Stato d’identità. Una mostra per indagare il tema da un punto di vista artistico

Si inaugura Venerdì 25 gennaio, alle ore 18.00, presso le sale espositive del MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio, la mostra STATO D’IDENTITÀ. Corpo, Ricordo, Società, Territorio, che costituisce la concretizzazione della tesi di diploma accademico di II livello della curatrice dell’esposizione, Marta Scherini, studentessa del biennio specialistico di Comunicazione e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti “SantaGiulia” di Brescia. La mostra, realizzata grazie alla collaborazione con il MVSA e con il patrocinio del Comune di Sondrio, è visitabile gratuitamente dal 25 gennaio al 3 marzo 2019.
La mostra si prefigge l’obiettivo di indagare il vasto tema dell’identità – una delle questioni più dibattute della contemporaneità – mettendone in evidenza quattro diversi aspetti, individuati grazie all’analisi svolta in relazione agli sviluppi di questo particolare tema nella storia dell’arte più recente. Quattro artisti contemporanei – Tommaso Mori, Ambra Tonini, Enrico Bedolo, Nicola Fornoni – testimoniano, nella contemporaneità, il loro modo di intendere il tema attraverso l’esposizione di alcune opere salienti della loro produzione. I 19 lavori selezionati – che comprendono fotografie, video e video-performance – esplorano la capacità dei quattro artisti di veicolare, attraverso il linguaggio artistico, un personale stato d’identità, che non per forza è riconducibile a ciò che è comunemente associato al concetto stesso di identità.
Difficile, infatti, definire l’identità. Sono moltissimi i parametri che la caratterizzano e il problema di definirne il significato si pone in particolari circostanze, cioè quando ci interroghiamo sulla nostra specifica identità, confermandola o mettendola in discussione. Questo si verifica spesso quando ci viene chiesto di specificare la nostra appartenenza o esclusione rispetto ad un gruppo, una comunità, una nazionalità, una cultura, ecc., oppure quando entriamo in relazione con altre situazioni, che si rifanno a principi differenti, spingendoci a rivedere la nostra stessa identità, in un continuo processo di ridefinizione, soprattutto in un’epoca come quella attuale, caratterizzata dalla presenza di società multiculturali, e in un contesto che
moltiplica le occasioni di incontro e di confronto con culture, luoghi e identità diverse.
Partendo da queste premesse, Marta Scherini, grazie alla supervisione del suo relatore di tesi, il Prof. Paolo Sacchini, ha individuato i quattro artisti, le cui opere si prestano efficacemente a raccontare le diverse declinazioni che l’identità può assumere. Essendo, infatti, un tema molto ampio e con diversi risvolti nel campo della storia dell’arte, l’identità può essere letta sotto molteplici punti di vista e quindi interpretata con mezzi e tecniche davvero molto differenti tra loro. Questo significa che, “a colpo d’occhio”, non è detto che una mostra sull’identità riesca a raccontare tutto del tema e, soprattutto, non è detto che le opere esposte riescano a raccontare la loro affinità con l’identità senza una specifica mediazione. Indubbiamente, le opere d’arte – quelle scelte per questa specifica esposizione ma, più in generale, le opere d’arte in senso lato – si caratterizzano per una forza propria, un impatto visivo (prima di tutto) che cattura lo spettatore e lo attrae a conoscere; è anche vero, però, che da sole non possono svelare fino in fondo la loro stessa identità, perché
questo è possibile solo grazie ad una mediazione critica, operata grazie a delle scelte curatoriali specifiche, che non sempre sono lampanti.
L’esposizione tratta, dunque, l’ampia questione identitaria, considerata attraverso gli occhi e il lavoro dei quattro artisti che si concentrano ciascuno su un unico aspetto del tema e che, soprattutto, possono darne una visione attuale, in stretto contatto con il divenire del nostro tempo e i cambiamenti sociali, economici e territoriali che contraddistinguono questo particolare periodo storico. Attraverso i differenti utilizzi dei linguaggi artistici, ma anche grazie alle diverse provenienze ed esperienze, STATO D’IDENTITÀ. Corpo, Ricordo, Società, Territorio, propone un percorso di scoperta delle visioni identitarie proprie di ogni singolo artista e che, comunque, caratterizzano anche ognuno di noi; “identità” non vuole essere un pretesto per parlare di sé, bensì un mezzo per guardare al significato generale che questa parola assume nelle nostre vite,
all’interno delle nostre comunità e dei luoghi che ci circondano. Le opere si articolano in un percorso in quattro sale, una per ogni artista, e rappresentano altrettanti specifici aspetti dell’identità; in particolare, la mostra si apre con un’analisi dell’identità sociologica, a cui seguono l’identità come vissuto psicologico, come territorio e, infine, come corporeità. Con questa divisione si vuole delineare il particolare sviluppo dell’identità di ogni individuo che, infatti, si pone nella società a lui
contemporanea per cambiare con questa. Si può quindi concludere che l’identità viene esposta attraverso due filoni tematici che non sono divisi ma, al contrario, si contaminano a vicenda. Da una parte viene preso in considerazione l’uomo come singolo individuo, con opere che raccontano l’identità intesa come vissuto psicologico e come corporeità, sottolineando il divenire dell’identità stessa sulla base della memoria di ogni individuo e sul cambiamento del suo corpo; dall’altra, invece, emerge l’uomo “individuale” che si inserisce nella società, analizzando l’identità dal punto di vista del territorio (e quindi come creazione dell’individuo a partire dalla storia e dalla cultura di un luogo specifico) e della società (intesa come vissuto sociale – e sociologico – di ogni individuo che si inserisce in una società in continuo cambiamento).
Il progetto di tesi è in linea con gli obbiettivi del corso specialistico di Comunicazione e Didattica dell’Arte, volto a formare dei professionisti nell’ambito della comunicazione museale, fornendo agli studenti – già durante le ore di lezione – le competenze necessarie per ideare e organizzare differenti iniziative artisticoculturali. In particolare, l’elaborato di tesi di Marta Scherini si pone l’obiettivo di dimostrare – al contrario di quanto sembrino suggerire, sempre più frequentemente, mostre prive di adeguati studi critici – che le opere d’arte non possono parlare da sole, o semplicemente sulla base di accostamenti tra di loro, e che quindi ogni operazione curatoriale non può prescindere da un attento approfondimento critico sull’opera e sull’artista esposti.

 

Comune di Sondrio

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