Medici e avvocati

Medici e avvocati

BORMIO – Quasi 200 i partecipanti, oggi, al convegno organizzato a Bormio dalla Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna e dall’ordine degli avvocati di Sondrio. Tema “gli errori in medicina”; a confrontarsi sia i medici che gli avvocati che insieme hanno cercato di trovare qualche risposta ai numerosi quesiti che, su questo tema, quotidianamente vengono posti.

Nonostante i dottori lo curassero, gli cavassero il sangue e gli facessero prendere molte medicine, tuttavia guarì. Lev Tolstoj (1828 – 1910). Guerra e Pace; Libro IV: Cap XIII

Possono sbagliare i medici? Sembrerebbe di sì, anche se la fiducia nella figura del “dottore”, e soprattutto nella sua capacità di guarire, è uno degli assunti che ha travalicato culture ed epoche.
Eppure fin dai primordi dell’umanità e della “scienza medica”, si era consapevoli dell’incertezza in cui si trovavano ad agire gli operatori della salute. Ma l’aspettativa e, appunto, la fiducia nella capacità di alleviare il dolore, o addirittura di scongiurare la morte, inducono tutti a ritenere pressoché infallibili le pratiche della medicina.
Tanto più al giorno d’oggi, ove i progressi della diagnostica e delle cure, strepitose nel breve corso di pochi decenni come sottolineato dal dr. Roffi, il primo dei relatori e direttore del dipartimento di Medicina Generale dell’AOVV, hanno indotto un sensibile miglioramento della aspettativa e della qualità di vita dell’intera popolazione.
Paradossalmente, ma non troppo, la possibilità di “errare” da parte del medico è aumentata per la complessità delle procedure che coinvolgono ormai numerosissime pratiche, strutture e soprattutto personale specializzato, nonché il comportamento del paziente.
Nella sua relazione la dr. Cristina Manca, Direttore Sanitario dell’AOVV, ha sottolineato come l’inevitabilità dell'”errore” del medico, o meglio dell’intera struttura dedita alla cura, non debba essere sottaciuta pur in presenza di una eccessiva aspettativa di esito positivo da parte dei pazienti e più in generale della popolazione.
Certo è compito di tutti gli operatori, oltre che cercare di compiere diligentemente i propri compiti al meglio delle capacità e conoscenze professionali, informare nel modo più completo e corretto possibile il paziente, ottenendo, ove possibile, la sua consapevole collaborazione, al fine di diminuire al minimo livello possibile i rischi, che purtroppo non potranno mai essere nulli.
Un dato positivo infine sulla situazione della nostra provincia che, per vari motivi, non presenta fortunatamente un livello di rischio superiore a quello dei migliori sistemi sanitari.
Questi aspetti sono stati particolarmente analizzati dal prof. Giuseppe Mancia, Ordinario di Medicina dell’Università di Milano, autore di una brillante relazione ricca di citazioni storiche e dati della letteratura internazionale e sulla necessità, ma anche sull’abuso, a volte, delle Linee Guida (stimate in circa 30 kg di documenti per ogni specialità clinica!) che portano alle decisioni terapeutiche.
Il dr. Claudio Velati, direttore del Dipartimento di Medina Trasfusionale di Sondrio, ha centrato l’attenzione su “l’errore di laboratorio”. Sorprendente il dato che l’errore “banale” (ad esempio lo scambio di sacche di sangue) sia pari al 75% dei casi totali, mentre il rischio di contrarre virus sia ridotto a poche unità percentuali; al contrario la percezione di rischio è esattamente inversa.
L'”errore diagnostico” è stato oggetto dell’intervento del chirurgo dell’AOVV dr. Giuseppe Marcolli che ha portato la sua personale e decennale esperienza a sostegno delle tesi dei colleghi e rivolto un appello ad un ritorno, senza rinunciare alle moderne tecnologie e saperi, ad una visione complessiva ed “umana” del paziente, che eviti le storture della iper-specializzazione.
La seconda parte del convegno ha visto l’intervento degli avvocati, che sempre più sono coinvolti per dirimere questioni medico-legali indotte da errori più o meno inevitabili. Il dr. Alfonso Marra ha informato l’uditorio sugli “Orientamenti della Suprema Corte in tema di errore professionale”. Il procuratore della Repubblica di Sondrio, dr. Gianfranco Avella, si è occupato invece del “processo penale e della colpa medica”. Infine l’avvocato Ezio Guerinoni, dell’Università di Milano, ha analizzato “La responsabilità della struttura sanitaria” in ragione soprattutto dei nuovi e molteplici profili di rischio che si configurano.
Nella terza parte, introdotta dall’avv. Monica Fumagalli, dell’AOVV e responsabile scientifico del congresso, si è dibattuto in primis del “consenso informato” e delle modalità di acquisizione da parte della struttura medica di detto consenso da parte del paziente. L’argomento ha suscitato grande interesse da parte dell’uditorio che ha rivolto numerosi quesiti agli avv. Roberto Mantovani, Maurizio Carrara, e al dr. Oscar Marino.
Gli stessi sono stati poi i protagonisti di un “Processo simulato di un caso clinico reale” tenutosi con tutti i crismi di una vera udienza con tanto di Giuria popolare sorteggiata tra il numeroso pubblico presente. L’esperimento ha raccolto un unanime consenso e permesso di approfondire ulteriormente il tema del congresso.
Conclusioni a cura del Direttore Amministrativo dell’AOVV, dr. Francesco Pavese, che ha ribadito la situazione piuttosto tranquillizzante della Provincia, seppur necessita di costante monitoraggio e impegno da parte di tutti: operatori, pazienti e popolazione.
Arrigo Canclini

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