Frammenti di storia – I giochi nell’antichità

Con l’articolo scritto da don Remo nel lontano 2000 torniamo tutti un po’ bambini e proviamo ad immedesimarci nei giochi infantili del tempo che fu: le bocce, i birilli, la rèla, la ciòna (curiosi? È un gioco con la palla!). Ma viene dato ampio spazio anche ai divertimenti degli adulti come le giostre, i lanci di peso e giavellotto, le carte, dama, scacchi, dadi…un campionario vastissimo con cui, in epoca antica, ci si trastullava nel tempo libero. Molti di questi giochi erano severamente regolamentati, soprattutto per il pericolo d’azzardo: gli Statuti di Bormio provavano ad arginare il problema delle puntate in denaro facendo giocare gli uomini alla luce del sole ed entro un perimetro ben definito e riconosciuto, mentre al di fuori di tali limiti scattavano divieti e sanzioni molto salate. Alcune disposizioni sono financo divertenti, come l’articolo 130 in cui i legislatori avevano stabilito che di notte si poteva giocare d’azzardo solo utilizzando come posta cibo o bevande: immaginate quanto vino sarà fluito in quelle occasioni! Di tanti giochi – poi – viene data una spiegazione scientifica a partire dal suo stesso significato: ad esempio, il gioco della “moscacieca” sapete da dove deriva? Con un po’ di pazienza potrete scoprirlo.

Anna

BRACCHI, Antichi giochi a Bormio

http://www.cssav.it/wp-content/uploads/2017/02/Bsav-03-Bracchi.pdf

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