ENERGIA IDROELETTRICA: NUOVE NORME SULLE CONCESSIONI IDROELETTRICHE

(LNews – Milano, 07 feb) La Lombardia ‘anticipa’ l’autonomia grazie alla conversione in legge, oggi alla Camera dei Deputati,
del ‘Decreto Semplificazione 2018’.  Un atto che introduce un’importante modifica al quadro normativo nazionale in materia di grandi derivazioni idroelettriche che, in futuro, consentirà alla Regione di rinnovare le concessioni delle dighe.
Alcune di queste sono scadute da anni e mai riassegnate (in Lombardia 17 su 70). Nel frattempo Regione Lombardia potrà
chiedere canoni aggiuntivi per gli impianti con una potenza superiore a 3000 kwatt nel periodo che decorre tra la concessione scaduta e la riassegnazione della stessa, destinandone almeno il 60% alle Province in cui sono presenti gli impianti.
E’ stato questo l’argomento illustrato in conferenza stampa dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana insieme agli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, montagna e piccoli comuni) e Davide Caparini (Bilancio, finanza e semplificazione). Con 70 grandi derivazioni per circa 1200 MW di potenza nominale concessa e 600 piccole derivazioni per circa 250 MW di potenza concessa la Lombardia è il primo produttore nazionale di energia idroelettrica e, da sola, concorre ad oltre il 25% della produzione nazionale.
La provincia di Sondrio con 26 grandi derivazioni garantisce circa il 50% della produzione regionale e in questo territorio
‘risiede’ oltre la metà della potenza concessa 650 MW su 1200. La nuova disciplina, che modifica il cosiddetto ‘Decreto Bersani’, conferma che le procedure di ri-assegnazione delle concessioni alla loro scadenza sono effettuate dalle Regioni, ma aggiunge che le dighe, i canali, le condotte forzate alla scadenza della concessione passano gratuitamente in proprietà delle Regioni invece che dello Stato.
“Un provvedimento che va verso l’autonomia e per il quale dobbiamo ringraziare il governo e, in particolare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Onorevole Giancarlo Giorgetti e l’Onorevole Matteo Salvini – ha esordito il presidente Fontana – che si sono spesi per portare ad approvazione il Decreto diventato legge. Gli effetti positivi introdotti dalla nuova norma garantiscono l’aumento dei canoni a favore delle Province e della Regione – ha spiegato il presidente Fontana – oltre a determinare una serie di investimenti molto consistenti e a creare un miglioramento della produzione. Senza contare, fatto non irrilevante, che si tratterà di una produzione di energia ecologicamente sostenibile”.

AL VIA PROVVEDIMENTO ATTESO DA 20 ANNI – “Questo è un provvedimento che aspettavamo da oltre 20 anni – ha commentato l’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli comuni – una legge strategica per tutto il Paese che ridefinisce
l’assegnazione delle concessioni e dà alle Regioni l’autonomia per disciplinare le linee guida per la riattribuzione della
gestione di questi beni attraverso gare. Una volta scadute le concessioni – ha continuato – i beni cosiddetti ‘bagnati’
diventeranno di proprietà regionale a titolo gratuito e, a quel punto, la Regione potrà affidare la gestione anche a società
pubblico-privato con la scelta del partner privato attraverso gara. Tale configurazione, dove il pubblico può essere rappresentato da Regione o Provincia, consentirebbe anche la relativa suddivisione degli utili”.

PROVENTI DA CANONI AGGIUNTIVI E ENERGIA GRATUITA – “Entro il 2023, tempo necessario per la stesura della legge regionale e la riassegnazione delle concessioni, saranno maturati canoni aggiuntivi sulle concessioni scadute per un totale di 86 milioni di euro, dei quali 14 a Regione Lombardia e 72 alle Province lombarde. La legge prevede anche la possibilità di chiedere ai concessionari una parte di energia gratuita che, per almeno il 50% dovrà essere distribuita alle province dove insistono gli impianti, si tratta di 260 milioni di kWh, ossia circa 30 milioni di euro all’anno di energia gratuita da destinare ai servizi pubblici”.

RISORSE CONTRO LO SPOPOLAMENTO NELLE AREE MONTANE – “Così come già succede per Trento e Bolzano, anche tutti gli altri territori di montagna potranno utilizzare una parte importante dei proventi generati dall’idroelettrico, massimizzando una risorsa come quella dell’acqua e andando a perequare i maggiori costi dei servizi in montagna, concorrendo a ridimensionare il fenomeno dello spopolamento. Un aiuto effettivo ai territori alpini e ai cittadini”.

AVVIO NUOVI INVESTIMENTI – “Nella legge è prevista anche la distribuzione del 60% dei canoni ordinari da destinare alle
Province dove sono presenti gli impianti.  Infine la riassegnazione degli impianti consentirà l’avvio di un ciclo di investimenti stimati a oltre 600 milioni di euro per la Lombardia”, ha concluso Sertori.

 

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