Adriano Trabucchi, Laura Sala e Roberto Gasperi

Adriano Trabucchi, Laura Sala e Roberto Gasperi

BORMIO – Qualche settimana fa l’annuncio che ha fatto scalpore:  Sondalo e lo Stelvio non avranno pià lo storico Motoraduno. Ieri sera, nel corso di una conferenza stampa, i vertici dell’Associazione Bormio Commercio hanno annunciato qualcosa di simile a proposito dei Mestieri in Piazza. La rassegna speciale dedicata ad arte, mestieri, cultura, tradizioni ed enogastronomia di Bormio, legata ad una serie di iniziative anche nel resto del comprensorio (come la Festa dal fen a Livigno o la Sagra del Pradeir a Piatta in Valdisotto) potrebbe non essere più organizzata.

Il condizionale, soprattutto in questo caso, è d’obbligo. La denuncia amara da parte dell’Associazione Bormio Commercio, ovvero quella di “percepire un atteggiamento passivo ed individualista che non aiuta a crescere anche in questo ambito di attività volte a sostenere il turismo”, è però di quelle che lasciano poco spazio a ripensamenti.
Nel corso di una conferenza stampa, ieri sera (giovedì 12 marzo 2009) il vicepresidente Adriano Trabucchi con Laura Sala e Roberto Gasperi (assente per un impedimento il presidente Marco Mutti) hanno annunciato un ripensamento ed un passo indietro sulla proposta dei Mestieri in Piazza, ma anche una riflessione sia sull’evento che su tutta l’attività di accoglienza e di promozione turistica a Bormio.
Mestieri in piazza era diventata la manifestazione regina dell’estate di Bormio, capace nel tempo di valorizzare tradizione e cultura, enogastronomia ed accoglienza; “le risorse umane disponibili – hanno spiegato i rappresentanti di Abc – si contano sulle dita delle mani, non ci sono più le forze necessarie e sufficienti per fare tutto ciò, aumenta la stanchezza e diminuisce l’entusiasmo”. Insomma: senza un paese a sostenerli e senza una rinnovata attenzione da parte degli operatori i “mestieri” non saranno più parte del programma dell’estate bormina. Almeno non con il sostegno e la partecipazione dell’associazione Bormio commercio.
“Abbiamo la sensazione – ha fatto notare Adriano Trabucchi – che il paese e gli imprenditori non apprezzino, o peggio siano completamente indifferenti al nostro lavoro. Dopo 15 anni prevale un atteggiamento di resa consapevole…”.
Ma non è solo su Mestieri in Piazza che si sofferma la riflessione di Trabucchi, Sala e Gasperi: “la manifestazione era una occasione speciale non solo per accogliere gli ospiti, ma per mettere in piazza il nostro patrimonio culturale ed economico. Per artigiani ed operatori era l’occasione anche per promuovere i propri prodotti. Nel tempo è diventata una sorta di consuetudine senza entusiasmo, con tanti operatori che si sono chiamati fuori. Forse è da ripensare del tutto la proposta; o forse è da ripensare tutto il nostro modo di fare turismo, che non più limitarsi a coltivare il piccolo orticello-azienda”.
Amara riflessione, ma anche stimolo e provocazione da parte dei vertici di Abc: “il nostro turismo è debole perchè debole è la cultura che lo sorregge, perchè appare sempre più difficile trovare persone, adulti e giovani, disposti a fare sacrifici ed a condividere un percorso che deve essere necessariamente comune”. Insomma sono venuti meno entusiasmo e passione, sono invece cresciute rivalità e particolarismi; nel momento in cui si cerca di ragionare su un progetto nuovo di comprensorio, magari legato al nome di Bormio, si scopre – e sono gli operatori di Bormio a denunciarlo – che le prime divisioni e le prime forti spaccature sono proprio nel tessuto economico di Bormio. Il volontarioato è una risorsa importante da sostenere e valorizzare; ma probabilmente non può essere delegato al volontariato il compito di condurre il turismo della Magnifica terra e delle sue honorate valli.

Armando Trabucchi

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21 Readers Commented

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  1. renato on 13 Marzo 2009

    Condivido pienamente sia l’amarezza sia le riflessioni degli amici Adriano, Laura e Roberto, come la conclusione sulla necessità che il volontariato sia supportato dalle istituzioni e dagli operatori.
    Purtroppo ritengo che il benessere crescente abbia fatto diminuire, nel corso degli anni, lo “spirito di paese”. La filosofia del “ma chi me lo fa fare” si è andata imponendo, a tutti i livelli, aggiungendosi a inimicizie, invidie, correnti e spaccature.
    Ciascuno pensa a sè, demandando i problemi comuni agli enti pubblici o ad associazioni e consorzi che – spesso – non hanno alcuna forza e rappresentatività oltre a non avere mezzi.
    Se si volesse davvero cambiare in meglio bisognerebbe, credo, avere la forza e l’umiltà di fare un passo indietro, di passar sopra a vecchie ruggini e di ripartire da zero.
    Ma mi rendo conto che sia utopia…

    Renato Fuchs

  2. monica on 13 Marzo 2009

    Cala il sipario sui mestieri in piazza?
    Spero che almeno questo scuota il nostro torpore quotidiano, quello che ahimè ci fa sentire sempre più individualisti in un paese in cui lo spirito di gruppo sta venendo meno.
    Tanta amarezza soprattutto per una generazione come la nostra, che ha creduto, e spero ancora crede, nel paese nello spirito di gruppo, nel fare sistema.
    Un ringraziamento a tutti i volontari che hanno negli anni regalato momenti di gioia ai nostri ospiti e nel contempo un rammarico per chi, forse, ancora una volta non ha fatto nulla per sostenere un’iniziativa importante come questa.
    Che dirvi cari amici, una speranza che qualcuno risponda all’appello e che possa far rinascere “i mestieri in piazza” e forse lo spirito di paese.
    Un abbraccio a tutti, a presto.

  3. Giordano on 13 Marzo 2009

    L’impegno e il credo dell’ ABC nel “sostenere” queste iniziative è stato fondamentale per l’accoglienza, la divulgazione, la valorizzazione di un territorio eccezionale sotto tutti gli aspetti turistici e nello stesso tempo eccezionale per la presenza di una quantità massiccia di autolesionismo. Un vero peccato !!!!!!!
    Ciao Renato, complimenti per ALTA REZIA NEWS e scusami per l’intromissione.

    Giordano Bongiolatti

  4. fterzin on 13 Marzo 2009

    Tanta amarezza e la speranza che di fronte a questi continui e crescenti abbandoni…. di tradizioni, di usi, di feste, di folclore, di gruppo, di amicizie… i bormini si diano tutti insieme una mossa per recuperare il loro più grande patrimonio… che le nuove generazioni non perdano nulla dello spirito che ha animato persone come Adriano Laura e Roberto…. mai!
    Cominiciamo dai nostri piccoli, dai nostri giovani…. e ritroviamo una ricchezza che è quasi inevitabile perdere nelle città…ma non nei paesi….

  5. scasci on 13 Marzo 2009

    Sinceramente mi spiace, per lavoro negli ultimi anni non ho nemmeno potuto andare a vedere la manifestazione e a questo punto me ne rammarico ancor di più. Credo che per gli ospiti del Bormiese era un qualcosa di eccezzionale e allo stesso tempo credo che fosse un modo anche per i Bormini di conoscere angoli un pò troppo spesso dimenticati del proprio paese.
    Allo stesso modo capisco però al 100% la scelta di quelli che dicono: “Ma chi me lo fa fare?!”
    Per quel che può valere, da fruitore (diretto od indiretto) dico un sincero GRAZIE a tutti quelli che in questi anni si sono dati da fare durante tali manifestazioni.
    Se posso aggiungo anche una piccola, triste considerazione:
    Su questo giornale creano più scalpore e dibattito da parte dei locali, le mucche in un sottotetto o la neve in un parcheggio, piuttosto che la perdita del motoraduno o delle manifestazioni del paese…. boh….

  6. renato on 13 Marzo 2009

    Devo dire che, dal numero di commenti che riceviamo, non mi pare che l’attenzione a temi “importanti” sia così bassa.
    Semmai mi pare che manchino i commenti dei “potenti” – ossia di coloro che siedono in posizioni di responsabilità – che, in quanto tali, potrebbero (o dovrebbero?) fare qualcosa perchè il tessuto sociale dei nostri paesi non si sfaldi.
    Ma, forse, il problema è – come qualcuno ha fatto notare recentemente – che questo non viene considerato (anche se lo è) un “Giornale” ma un “Blog”, destinato quindi a cose frivole e ridanciane e non a fatti importanti.
    Personalmente, da editore, imprenditore, operatore, mi ostino a credere che questo sia uno strumento per informare e per confrontare le opinioni: devo dire che, dal numero di lettori in continua crescita e dalle opinioni che raccolgo, mi pare che i “comuni mortali” lo abbiano capito e lo apprezzino.

    Grazie a tutti.

    Renato Fuchs

  7. g on 13 Marzo 2009

    aspetto anch’io i commenti dei “potenti”. Ma arriveranno?
    Grazie ai ragazzi dell’Abc per il molto che hanno fatto in questi anni.

  8. laura on 13 Marzo 2009

    Ciao Scasci,ho letto ilo tuo commento e volevo,se ti va,un chiarimento.
    Cosa intendi quando dici che capisci quelli che dicono “ma chi me lo fa fare….”
    Sai anche a me piglia lo sconforto quando vedo il mio paese così maltrattato,quando discutere su problemi stupidi sembra volere nascondere quelli veri veri veri,ma è sbagliato lasciare perdere.Si diventa prigionieri proprio di quelli che ti maltrattano.Se l’ABc lascia non lo fa per non partecipare, anzi!Solo non è più possibile per motivi diciamo tecnici!Siamo pochi!Troppo pochi!..
    Non voglio sembrare retorica ma ricordi la celebre canzone”la libertà è partecipazione….
    Approffitto per salutare tanto Giordano.Ciao,spero sempre di venirti a trovare.

  9. scasci on 13 Marzo 2009

    Credo che quando uno lascia, è perchè non ha più le stesse motivazioni o forza di quando è partito; Che poi questo sia dovuto a problemi tecnici, economici o morali, in questo caso non mi è dato saperlo. Se come dici tu, il problema è dato dal fatto che siete troppo pochi, credo che la causa sia da andare a ricercare in parte tra quelle persone che non sono mai venute ad aiutarvi, ed in parte tra quelle persone che nel corso degli anni hanno mollato. Qualcosa sarà pur cambiato, come è normale nel corso della vita, umana o di associazione.
    Quando dico “ma chi me lo fa fare?!” intendo dire:
    Al volontario che magari timidamente partecipa alle varie manifestazioni in modo completamente gratuito, che spende il suo tempo e a volte magari anche denaro proprio tra telefonate ed attrezzature…. e per contropartita riceve, a volte, velate critiche o provocazioni da chi non spende un minuto del proprio tempo per “gli altri”, chi glielo fa fare? Chi glielo fa fare, di “perdere” il suo tempo a discapito magari di tempo libero da passare con la propria famiglia o i propri amici?
    Chiaramente, tale “malessere” viene sorvolato dai più convinti, ma fa danni tra i dubbiosi….O almeno cosi credo io.
    Concludo solamente dicendo che, personalmente, credo che in questo caso “i potenti” non siano tanto i politici, ma le malelingue e le invidie di Bormio… sempre pronte a sfornare le notizie fresche fresche per quella che in gergo militare si chiamava radio naja….la radio del mi han detto che, ho sentito che, mi sa che….

    Ah dimenticavo, mi scuso in anticipo con Renato che su argomenti “importanti” è sempre costretto a rispondermi o controbattermi e a Laura se nel mio precedente o in questo post ho detto delle castronerie.
    Ciau

  10. luca on 13 Marzo 2009

    Ciao Renato e ciao a tutti coloro che leggono.
    Premetto che rispetto tutti coloro che si fanno carico dei problemi amministrativi dei comuni , ma da qui a considerarli ” potenti ” penso che ci sia una bella differenza. Chiedetevi che peso politico e che carisma ha l’organo che dovrebbe coordinare i vari comuni in un’azione turistica incisiva, ovvero la comunita’ montana, analizzate la situazione dei nostri comuni e da cio’ vi renderete conto come la situazione non possa che peggiorare, le lotte intestine per piccoli interessi e le mini lobby soffocano ogni tipo di argomentazione costruttiva,i discorsi comprensoriali non riescono a prendere il sopravvento sugli interessi dei singoli comuni, tutto tace e a far scalpore sono le rnuncie non le proposte.
    Dispiace dirlo ma aspettando quelli che definite potenti ci troveremo nell’immobilismo totale…

  11. renato on 14 Marzo 2009

    Luca,
    come avevo cercato di evidenziare, la parola “potenti” andava (e va) intesa nel senso “che possono” o, meglio, “che dovrebbero”.
    Sono d’accordo sul fatto che la Comunità dovrebbe avere maggior peso e che le amministrazioni comunali siano spesso divise al loro interno, ma mi chiedo (e ti chiedo) di chi ne sia la responsabilità… Io credo che, in fondo, la responsabilità sia di tutti noi, che quando ci sono le elezioni lasciamo che siano gli altri a candidarsi e che andiamo a votare pensando che “uno vale l’altro”, salvo poi lamentarci e criticare (al bar) per i successivi cinque anni.
    Come spesso si dice (e ne sono convinto): “Lo Stato siamo noi” e questo vale ovviamente di più a livello di Comune o di Comunità Montana. Ma è sul “noi” che bisogna lavorare, facendo crescere (o nascere…) una coscienza civile e politica diffusa.

    Renato Fuchs

  12. luca on 14 Marzo 2009

    Renato,
    hai perfettamente ragione purtroppo il disinteresse generale e’ evidente, la maggior parte delle persone ( come tu hai detto ) fa chiacchere da bar, ma esporsi in piccoli centri come i nostri e’ considereto ” rischioso”, vi e’ timore del giudizio degli altri. Ricordo che anni fa un commerciante di Bormio mi disse :” mai esporsi per non perdere clienti ” . Forse al tempo era una giusta filosofia ora penso che i clienti li perdiamo se non ci esponiamo e cerchiamo di dare una scossa positiva al comprensorio.
    Ricordero’ sempre le parole disperate ,pronunciate durante i funerali del giudice Falcone, dalla vedova di un uomo della scorta :” lo Stato, dov’e’ lo Stato ? ” , paroli forti dette in una circostanza drammatica ma che, con le debite proporzioni, possono servire nel nostro quotidiano per ricordare ai nostri amministratori che la loro presenza nelle stanze decisionali deve essere costruttiva, collaborativa perche’ loro rappresentano lo Stato.
    Per quanto riguarda le elezioni ,penso che ognuno sia libero di votare come meglio crede ,l’importante e’ dare un ” peso specifico” importante al voto aiutando coloro per cui si e’ votato in modo costruttivo e nel caso in cui questi non rispettino i programmi e le parole spese in campagna elettorale si deve avere la forza di contestarli e mandarli a casa.
    Per quanto concerne le responsabilita’( come tu dici ) da prendere durante la campagna elettorale bhe’, io non mi sono tirato indietro e continuo a farlo.
    ciao
    Luca Bellotti

  13. compa on 14 Marzo 2009

    Scasci sei un GRANDE!

  14. compa on 14 Marzo 2009

    Scasci, tu sei un grande. Gli altri fanno campagna elettorale.

  15. adriano on 14 Marzo 2009

    Ciao a tutti,
    innanzitutto mi fa piacere che l’occasione (nostro comunicato stampa di non fare i mestieri in piazza) è stata un opportunità per scambiare delle opinioni sulle cause di questo disinteresse verso la gestione turistica di Bormio.
    Premetto che non abbiamo deciso di smettere per motivi di sostegno economico o di conflitto con l’amministrazione.E’naturale che dopo 15 anni si perda l’entusiasmo e si voglia passare la mano ,ma da anni non vediamo nessuno interessato a partecipare o a subentrare.
    Dove abbiamo sbagliato? Non siamo stati capaci di coinvolgere le nuovi generazioni? forse è meglio fermarsi aspettando che qualcun altro proseguirà con maggior vigore e iniziativa.
    E’ sopratutto il disinteresse generale che ci preoccupa.
    E’ su questa mancanza di cultura turistica che deve esserci un interessamento da parte di tutti(sopratutto dei potenti).
    Adriano

  16. VG on 15 Marzo 2009

    CARA ABC
    QUESTA VOLTA NON CI STO’ HO FATTO PARTE DELL’ABC X TANTI ANNI E HO CONDIVISO CON VOI I PROBLEMI CHE AFFLIGGEVANO E AFFLIGONO TUTTORA LA NOSTRA CARA BORMIO, MA ADDOSSARE TUTTA LA COLPA AGLI IMPRENDITORI QUESTA VOLTA MI SEMBRA VERAMENTE TROPPO.
    NON PENSO CHE CURARE SOLO IL PROPRIO ORTICELLO SI GIUSTO SE POI ALL’ESTERNO REGNA UNA STERPAGLIA
    L’IMMAGINE CHE DOBBIAMO DARE AI TURISTI LA SAPPIAMO TUTTI MA FORSE NON ABBIAMO ANCORA TROVATO IL MODO, INVIDIA RIPICCHE SPECULAZIONI NON VANNO BENE MA NOI SIAMO FATTI COSI’.
    ANCHE VOI COSE GIUSTE NE AVETE FATTE MOLTE, MA POI FATE UN COMUNICATO STAMPA DICENDO SOLO MEZZE VERITA’, MOLTI DI NOI SONO USCITI NON PERCHE’ ERANO STUFI STANCHI O CHE ALTRO MA PERCHE’ NON SI E’ MAI VOLUTO AFFRONTARE PROBLEMI PIU’ GROSSI E ALLA FINE ALCUNI COSIDETTI POTENTI LI HANNO STUFATI.

  17. monica on 16 Marzo 2009

    Cari amici,
    nella tristezza per la perdita, speriamo solo temporaneam, di una grande manifestazione, un punto positivo sta nel fatto che, finalmente si parli una volta di turismo e di futuro del paese.Argomenti questi ultimi che non possono andare che di pari passo.
    Io personalmente ho timore per il nostro futuro turistico,visto che soprattutto negli ultimi tempi alcune manifestazioni o appuntamenti si sono persi, senza venire sostituiti da altri di pari interesse :cito tra l’altro Mestieri in Piazza, e forse anche i prossimi appuntamenti del lunedì sera?, l’Aned o associazione emo dializzati, l’incontro del gruppo anziani SPI-CGIL di settembre, il motoraduno.. Sono preoccupata anche perchè altri appuntamenti importanti, vedi Mapei estiva e eventi U.s.b non vengono supportati in modo corretto.
    Non vorrei che il tutto portasse Bormio a fare dei passi indietro dal punto di vista turistico e dell’ospitalità.
    P.s. Colgo l’occasione anch’io per salutare Giordano.. tra le perdite della nostra stazione annovero anche lui.
    Baci Monica

  18. homoselvadego on 16 Marzo 2009

    basta piagnistei e commiserazioni e commemorazioni…
    invece di criticare o di rimpiangere, fuori proposte e idee per andare avanti
    in fondo e fino a prova contraria, chi comanda è ancora il popolo

  19. laura on 16 Marzo 2009

    hei compa!ma cosa …bip… stai dicendo? Impara da Scasci a parlare ed anche ad esporsi, ma nessuno di noi ha bisogno di frasi fatte come queste!
    D’accordissimo con homoselvadego; fino ad ora lacrime, ma adesso è ora di proporre e se possibile risolvere almeno qualcuno dei tanti problemi.

    P.S. Scasci, non scusarti! per quello che mi riguarda posso non essere d’accordo su tutto, ma non dici mai castronerie.

  20. roby g. on 16 Marzo 2009

    eh si basta piagnistei…. fuori gli imprenditori che per varie ragioni assolutamente personali e serie hanno partecipato poco.
    Sicuramente è interessante quanto detto nelle riflessioni che ha scatenato questo comunicato stampa dell’A.B.C. ma il punto veramente importante a mio avviso era quello di scuotere l’inedia che affligge le nostre aziende.
    Per fare questo occorre mettersi in gioco in prima persona attraverso il sostegno diretto, la partecipazione…. anche piccola, l’interessamento alle attività proposte dalla nostra associazione.
    Il consiglio e l’assemblea A.B.C. sono stati sempre aperti e adesso più che mai è il momento di partecipare e dire ognuno la sua al tavolo dell’A.B.C..
    Leggendolo attentamente, il comunicato non dice che i mestieri in piazza sono morti ma dice che attualmente non ci sono più le condizioni per questa attività, quindi è nelle mani di tutti gli imprenditori la volontà di proseguire o meno.
    Vi ricordo quanto scritto nelle descrizioni poste all’ingresso di una delle corti utilizzate durante la serata nel reparto BUGLIO:

    CASA CANTONI CONFORTOLA
    (impropriamente detta “Dogana di Nord Ovest”)

    …Un imponente portone sovrastato da lunetta ed affiancato da ad un sostegno per le torce realizzato in ferro battuto, introduce ad un androne con copertura a volta.
    Da qui si accede ad un interessante locale, che conserva al centro una colonna riportante la data “1509” oltre a delle insegne araldiche…..

    Si avete letto bene “1509” perciò quest’anno è il cinquecentenario di questa iscrizione…… sarebbe un peccato non fare i mestieri in piazza.

    Roberto Gasperi

  21. compa on 16 Marzo 2009

    Hei Laura, tranquilla, non farti saltare i cybernervi….perchè ho detto la verita….

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