” durante il quale sono state presentate una serie di relazioni che hanno approfondito alcuni dei più particolari carnevali e manifestazioni di folclore tradizionale delle Alpi, dando particolare rilevanza alle aree lombarde orientali (province di Bergamo, Brescia e Sondrio) e corredate da una relazione sul carnevale di Sappada (Belluno).

Il primo intervento è stato quello di Fulvia Scarduelli, giornalista pubblicista collaboratrice del Giornale di Brescia, che ha approfondito la figura del Badalisc, l’essere mitologico protagonista della rappresentazione folclorica che annualmente si svolge durante l’epifania nella frazione Andrista del comune di Cevo, in Valcamonica. Al termine della relazione dei figuranti hanno mostrato la maschera al pubblico. Giovanni Mocchi, docente di Didattica della musica e della multimedialità dell’Università di Pavia è intervenuto sul tema dell’uso rituale dei campanacci in Italia ed in Europa partendo dall’esempio della tradizionale Scasada del Zenerù (Cacciata del Gennaio) che si svolge nell’abitato di Ardesio, in Valseriana. Carlo Toini esperto locale del Carnevale di Grosio (provincia di Sondrio), ha illustrato la ricorrenza di questa manifestazione valtellinese anche grazie alla partecipazione delle maschere tipiche della “Magra quaresima” e del “Carneval vecc”, oltre a quella della “Bernarda”, emblematico esempio di “maschera doppia” (nella foto in apertura).

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A seguito della pausa il convegno è continuato con la relazione del giornalista Alessio Strambini che ha relazionato sulla figura dell’ Homo salvadego, manifestazione folclorica della Rezia alpina con particolare diffusione nell’area della Valtellina e dei Grigioni svizzeri. L’intervento successivo è stato di Linda Armano, dottore di ricerca, Università Ca’ Foscari di Venezia – l’Université Lumière Lyon 2, che ha presentato il carnevale di Sappada, isola germanofona nell’entroterra bellunese. La relazione ha permesso di esaminare la vestizione della maschera del Rollate, elemento per elemento, e si è conclusa con una dimostrazione carnevalesca per la sala e le vie di Breno. L’ultimo intervento è stato quello di Luca Ferremi e Nerio Richiedei, organizzatori del carnevale di Bagolino che hanno approfondito la tradizione di quest’antica ricorrenza con l’ausilio della proiezione di un filmato. Il convegno ha visto la presenza e la partecipazione di Italo Sordi, docente di Storia delle Tradizioni popolari. Università Ca’ Foscari di Venezia e uno dei principali esperti di manifestazioni folcloriche.

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Foto di Marta Ghirardelli

In sala erano presenti in rappresentanza degli istituti scolastici locali due classi dell’istituto turistico Ghislandi-Tassara di Breno. All’inizio della mattinata è stata aperta l’esposizione fotografica di Manuel Schiavi, membro del Circolo culturale Baradello di Clusone, fotografo e film-maker, intitolata “riti di montagna – comparazioni antropologiche nelle antiche tradizioni alpine”, che è durata per tutto il corso della manifestazione fino a domenica 9 ottobre.
Il convegno Carnevali e folclore delle Alpi è stato realizzato dall’associazione naturalistica non profit LOntànoVerde all’interno della rassegna “Dì là dei Monti” degli Incontri per lo Studio delle Tradizioni Alpine (I.S.T.A.). Questi incontri hanno l’obiettivo di stimolare il dialogo su temi comuni tra le valli alpine, con l’intento di dare visibilità al patrimonio locale e contribuire all’avanzamento della ricerca attraverso la comparazione tra le diverse aree. Luca Giarelli, coordinatore del progetto: «L’impegno che è stato messo per giungere a questa manifestazione è stato ampiamente ripagato: la sala ha gradito le interessanti relazioni della mattinata e in particolare sono state apprezzate le figure mascherate che sono intervenute. Il dibattito conclusivo con il pubblico, molto stimolante, e la presenza tra il pubblico di persone provenienti da zone lontane, come la Val d’Aosta o l’Austria, ci hanno svelato quanto in realtà questi temi siano d’interesse comune. È stata un’esperienza veramente appagante. Siamo felici per la buona riuscita dell’evento, per il quale dobbiamo principalmente ringraziare la collaborazione che abbiamo ricevuto dallo Studio d’Arte Zanetti di Bagolino».

red Cultura

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