TORNA L’AMICA DEL SONDRIO FESTIVAL, LICIA COLO’ ED E’ UN SUCCESSO GARANTITO

Ha ricordato di quando, grazie alla notorietà televisiva sua e del programma che conduceva, “Geo&Geo”, e alla caparbietà della valtellinese Anna Tosi, ieri presente al Teatro Sociale, erano riusciti a trovare una casa per l’orso Ben. E della sua prima “visita” al Sondrio Festival, quando la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi aveva pochi anni di vita. “E da allora è cresciuto tantissimo”.

La quinta serata della 32esima edizione del Sondrio Festival ha visto il ritorno di un’amica, l’ospite d’eccezione Licia Colò, conduttrice e autrice televisiva, nota al grande pubblico come presentatrice del programma di viaggi “Alle falde del Kilimangiaro”, che ha presentato  il suo nuovo programma “Niagara” in onda in prima serata su RAI2. Accanto a lei il marito, Alessandro Antonino, conduttore della rubrica “I viaggi di Alessandro Antonino”, trasmissione televisiva “Il mondo insieme” TV 2000., che con i suoi reportage oltre a raccontare il mondo, accompagna i telespettatori alla scoperta delle bellezze del nostro Paese. Il tutto facendo attenzione al nuovo modo di viaggiare di oggi sensibile all’eco-sostenibilità. A condurre l’intervista l’amico Marco Castellazzi, biologo marino autore di “Geo&Geo”, che con Licia Colò ha lavorato a lungo.

“Vorrei parlare di bellezza  – ha raccontato -. Quest’anno ho perso il mio papà, è andato in cielo a 87 anni dopo una brutta malattia, e fino all’ultimo momento ha continuato a dire quanto fosse meravigliosa vita, quello che aveva visto. Ora voglio accendere i riflettori su tutta la bellezza che abbiamo intorno e spesso non vediamo. Da qui nasce il programma Niagara”.

Il Teatro Sociale, anche ieri sera, era gremito, tanto che c’è chi non è riuscito a prendere posto e ad assistere all’interessante incontro.

Nel pomeriggio di ieri un importante appuntamento culturale con le le premiazione del XII Concorso Letterario Renzo Sertoli Salis.

Premio “Renzo Sertoli Salis” alla carriera, offerto dalla Fondazione Pro Valtellina, a Nanni Balestrini, poeta scrittore e saggista, nato a Milano nel 1935.

Premio “Grytzko Mascioni” per la miglior opera di poesia, offerto dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, a Giancarlo Pontiggia, poeta, critico e scrittore nato a Seregno nel 1952, per la raccolta “Il moto delle cose” Mondadori editore.

Premio “Camillo De Piaz” alla miglior opera di critica letteraria dedicata alla poesia, offerto dal Lions Club Sondrio Host, a Elisa Donzelli, studiosa di letteratura del Novecento, di poesia e traduzione poetica, nata a Torino nel 1979, per il volume “Giorgio Caproni e gli altri”.

E dopo i racconti di Licia Colò, Alessandro Antonino e Marco Castellazzi, si sono presi la scena i documentari in concorso.

Il consueto viaggio è iniziato dal Canada  con il film “Lupi bianchi – I fantasmi dell’Artide” di Oliver Goetzl, prodotto in Germania. Nel territorio più a nord del Canada si trova una remota e desolata wilderness dove pochi animali sono abbastanza forti da sopravvivere: l’isola di Ellesmere. Il documentario segue un branco di lupi che lotta per crescere i cuccioli in questo ambiente implacabile e offre un sguardo su un mondo raramente visto prima, fatto di montagne innevate e di fiordi nella morsa del ghiaccio. Un branco di lupi è una famiglia estesa in cui ogni individuo deve collaborare alla sopravvivenza.  Biancaneve e Alfa, madre e padre del branco hanno guidato la famiglia attraverso i gelidi e bui mesi invernali e ora affrontano una nuova sfida: crescere i cuccioli durante la breve estate artica.

Il viaggio è proseguito nel  Ranthambhore National Park, in India, grazie al documentario “La tigre più famosa del mondo” di S. Nalla Muthu, prodotto proprio in India. Machli, la leggendaria tigre, regina del Parco Nazionale di Ranthambhore, nell’India occidentale, era conosciuta per la sua fiera determinazione e per il coraggio. Come nessun’altra tigre ha catturato l’immaginazione e i cuori dei fan delle tigri. Machli morì all’eccezionale età di quasi vent’anni, non prima di aver svolto un ruolo chiave nella rigenerazione della popolazione di tigri nei Parchi Nazionali di Ranthambhore e Sariska. Il film è una cronaca del viaggio di Machli dalla gioventù alla morte, che, nel corso di nove anni, racconta le incredibili storie dietro la sua ascesa al potere, la sua straziante decadenza e la straordinaria eredità che ha lasciato. Infine Machli ci ha insegnato che proteggendo una tigre si può creare una foresta.

E oggi ancora tanti appuntamenti in programma, asepttando il gran finale di domani sera.

Come sempre, i documentari verranno proiettati in replica alle 16.00.

Questa mattina alle 10 esperienze a confronto sul tema “Mari di plastica e microplastica”. Partecipano Marco Parolini (ricercatore in Ecologia afferente al Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali della Università degli Studi di Milano “Microplastiche negli ambienti marini e nelle acque dolci: analogie e differenze”); Raffaele Cornaggia (autore della mostra “POSEIDON”, interamente realizzata con rifiuti di plastica sottratti ai processi di inquinamenti); e Riccardo Quintili (Direttore de IL SALVAGENTE “LA MICROPLASTICA È SERVITA”).

Moderatore Nicola Falcinella, Presidente del Comitato Scientifico di Sondrio Festival.

Alle 18.30 prevista la proiezione di due  film fuori concorso.

“Solo in volo” Regia Gianluca Maspes. Italia – 2018 Anteprima mondiale DURATA: 31 min..

Luigi Bombardieri fu un solitario, animato dall’amore per la montagna e dai valori del Club Alpino Italiano. Tra le sue idee ci fu quella di sperimentare l’utilizzo degli elicotteri per i soccorsi in montagna. Muore nel 1957 precipitando sotto il “suo” Rifugio Marinelli. Mezzo secolo dopo Maurizio Folini, guida alpina, diventa pilota di elicotteri e dal Bernina al Nepal porta l’idea di Bombardieri sulle più alte montagne del mondo, riuscendo a soccorrere alpinisti a quote record e aiutando la popolazione civile dopo il terremoto del 2015.

“La Promenade” di Michel Dalle. PRODUZIONE: Grobeshaus – Italia 2017 DURATA: 26 min.

Ai piedi delle più alte montagne d’Europa, tra i “quattro Giganti delle Alpi”, così vengono soprannominati il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso, due giovani freerider, Shanty Cipolli e Simon Croux, di 23 e 19 anni, decidono di compiere l’intero giro della Valle d’Aosta con gli sci. Un viaggio di venti giorni nei luoghi più solitari e inviolati di queste montagne. La loro avventura si andrà a intrecciare con una storia svoltasi più di quaranta anni fa, ambientata anch’essa tra le infinite distese e i paesaggi straordinari della Valle d’Aosta.

Stasera, nell’ambito delle “Conversazioni di Sondrio Festival”, in programma la presentazione della mostra “Poseidon” di Raffaele Cornaggia, poi spazio all’iniziativa “Futura Italia” del Miur e al “Viaggio in Nepal per due ragazzi  valtellinesi”, che hanno partecipato a un hackathon internazionale sulle sfide della cooperazione Italia – Nepal per le Montagne.

Infine, in scena la danza del ventre.

Ed ecco i documentari che verranno presentati questa sera.

Uganda selvaggia

(Wild Uganda)

di Harald Pokieser – Coproduzione Terra Mater Factual Studios, National Geographic e Doclights / NDR Naturfilm, prodotto da Cosmos Factory – Austria 2018 – Durata: 50 min. – Area trattata: Parchi Nazionali Queen Elizabeth, Rwenzori, Mount Elgon e Murchinson, Uganda

L’Uganda è ancora considerata una meta per viaggiatori speciali, fuori dagli itinerari turistici, un luogo su cui incombono ancora le ombre del passato. I visitatori, inclusi scienziati e conservazionisti, hanno avuto tempi difficili in questa nazione sconvolta dalla guerra civile. Il bracconaggio ha messo in pericolo molti degli animali simbolo dell’Uganda, inclusi i gorilla di montagna, gli elefanti della savana, gli scimpanzé e persino i leoni arboricoli. Ma ora i Parchi Nazionali sono stati ripristinati e la fauna dell’Uganda prospera ancora.

PAESAGGI DI MARCITA

(Marcita landscapes)

di Marco Tessaro – Produzione: Parco Lombardo del Ticino – Italia 2018 – Durata: 15 min. – Area trattata: Parco Lombardo del Ticino, Italia

Più di novanta specie di uccelli del Parco del Ticino trovano rifugio negli ambienti di marcita, così come rane, farfalle, pesci e fiori rari. Un patrimonio da tutelare con cura. La marcita, citata in pergamene del 1188 e 1189, è una coltura antichissima introdotta nel Milanese. È opinione comune che siano stati i Monaci Cistercensi i primi a praticare questa particolare tecnica colturale, in realtà essi affinarono quanto già “inventato” dai contadini della pianura. La marcita è fatta di erba e acqua: generazioni di uomini l’hanno lavorata con cavalli un tempo e macchine agricole ai nostri giorni. L’acqua in marcita ha il suo guardiano: il camparo. Regolarla è un’arte che si tramanda da secoli.

MONTI TATRA – la VITA AL LIMITE

(Tatra Mountains – Life On the Edge)

di Erik Baláž – Produzione: Arolla Film Slovakia e Doclights / NDR Naturfilm – Germania 2017 – Durata: 50 min. – Area trattata: Monti Tatra, Slovacchia

I monti Tatra si innalzano sopra le nuvole, si tratta della più piccola catena di alta montagna del pianeta. Qui alcune specie sono relitti glaciali: i camosci sono ben adattati alla durezza del clima, mentre le marmotte trascorrono in letargo più di metà dell’anno. I cervi e gli orsi ripopolarono la regione dopo la fine dell’era glaciale.  Da allora cercano di fronteggiare le varie sfide di questo mondo di montagne.

 

 

Comune di Sondrio

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