UN VIAGGIO LUNGO 40 ANNI

40 anni di attività ininterrotta e un punto di riferimento imprescindibile per tutto il territorio: il CAI Valfurva nasce nel 1978 senza troppe pretese, ma oggi è diventato un piccolo esempio di operosità concreta che travalica anche i confini della sua valle. Dalle collaborazioni in loco fino ai servizi televisivi…ne ha percorsa di strada la sezione! Merito dei suoi presidenti, a partire dall’indimenticato Dante Vitalini sino all’attuale “totem” Luciano Bertolina, ma soprattutto merito dei soci, delle guide alpine e dei tanti volontari che si alternano nelle varie mansioni e danno una mano per ogni necessità. Attualmente il CAI Valfurva conta quasi 500 soci (il quadruplo di quello che sono serviti nel 1978 per aprire la sezione) ed effettua circa 30-40 uscite all’anno (a tutt’oggi se ne possono sommare circa 1400!). Non solo svago, ma anche educazione all’ambiente e alla montagna, formazione dei giovani che – si spera – continueranno ad abitare sul territorio, lavori di pulizia e manutenzione, soccorso e pronto intervento (grazie al gruppo del Soccorso Alpino) e tanta, tanta divulgazione nelle scuole e sui media con tutti gli strumenti comunicativi del giorno d’oggi.

La palestra di arrampicata è uno dei fiori all’occhiello dell’associazione, ma come non ricordare i ponti tibetani che oggi tanti turisti possono percorrere sul ghiacciaio dei Forni, oppure il ponte dell’Amicizia che è stato ristrutturato sul sentiero che collega il rifugio Berni al pizzo Tresero. Alcuni eventi sono nati e cresciuti con la sezione, ad esempio il raduno Ortles Cevedale (che quest’anno ha tagliato il 30° traguardo), la giornata di pulizia dei sentieri, la rassegna estiva del Film Festival sulla montagna, la manifestazione sportiva Stravalfurva…

La serata di domenica 24 novembre presso l’oratorio di S. Nicolò è stata l’occasione per fare un salto indietro, piacevole e divertente, sugli inizi un po’ avventurosi del CAI Valfurva. Con l’entusiasmo tipico degli esordi e il duplice obiettivo di voler fare qualcosa per il territorio e di trasmettere questo dovere alle generazioni future. Nel video di Roberto e Stefano Compagnoni, sono scorsi davanti ai nostri occhi 40 anni di foto e filmini; qualcuno dei presenti si è ritrovato improvvisamente bambino sullo schermo, qualcuno ha riconosciuto i volti di chi non c’è più e ha lasciato il suo perenne ricordo, in tanti hanno sorriso dell’abbigliamento e dell’attrezzatura dell’epoca, qualcuno si è stupito nel rivedere i paesaggi della Valfurva, noti eppure così cambiati… A tale proposito, la mostra sulle fotografie di Vittorio Sella allestita appositamente nei locali dell’oratorio (nei prossimi giorni verrà trasferita presso la Biblioteca comunale) è emblematica e – per certi versi – preoccupante. Le montagne della Valfurva vi risplendono, soprattutto nella potenza e nella pienezza di quei ghiacciai che oggi, invece, languiscono per mancanza di precipitazioni.

Don Mario, presente insieme al sindaco Angelo Cacciotto e all’alpinista Marco Confortola (che proprio nel CAI Valfurva ha mosso i primi passi), ha riassunto con un perfetto sillogismo l’augurio che tutti i presenti, in cuor loro, hanno rivolto alla sezione di Valfurva: “40 anni sono le nozze di smeraldo, lo smeraldo è verde, verde è il colore della speranza e dei monti, la speranza è che possiate proseguire saldamente su questa strada”.

 

 

Anna

 

©riproduzioneriservata

 

Foto: Stefano e Roberto Compagnoni

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