SONDRIO – Il Circolo Musicale CID di Sondrio con il Patrocinio degli Assessorati alla Cultura di Regione, Provincia, Comunità Montana, Comune di Sondrio presenta, nell’ambito della 49a Stagione Concertistica 2009/2010 “Non muri ma ponti!” nel XX anniversario della caduta del Muro di Berlino. L’appuntamento è fissato per lunedì 9 novembre, alle ore 21, presso la Chiesa Collegiata SS. Gervasio e Protasio di Sondrio

ENSEMBLE SAN FELICE cor
Giovanni Battista Mazza organo
Federico Bardazzi direttore

Introduzione di Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana
in collaborazione con Credito Valtellinese e R&M

IL MURO
Il 9 novembre 1989 iniziò lo smantellamento del Muro di Berlino. Nei giorni della caduta, l grande violoncellista Rostropovic improvvisò un concerto memorabile davanti al Muro. L’evento, ripreso dalle telecamere di tutto il mondo, fu considerato come il “Requiem” per quella costruzione e per la Guerra fredda. Eretto dal regime comunista della Germania est il “Berliner Mauer” era una barriera di cemento, alta circa tre metri e mezzo, che separava Berlino Est da Berlino Ovest e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Ha diviso in due la città per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo smantellamento. Durante questi anni furono uccise dalle guardie comuniste molte persone che tentarono di superare il muro per fuggire verso Berlino Ovest. Il Muro di Berlino ha costituito per molto tempo una terribile barriera tra i popoli ed ha impedito con la violenza la circolazione di idee ed il confronto anche in campo artistico. Molti musicisti sono stati soffocati nella loro creatività dalla situazione politica dei Paesi di cui il Muro ha espresso e simboleggiato per lungo tempo la tirannia. Il Parlamento italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre “Giorno della libertà”, quale ricorrenza dell’abbattimento del Muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.
“Non muri ma ponti!” è il forte richiamo di Giovanni Paolo II all’abbattimento delle barriere tra i popoli in un momento, più recente, in cui la separazione e il contrasto sembravano prevalere sull’apertura e il desiderio di pace.

PROGRAMMA DEL CONCERTO

Arvo Pärt
“Annum per annum”: introduzione organo
Introduzione di Mons. Franco Buzzi

Arvo Pärt
“Trivium” organo
Introitus Spiritus Domini replevit orbem terrarum gregoriano

Arvo Pärt
Kyrie
Gloria coro e organo
Collecta Deus qui odierna die corda fidelium
Lectio Actuum Apostolorum gregoriano

Arvo Pärt
Alleluja – Alleluja II
Sequentia Veni Sancte Spiritus coro e organo

Arvo Pärt
“Annum per annum”: K – G – C – S – a organo
Sequentia Sancti Evangelii secundum Joannem gregoriano
Meditazione “in loco Homiliae” di Mons. Franco Buzzi

Arvo Pärt
Credo coro e organo
Offertorium Confirma hoc Deus
Prefatio gregoriano

Arvo Pärt
Sanctus coro e organo

Arvo Pärt
“Pari intervallo” organo
Pater noster
Embolismus gregoriano

Arvo Pärt
AgnuS Dei coro e organo
Communio Factus est repente de caelo
Postcommunio Sancti spiritus, Domine
Ite Missa est gregoriano

Arvo Pärt
“Annum per annum”: coda organo

Arvo Pärt
(Arvo Augustovic Pjart), nato nel 1935 in Estonia, ha vissuto in prima persona le vicissitudini del suo Paese durante il secolo scorso, dalla seconda guerra mondiale, all’egemonia sovietica fino all’attuale ingresso nella Unione Europea. Questo spiega in parte il suo tardivo successo e la sua relativamente recente affermazione nel panorama internazionale, che è avvenuta soprattutto a partire dagli anni ottanta del novecento e ha coinciso con la caduta del muro di Berlino. E’ singolare il rapporto che Pärt ha avuto con il mondo politico del suo Paese, infatti, mentre da giovane seguiva i percorsi compositivi legati alla dodecafonia, la sua musica fu osteggiata perché troppo filooccidentale e “sperimentale”, Più tardi, quando iniziò a forgiare la sua materia creativa sulla base della modalità dei primi polifonisti e del canto gregoriano, fu invece ostacolato perché tacciato di essere legato ad una visione artistica troppo incline al passato. La sua consacrazione è avvenuta soprattutto dopo il suo trasferimento a Berlino, il suo successo è stato immediato e rapidissimo, in quanto la sua musica è stata recepita non solo dal ristretto circolo degli addetti ai lavori ma ha saputo parlare anche alle generazioni dei più giovani e ad un pubblico non necessariamente di esperti. Le vendite dei suoi Cd hanno infranto tutti i record relativamente a questo settore. Negli anni Settanta, Arvo Pärt si impone un lungo silenzio. Sente di dover avviare una ricerca musicale più radicale, di dover puntare alla nuda essenzialità del suono, liberandolo dal tecnicismo e dalle artificiosità dei linguaggi contemporanei. Da quel lungo e coraggioso apprendistato – il “tempo dell’attesa” – nascerà lo stile “tintinnabuli”, una musica minimale, venata di misticismo e quasi incantatoria. Con questo particolare genere Pärt dimostra come sia possibile produrre opere valide nonostante la riduzione ai minimi termini del materiale compositivo.

«Lavoro con pochissimi elementi – una voce, due voci. Costruisco con i materiali più primitivi – con l’accordo perfetto, con una specifica tonalità. Tre note di un accordo sono come campane. Ed è perciò che chiamo questo tintinnabulazione»

L’idea del programma di questa serata, che ricordala fine di un incubo nato dall’ideologia e dalla violenza, nasce dal tentativo di porre in relazione la più antica delle forme musicali dell’Europa cristiana con la musica contemporanea. La “Berliner Messe“ si ricollega al gregoriano molto più profondamente di quanto possa apparire ad un primo sguardo, infatti diversi elementi dell’antico canto liturgico sono sviluppati ed enfatizzati, seppur in maniera personale ed attuale.
Soprattutto l’incessante omoritmia sancisce la centralità del testo, la sua sacralità e il suo primato.
La musica di Pärt evoca voci lontane, gli echi reconditi di un passato che ancora vuole esprimersi nel presente, perché tende all’assoluto e all’eterno.
“…i Santi lasciavano tutte le loro ricchezze e andavano nel deserto. Nello stesso modo, il compositore moderno può anche cercare di lasciare dietro di sè l’intero arsenale moderno e liberarsi attraverso la via della nuda monodia, portando con sè solo ciò che è necessario…”

ENSEMBLE SAN FELICE
Fondato nel 1993 da Federico Bardazzi, è un gruppo vocale e strumentale, con un repertorio prevalentemente sacro, dal medioevo alla musica contemporanea. Si focalizza da molti anni sulla produzione bachiana e si dedica inoltre al repertorio del seicento, presentando in numerosi festival in Italia e all’estero pagine raramente eseguite di Marco da Gagliano, Frescobaldi, Carissimi, Buxtehude, Jeronimo de Carrion, François Couperin. Costante è stato anche l’approfondimento della musica di Arvo Pärt e del canto gregoriano. Sul repertorio gregoriano il gruppo si è sempre più profondamente dedicato negli ultimi anni con grande attenzione filologica e semiologica, dando vita alla prestigiosa iniziativa “in canto gregoriano”, con la presenza abituale delle più importanti personalità attive in questo campo. Della discografia dell’Ensemble San Felice diretto da Federico Bardazzi fanno parte la registrazione dei Sei Mottetti di Johann Sebastian Bach, la prima registrazione in assoluto della Messa sopra l’aria di Fiorenza di Girolamo Frescobaldi (Bongiovanni), il Cd di Cantigas de Santa Maria di Alfonso X “Nigra sum sed Formosa” (Bongiovanni), il dramma liturgico medievale fiorentino “Quem queritis?” (Tactus) che è stato presentato in numerose tourné con successo in Italia e all’estero. I suoi concerti e Cd sono stati trasmessi dalla Rai, dalle radio e televisioni svizzera, tedesca, polacca e dalla BBC.

GIOVANNI BATTISTA MAZZA
Organista e direttore, studia organo, pianoforte, composizione e direzione d’orchestra presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Frequenta corsi di perfezionamento e di interpretazione organistica con Brett Leighton Jean-Claude Zehnder e Michael Radulescu. Vincitore del primo premio al Concorso Internazionale “Giovani Organisti d’Europa” (Pisa 1986) è attivo, sia come solista che come direttore, in vari Paesi europei e in America latina. Suona nell’ambito di numerose rassegne e festival internazionali e, come direttore, collabora in campo operistico e sinfonico con teatri e istituzioni quali l’Arena di Verona, il Teatro Comunale di Ferrara, il Teatro dell’Opera di Dniepropetrovsk, l’Accademia del Teatro alla Scala, l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. Realizza numerose prime assolute di composizioni contemporanee, molte delle quali dedicate a lui. Effettua registrazioni per la Radiotelevisione della Svizzera Italiana, la Radio Nazionale Bulgara e la RAI. E’ presente in campo discografico con incisioni dedicate a Bach e al ‘900 italiano. Insegna organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Milano.

FEDERICO BARDAZZI
Allievo di violoncello di Andrè Navarra a Siena e a Parigi, ha studiato musica da camera con Piero Farulli del Quartetto Italiano e con il Quartetto Borodin, viola da gamba con Paolo Biordi, composizione con Carlo Prosperi e Roberto Becheri, canto gregoriano con Nino Albarosa e Johannes Berchmans Göschl, direzione di coro con Roberto Gabbiani e Peter Phillips, direzione d’orchestra all’Accademia Chigiana con Myung-Whun Chung. Con l’Ensemble San Felice si è focalizzato da molti anni sulla produzione bachiana dirigendo la Messa in si minore, i Sei Mottetti tedeschi, la Johannes-Passion, l’Oratorio di Natale, i Concerti brandeburghesi e numerose Cantate. Si è dedicato inoltre al repertorio del seicento, presentando in numerosi festival in Italia e all’estero pagine raramente eseguite di Marco da Gagliano, Frescobaldi, Carissimi, Buxtehude, Jeronimo de Carrion, François Couperin. Negli ultimi anni si è dedicato intensamente alla monodia medievale. Nel settembre 2005 è stato invitato a tenere un concerto al Queen Elizabeth Hall di Londra. E’ docente al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia. Tiene un corso di monodia medievale presso l’Università degli Studi di Firenze.

FRANCO BUZZI
Franco Buzzi, classe 1948, è sacerdote della Diocesi di Milano dal 1972. Ha studiato teologia e filosofia a Milano, Roma e Monaco di Baviera, conseguendo la licenza in teologia e il dottorato in filosofia. Dopo avere insegnato filosofia e corsi speciali di teologia fondamentale a Milano (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale) e a Roma (professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana), nel 1992 è entrato nel Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana. Dal 2007 è prefetto della medesima istituzione. Ha dedicato i suoi studi all’idealismo tedesco, alle opere di Martin Lutero e alle dottrine politiche e giuridiche della Seconda scolastica. Tra le sue pubblicazioni: Il Concilio di Trento, Milano 1995; Idealismo, Milano 1996; Nichilismo, Milano 1998; Teologia e cultura cristiana tra XV e XVI secolo, Genova 2000; La coscienza di essere umani, Milano 2001; Teologia, politica e diritto tra XVI e XVII secolo, Genova 2005; Breve storia del pensiero protestante da Lutero a Pannenberg, Milano 2007.

PER INFORMAZIONI: C.I.D. Circolo Musicale di Sondrio – tel. 0342 212784 – 333 4365478

www.circolomusicale.it – e-mail: info@circolomusicale.it

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