A chi dà fastidio l’US Bormiese?

L’ennesimo episodio di sciacallaggio di cui l’US Bormiese è stata vittima nel pomeriggio di domenica 2 giugno 2019 (il furto di un generatore di corrente collocato appena prima della galleria alle torri di Fraele) spinge ad alcune riflessioni sulla natura umana e sullo stato di depravazione di certi personaggi. Nessuno è profeta in patria, lo sappiamo, e se neppure Gesù Cristo è riuscito a farsi apprezzare a casa sua, non si può pretendere che possa riuscire in questa impresa una semplice associazione sportiva. Il furto, ad ogni modo, non è solo un atto ripugnante, ma costituisce anche un illecito penale.

Già qualche anno fa, in occasione di un altro grosso evento sportivo di un comune limitrofo, l’US Bormiese prestò un’attrezzatura specifica agli organizzatori (persone di un certo spessore e calibro, mica novellini), i quali la restituirono completamente distrutta e non si curarono di ripagarla, il che – quantomeno – non si configura come reato, anche se il comportamento tenuto dagli organizzatori è stato del tutto riprovevole. E ancora alla III cantoniera, durante la stessa GF Stelvio Santini di qualche anno fa, un altro furfante mascalzone ha rubato due grossi paioli di rame che erano stati usati per dissetare i concorrenti…

L’US Bormiese non è una società imprenditoriale che opera con fine di lucro, anche se qualcuno pensa (a torto) che sia una macchina per far soldi. È un’associazione sportiva dilettantistica che lavora anzitutto per i giovani, per promuovere la loro crescita sportiva insieme alla loro formazione educativa. E lo fa non solo con la normale attività stagionale portata avanti dagli 11 settori, ma anche con tutta una serie di manifestazioni sportive di cui tutto il territorio trae beneficio in termini di presenze turistiche e di ricadute d’immagine. Credo che nessuno possa negare questa evidenza!

Fino a pochi anni fa i mesi di maggio e di giugno erano morti. Nessuno in circolazione fino a luglio… oggi, con il traino della GF Stelvio Santini, da fine maggio tutto il Bormiese si anima di cicloturisti, la maggior parte dei quali sono stranieri che provengono anche dall’altro mondo, il che significa che per loro la vacanza è assai più lunga che il semplice “mordi-e-fuggi” di un italiano… E poi si prosegue con i belgi dell’agenzia Golazo, a Bormio da 5 anni ininterrottamente per trascorrervi 5 giornate piene di attività; la Re Stelvio Mapei; il ritiro del Torino Calcio, a Bormio ininterrottamente da 7 anni; le finali nazionali di pallavolo… avrà un valore tutto questo o viene dato per scontato? Tutta questa gente viene solo per andare in bici oppure da qualche parte dovrà dormire/mangiare/divertirsi/fare shopping?

L’invidia è una brutta bestia e qualcuno rosica amaramente preferendo trastullarsi con meschine azioni anziché attivarsi in modo propositivo e costruttivo: è la natura dei frustrati, degli insoddisfatti, dei falliti, dei mediocri, che godono delle miserie degli altri senza ragionare sulle ripercussioni che i loro atti avranno su loro stessi e sul comprensorio. A chi ritiene che l’US Bormiese sia troppo accentratrice, a chi l’accusa di essere piena di soldi, a chi la sfrutta o spera di poterla sfruttare a suo piacimento, a chi ne scredita il lavoro, a chi crede che tutto sia dovuto, a chi non si è mai sporcato le mani con il volontariato e a chi maligna senza nemmeno conoscere il lavoro che c’è dietro questa macchina… le porte sono aperte: sia per chi voglia restituire il maltolto, sia per chi voglia scoprire la realtà dell’US Bormiese.

 

Anna

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