Gli animatori del progetto

Gli animatori del progetto

BORMIO – Il risultato finale dell’operazione “chiese aperte in Alta Valtellina” dice che sono stati più di 1.000 i visitatori dei 10 edifici religiosi aperti in via straordinaria per una volta alla settimana nel corso dell’estate 2008; al di là delle cifre, sono state le risposte da parte dei visitatori e dei volontari che hanno reso possibile l’iniziativa ad evidenziare il successo di un progetto che la Comunità Montana Alta Valtellina intende perseguire anche per il futuro. Il bilancio dell’iniziativa è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Comunità Montana.

Il patrimonio artistico e culturale di cui il comprensorio dell’Alta Valtellina à straordinariamente ricco (così come il resto della provincia, naturalmente) merita maggiore attenzione nella promozione e nella proposta turistica. Il messaggio esce chiaramente dai dati delle visite che riguardano non solo le 10 chiese dell’alta valle interessate al progetto dell’estate 2008, ma anche da quelle relative alle visite al Forte Venini di Oga. A fine agosto sono stati più di 6.000 i visitatori della struttura militare.
Va osservato che il Forte è rimasto aperto tutti i giorni nel corso dell’estate; i 10 edifici sacri interessati dalla proposta “chiese aperte 2008” hanno accolto i visitatori un paio di ore la settimana per poco più di due mesi. Fossero state aperte tutti i giorni, quali dati avremmo in mano oggi? Ma già questi indicatori – secondo Paola Spadoni, responsabile dell’ufficio cultura il Comunità Montana Alta Valtellina – rappresentano un dato davvero positivo e che induce a proseguire nell’iniziativa.
“Per la prima volta – spiegano i promotori del progetto – dieci chiese hanno aperto le proprie porte ai visitatori una volta alla settimana, con il solo scopo di farsi ammirare. Gli orari di visita, non sovrapposti a quelli delle funzioni religiose, hanno così consentito ai tanti di scoprire gli splendidi affreschi e i lavori d’intaglio che rendono questi edifici sacri veri e propri scrigni di ricchezza e di cultura”.
La più visitata è stata la chiesa di S. Gallo in Valdidentro con 283 visite. Per S. Bartolomeo in Valdisotto 170, S. Martino a Pedenosso 164 visitatori e per la Madonna della Misericordia di Uzza 147 visitatori. Meno numeri ma positivi per S. Pietro in Valdisotto 43; S. Lucia in Valdisotto 66; Madonna del Caravaggio di Oga in Valdisotto 25; S. Marta a Sondalo 53; S. Maria Maggiore a Sondalo 37; S. Rocco a Somtiolo 28.
L’incontro di questa sera è servito – come ha spiegato il presidente della Comunità Montana Alta Valtellina, Luca Pozzi – non solo a dare un resoconto dell’attività svolta, ma anche e soprattutto a ringraziare quei volontari che si sono davvero adoperati al meglio per la riuscita del progetto”. Abbiamo un patrimonio importante da valorizzare e basta davvero poco – ha aggiunto l’assessore Filippo Testorelli – “per renderlo fruibile a tutti; ma senza l’entusiasmo dei volontari non avremmo il successo che abbiamo invece ottenuto”.
Cultura e patrimonio culturale, hanno convenuto i rappresentanti delle municipalità di Valdidentro, Valfurva, Valdisotto, Bormio e Livigno, rappresentano un elemento forte per arricchire l’offerta turistica. “La gente che ha visitato le chiese – hanno raccontato i volontari che sono stati preparati da Manuela Gasperi – ha giudicato davvero positiva questa proposta; c’è stato anche chi ha chiesto di approfondire la conoscenza di questo patrimonio”.
Ma ci sono monumenti che non hanno libri a raccontarne origini e contenuti; perchè non investire, da parte degli enti pubblici, risorse mirate per finanziare ricerche attraverso tesi di laurea?
Armando Trabucchi

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