L’è fora Geneiron… ha portato la neve!

Fortunatamente – accanto alle feste di importazione straniera che si sviluppano uguali da un capo all’altro dell’Italia – restano vive le tradizioni locali che danno sicuramente ai paesi un’impronta unica e inimitabile. Una di queste è “L’è fora geneiron”, usanza secolare e popolare legata al ciclo delle stagioni. Fino a pochi decenni or sono l’economia si basava sull’agricoltura e la pastorizia e attorno a queste ruotavano le attività umane e si organizzava la vita familiare e sociale. A partire dalla fine di gennaio, in vari tempi e modi, le comunità locali celebravano la fine dell’inverno e i primordi della primavera, o almeno si auspicava l’imminente risveglio della terra per un felice e abbondante raccolto. L’è fora Geneiron, L’è fora l’Ors de la tana, Tira li toli, Marzarol, Ciamà l’erba… sono tutte facce di una stessa rappresentazione popolare, che vuole festeggiare i primi timidi accenni di primavera attraverso lo strepito dei campanacci e le corna di capra (cfr. Longa), mentre oggi si preferisce ricorrere alle tolle legate insieme che vengono strascinate per le strade. I bambini di Bormio non rinunciano mai alle tradizioni, che fortunatamente le scuole tengono vive con piccole lezioni ad hoc. Anche quest’anno, dopo il ritrovo, i gruppi festanti si sono distribuiti per le vie del paese e – di negozio in negozio – hanno raccolto dolciumi e regalini gridando per ogni dove “L’è fora Geneiron!”, quasi che la potenza dell’urlo possa davvero scacciare l’inverno e aprire la strada alla primavera.

 

Anna

 

Foto: Jessica Franceschina

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