Prosegue la visita pastorale del Vescovo monsignor Diego Coletti alle comunità parrocchiali della Diocesi di Como. Dopo la Valle d’Intelvi (Co), si prosegue con la Valtellina Superiore, la prima zona pastorale della provincia di Sondrio ad accogliere la visita del presule. Il calendario prevede: dalla serata di giovedì 5 a sabato 7 novembre, la Valfurva (Madonna dei Monti e San Nicolò); dal 21 al 23 novembre, Livigno e Trepalle; dal 27 al 29 novembre, Bormio; dal 5 all’8 dicembre, la Valdidentro (Premadio, Pedenosso, Isolaccia, Semogo); dall’11 al 13 dicembre, la Valdisotto (Cepina, Piatta, Oga e Santa Lucia, Santa Maria Maddalena, Sant’Antonio Morignone).
Nella settimana successiva (indicativamente il venerdì 18 dicembre – eventuali cambiamenti saranno comunicati tempestivamente) il Vescovo Diego sarà a disposizione on line, dalle ore 21.00 alle ore 22.00, all’indirizzo www.diocesidicomo.it/ilvescovorisponde. Un’ora di dialogo via web, in cui monsignor Coletti sarà a disposizione dei soli fedeli della zona Valtellina Superiore per rispondere in chat alle domande, alle richieste di approfondimento e ai chiarimenti inerenti la visita pastorale.
Qui di seguito una presentazione della Valtellina Superiore a cura del Consiglio pastorale zonale.
La zona pastorale VALTELLINA SUPERIORE – SAN COLOMBANO
Nella conca che si apre tra le valli, si situa Bormio dove si incontrano quattro comuni.
A nord di Bormio si sale la valle del Braulio che conduce al passo Umbrail (2500 mt) e al passo Stelvio (2720-3500 mt), ambedue situati all’interno del comune di Bormio e chiusi durante i mesi invernali. Al passo Umbrail si trova il confine con la Svizzera. A ovest, Valdidentro (Premadio, Pian del Vino, Pedenosso, Isolaccia, Semogo) collega al passo del Foscagno verso Trepalle e Livigno. A sud, Valdisotto (Piatta, S. Lucia, Oga, Cepina, S. Maria Maddalena) è attraversata dalla SS38 della Valtellina che porta ai comuni di Sondalo. A est, Valfurva porta a Santa Caterina e al passo Gavia nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.
L’Alta Valtellina, luogo considerato splendido dagli escursionisti durante l’estate, si trasforma magicamente appena cadono i primi fiocchi di neve nello scenario ideale per garantire il massimo divertimento ai tanti appassionati di sci. Le piste di sci del comprensorio si caratterizzano per l’eccezionale varietà.
L’attività economica prevalente è quella turistica. Il turismo a Bormio e dintorni ha origini antichissime. Dapprima si trattava di ospitalità ai numerosi viandanti che si recavano verso la Germania valicando il passo della Val Fraele, con e senza merci. Poi, verso metà 800, Alpinismo e Termalismo videro l’arrivo di grandi estimatori da tutta Europa per godere delle escursioni alpinistiche e delle ricche acque termali. Nel dopoguerra, il turismo ha visto nuovi sviluppi.
San Colombano, il protettore della zona pastorale, ci riporta ai primi secoli del Medio-Evo, quando il monachesimo occidentale ebbe tanta parte nella cristianizzazione e nell’elevazione spirituale dell’Europa. Fra i campioni di quest’opera di evangelizzazione un posto di assoluto rilievo spetta a San Colombano, monaco irlandese, nato intorno al 540 nella cittadina di Navan nel Leister. Peregrinò per buona parte dell’Europa, fondando monasteri e venne anche in Valtellina, con un pugno di monaci che lo seguivano, dopo aver visitato alcune valli della Svizzera. Colombano si fermò, dunque, per sua volontà, in Valtellina, ma volle conservare lo stile di vita improntato alla più austera ascesi: così fu di passaggio anche sui nostri monti dove per ricordare il suo peregrinare è stata eretta una piccola chiesetta a lui dedicata in cima alla montagna che protegge tutta la zona pastorale.
La nostra zona pastorale, Valtellina Superiore comprende cinque comuni, Livigno, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva e Bormio con la presenza di dodici parrocchie, sette parrocchie singole e cinque parrocchie aggregate. In zona pastorale sono presenti dieci parroci, due coadiutori, due sacerdoti emeriti e due religiosi. I sacerdoti presenti sono sedici di cui tredici diocesani, due della congregazione religiosa dei preti del Sacro Cuore di Gesù di Betherram e uno dell’opera don Folci, tre congregazioni di religiose: le suore della carità Sante Bartolomeo Capitanio e Vicenza Gerosa dette di Maria Bambina, le suore delle Poverelle istituto Beato Palazzolo, le suore missionarie francescane del Verbo incarnato, e con un complessivo di 19697 abitanti.
Il Consiglio Pastorale Zonale è l’anima della zona pastorale: è composto dai referenti di ogni parrocchia e dai rappresentati dei sacerdoti e dei laici delle diverse commissioni zonali, è presieduto dal Vicario Foraneo don Giuseppe Negri, Arciprete di Bormio, viene convocato quattro volte in un anno e cerca di prestare attenzione alle esigenze di tutta la zona pastorale proponendo delle iniziative che coinvolgano tutte le parrocchie per sentirsi e vivere in modo più sentito il senso di Chiesa. Un altro obiettivo del Consiglio Zonale riguarda il sostegno alle parrocchie in difficoltà soprattutto nelle iniziative che riguardano i settori di evangelizzazione diventati più difficili. Le iniziative zonali riguardano in modo particolare la formazione dei catechisti, gli incontri di preghiera per gli adolescenti e i giovani, la formazione del gruppo familiare, i corsi in preparazione al matrimonio cristiano, i momenti di preghiera per tutti gli operatori pastorali e le iniziative per le vocazioni e i ministranti. Un appuntamento annuale riguarda il convegno che vede riunite le parrocchie attorno ad un tema di riflessione che possa aiutare la diffusione della cultura della comunità in modo concreto e quotidiano. Si registra la nascita della Caritas che sta attivando una serie di interventi e di iniziative.
Il lavoro comprende il settore artigianale e operaio, i servizi legati alla persona, al turismo e al commercio, un territorio ricco di storia e di opportunità lavorative. Il turismo continua a portare sicuramente tanto benessere per tutti ma comporta implicitamente l’andamento di una vita che non è regolare perché segue i movimenti dall’alta e bassa stagione, la maggior parte dei lavoratori passa da periodi di intensissimo lavoro e momenti di assoluto riposo comportando degli scompensi a più livelli.
L’istruzione coinvolge le scuole materne gestite dalle parrocchie, le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, nello specifico l’istituto alberghiero, l’istituto commerciale e i licei, scientifico e sportivo. Molti adolescenti sono costretti a diventare pendolari o a vivere a Sondrio o in altre città per l’intera settimana per motivi di studio. I giovani sono obbligati ed emigrare nelle città lombarde o fuori regione per l’università. Pertanto per alcuni anni gli adolescenti e i giovani scompaiono dalle comunità e non sono più rintracciabili in modo continuo. Ritornano a studi conclusi o addirittura rimangono in città per lavoro.
Lo sport si concentra in modo particolare negli sport invernali e quelli legati alla montagna ma anche altri settori come il calcio, la pallavolo, il nuoto sono di notevole rilevanza. Queste esperienze sportive sono importanti e coinvolgono tutte le fasce d’età ma purtroppo forse prendono troppo tempo ed energie a molti dimenticando quali sono le finalità dell’attività sportiva e perdendo di vista i fondamenti principali della vita.
La realtà sociale anche nel nostro territorio ha subito dei cambiamenti negli ultimi tempi registrando una mobilità rispetto alle persone, si sono inseriti gli immigrati di altre nazionalità giunti per motivi di lavoro, in modo particolare le badanti che si occupano dei nostri anziani. Sono presenti le problematiche, che coinvolgono i giovani e anche gli adulti, dell’alcolismo, della droga ma più preoccupante è forse la mancanza di stimoli culturali che possano aiutare i nostri giovani a non trascurare il tempo e le loro capacità. Accanto a questo sono presenti giovani impegnati in diversi campi e che con fatica ma con perseveranza difendono i valori della vita.
La famiglia vive accanto a chi si impegna nel mantenimento dei legami familiari, anche nella nostra zona sono sempre più frequenti le difficoltà familiari legate alle separazioni e sono in aumento le convivenze. Decisamente preoccupante è la trascuratezza che subiscono i figli in ordine all’impegno messo nel lavoro per assicurare un certo standard di vita.
La comunità intesa come realtà condivisa della vita quotidiana nei suoi aspetti concreti emerge una certa diffusione dell’individualismo, sta cedendo la dimensione e la ricchezza del vicinato, ognuno è impegnato più a pensare per sé che al bene comune. L’andamento irregolare del lavoro e l’impegno così pieno nello sport non aiuta ad avere questo tipo di attenzione e di investimento.
La fede risente ancora del turismo, infatti nei tempi liturgici forti la maggioranza di noi è impegna nel lavoro più assiduo. E se in questi periodi i parrocchiani sono assenti, le nostre chiese sono invase dagli ospiti presenti su tutto il territorio. La fede delle nostre comunità è ancora viva ma è evidente di come anche nelle nostre chiese assistiamo ad uno spopolamento non solo degli incontri pastorali di catechesi e di formazione ma anche alla partecipazione della S. Messa festiva. Emerge una certa trascuratezza del vivere la fede che si pone accanto ad una dimensione di individualismo intimistico e poco comunitario ed ecclesiale. Il genere maschile è piuttosto assente e disinteressato. La zona pastorale vive o sopravvive grazie alla tradizione di una cultura cristiana che comincia a dare qualche segno di cedimento, acconto a chi vive la fede in modo autentico, cominciano ad emergere alcune superficialità o addirittura estraneità ai contenuti e ai vissuti che riguardo l’essere cristiano. Il problema vocazionale è palese, considerata l’aridità della nostra terra in questi ultimi anni, sono evidenti le difficoltà nell’affrontare le contraddizioni presenti all’interno della chiesa, è risaputa la mancanza della preghiera in famiglia.
A cura dell’Ufficio Stampa Diocesano
