BORMIO – Prima riunione del nuovo anno per il Comitato di gestione della Lombardia del Parco Nazionale dello Stelvio. All’ordine del giorno una serie di programmi e di progetti che hanno riguardato il rilancio del Giardino Botanico, la nuova segnaletica dei sentieri e dei percorsi naturalistici, la chiusura di alcuni progetti e la preparazione di altri interventi, pronti per la stagione primaverile.
Una seduta con parecchi argomenti da affrontare, anche se una buona parte riguardava la chiusura contabile di alcuni interventi già realizzati (come ad esempio Palazzo Nesini, attuale sede del Parco Nazionale, per il quale si sta provvedendo con gli ultimi collaudi); è stata soprattutto una seduta che, come lo scorso anno, ha proposto un articolato resoconto di tutto il lavoro svolto nel corso del 2009 nell’area valtellinese e camuna del Parco Nazionale dello Stelvio. Lavoro che avremo modo di presentare più in dettaglio in un prossimo servizio.
La discussione dei vari argomenti proposti questa mattina all’attenzione del comitato di gestione lombardo presieduto da Giafranco Saruggia a fianco di Ferruccio Tomasi è stata preceduta da una riflessione da parte del presidente Tomasi riguardo ad una serie di articoli proposti dalla stampa locale che hanno definito la strada dello Stelvio come la seconda più pericolosa: “davvero un pessimo servizio – ha detto Tomasi – ad una delle vie di grande importanza per il nostro turismo e per il nostro Parco; forse bisognerebbe replicare”. Non hanno mostrato di pensarla allo stesso modo il sindaco di Bormio (”io quei servizi li ho letti in chiave propositiva”) ed il presidente Saruggia (”inutile innescare altre polemiche; l’importante è lavorare”).
Ed il lavoro grosso da fare nei prossimi mesi, anche e soprattutto a livello politico, riguarda le risposte che il Parco è chiamato a dare a fronte della procedura di infrazione ambiantale avviata dalla Comunità Economica Europea a causa delle opere dei mondiali 2005. Un tema che il Parco (e non solo) dovrà affrontare soprattutto nel corso di questo 2010.
Al comitato è stato presentato il rendiconto delle opere relative al collegamento pedonale, ma anche per mtb, tra le baite di Cavallaro e i Forni. Un intervento da 50.000 euro strategico per la fruizione turistica ed ambientale di quell’area del Parco. Nel 2010 si conta di realizzare con un impegno di 100.000 euro gli interventi necessarti alla sistemazione della copertura dell’officina meccanica di Sant’Antonio; l’intervento dovrebbe servire anche per ricavare uno spazio (sopra la stessa copertura) da destinare ai gruppi che visitano la struttura della Valfurva, ma anche per qualche particolare rassegna.
Anche per la prossima estate è prevista una serie di interventi per il Giardino Botanico, dopo quelli che sono già stati effettuati e che hanno migliorato accesso e fruizione. In particolare si prevede il rifacimento di tutta la segnaletica, delle siepi e dei sentieri, ma anche la realizzazione di uno speciale padiglione didattico e la sistemazione della vecchia serra con un impegno intorno agli 80.000 euro.Tutti i rappresentanti del comitato hanno sottolineato l’importanza di rilanciare l’immagine e le proposte dello storico giardino di Bormio.
Tra i provvedimenti discussi oggi anche la contabilità finale del piano di intervento per la sistemazione ambientale delle zone umide in valle dell’Alpe. Si tratta di una delle opere di mitigazione o compensazione ambientale per le infrastrutture realizzate per i campionati del mondo di cinque anni fa…
AT

6 febbraio 2010 - 09:50
vedo che in Valfurva ormai il parco ha completamente abbandonato ciò che nel passato aveva una ragione di esistere,almeno prima il parco in accordo con il comune contribuiva alla sistemazione della strada che porta al paese ed ai parcheggi dove i turisti lasciano le auto prima di addentrarsi nella mitica val zebrù.Probabilmente all’interno del consiglio del consorzio parco si intravede che sono meglio i sentieri e la segnaletica…e la strada sono anni che è abbandonata a se stesso….probabilmente i consiglieri rappresentanti all’interno del consiglio del consorzio di valfurva hanno più a cuore i sentieri per i loro clienti e per gli animali che pascolano e distruggono parte del territorio di m.dei monti
9 febbraio 2010 - 22:34
Caro Fausto,
solo per ricordarti che il Parco Nazionale ha investito prima, ed anche recentemente (grazie ai fondi messi a disposizione dai mondiali 2005) fior di quattrini per la strada di accesso alla frazione di Madonna dei Monti. Se sarà necessario, e ci saranno fondi, penso che ci sarà ancora modo di fare altri lavori, però lo sai, il territorio del Parco è vasto…
Non capisco poi la vena polemica che hai nei confronti degli operatori del turismo; i clienti, come li chiami tu non sono “nostri” ma ospiti di tutto il territorio, quindi anche tuoi, se siamo capaci ad offrire loro il meglio, torneranno e faranno proseliti, se non lo siamo, andranno da un’altra parte. Per quanto riguarda gli animali (cervi) sono d’accordo con te che occorre una regolata, e la selezione controllata forse è una delle soluzioni.