Tradizioni che sopravvivono: “Al marzaröl de Òga, festa di primavera”

Una magnifica eredità culturale che tuttora viene trasmessa con cura da ogolino a ogolino. Questa è la tradizione del “marzaröl” che si celebra nel piccolo paese ai primi tre giorni di marzo, è il modo con cui gli ogolini festeggiano la primavera e – per l’occasione – fanno un po’ di baldoria, non dissimilmente da altri riti sparsi in tutte le vallate alpine (anche vicino a noi). La piccolezza e la ristrettezza di una frazione, però, fanno sì che certe usanze persistano e si tramandino pervicacemente, quasi come un simbolo di identità locale. Ecco che allora due ogoline “doc” come Caterina Vittoria Casa e Donata Rocca ripercorrono la consuetudine del marzaröl e lo fissano nella memoria di noi lettori, attraverso le loro esperienze, i racconti degli avi, le immagini in bianco e nero, quasi a renderci partecipi di questa piccola, fragorosa festa paesana. Anche le baruffe con i religiosi – che a noi oggi sembrano quasi birichinate, ma che all’epoca potevano suscitare profondi malcontenti – caratterizzavano il marzaröl, osteggiato, malamente tollerato ed infine accettato: È la rivincita del Marzaröl!

 

Anna

 

M.V. CASA – D. ROCCA, Al marzaröl de Òga, festa di primavera, Bollettino n. 9/2006

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