Saluti di inizio anno del dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale (Ust) di Sondrio

Il famoso giornalista Enzo Tortora, quanto riprese la sua fortunata trasmissione televisiva “Portobello” nel 1987 dopo la forzata interruzione a causa delle vicende giudiziarie che lo avevano colpito, esordì con queste parole: “Dove eravamo dunque rimasti?”. Anche io mi rivolgo a tutti voi con la stessa espressione nel riprendere un dialogo che (solo apparentemente) avevamo concluso qualche mese fa, mentre auguravo a tutti una serena estate prima di riprendere il nuovo anno scolastico. Ora ci siamo, è il momento di raccogliere ancora le energie e di prepararci ad iniziare un nuovo cammino di lavoro, di collaborazione ed anche di sacrifici. Quindi rivolgo a tutti ed a ciascuno un saluto ed un augurio affettuoso per la ripresa delle lezioni (ormai imminente) e delle attività ad essa legate che, per tradizione, iniziano con il 1° settembre.
Saluto tutti coloro che fanno parte della grande famiglia della scuola ed in particolar modo chi è entrato a farne parte in questi giorni tramite l’assunzione in servizio a tempo indeterminato. Spero che la collaborazione iniziata con il mio arrivo a Sondrio possa proseguire ed intensificarsi nel corrente anno scolastico, perché la scuola di questo Territorio ha tanto da offrire e può considerarsi, per molti aspetti, un modello regionale e nazionale.
Un pensiero particolare, come d’abitudine, lo rivolgo agli studenti, che rappresentano il vero centro della scuola, a cui tutti dobbiamo dedicare le nostre forze, nel rispetto dei reciproci ruoli. Ai ragazzi raccomando di essere attenti e motivati, di impegnarsi costantemente nello studio e nelle attività ad esso legate, di vivere gli eventuali insuccessi non come fallimenti personali ma come ostacoli da superare per poter migliorare la propria preparazione. Agli insegnanti raccomando di utilizzare tutti gli strumenti pedagogici che dovrebbero conoscere per distinguere sempre l’errore dall’errante, in modo che un compito insufficiente non diventi un giudizio sulla persona dello studente. Troppe volte ho constatato comportamenti che non sapevano distinguere questi due aspetti e ne sono rimasto profondamente rammaricato. Così anche ai Dirigenti chiedo una collaborazione franca, onesta, corretta che passi attraverso il buon senso e non solo attraverso la mera applicazione dei codici. La norma è la strada che ci guida verso un percorso corretto, ma non deve essere un elemento di timore o un cappio al collo: il buon senso è la chiave per interpretare la norma.
Saluto poi tutto il personale della Scuola, le autorità di Sondrio e Provincia, che sempre sento vicine e con cui la collaborazione è forte ed intensa: fra tutte, e comprendendo tutte, il mio pensiero di riconoscenza va al Prefetto, che non manca di far sentire quotidianamente la sua vicinanza a me ed a tutte le Istituzioni Scolastiche, tramite una non comune gentilezza e disponibilità. Ai ragazzi va il mio ultimo saluto, che prendo in prestito da un discorso che Papa Giovanni Paolo I, rivolse agli studenti durante il suo brevissimo pontificato: “A voi, cari giovani, che studiate, voi siete veramente giovani, voi ce l’avete il tempo, avete la gioventù, la salute, la memoria, l’ingegno: cercate di sfruttare tutte queste cose. Dalle vostre scuole sta per uscire la classe dirigente di domani. Parecchi di voi diventeranno ministri, deputati, senatori, sindaci, assessori o anche ingegneri, primari, occuperete dei posti nella società. E oggi chi occupa un posto deve avere la competenza necessaria, bisogna prepararsi. Il generale Wellington, quello che ha vinto Napoleone, ha voluto tornare in Inghilterra a vedere il collegio militare dove aveva studiato, dove si era preparato, e agli allievi ufficiali ha detto: « Guardate, qui è stata vinta la battaglia di Waterloo ».E così dico a voi, cari giovani: avrete delle battaglie nella vita a 30, 40, 50 anni, ma se volete vincerle, adesso bisogna cominciare, adesso prepararsi, adesso essere assidui allo studio e alla scuola”. Buon anno scolastico a tutti!

Fabio Molinari

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