Luigi Castiglioni “trova casa” a Bormio

Pochi in Italia conoscono Luigi Castiglioni. Ancor meno sono quelli di Bormio che lo ricordano ospite della nostra vallata e artefice di alcuni manifesti promozionali per la Valtellina (oltre che di quello creato all’indomani della tragedia del luglio 1987). Eppure il milanese Castiglioni è osannato Oltralpe come uno dei più geniali e creativi autori di manifesti (in francese “affiches”) di quest’epoca, che gli fruttarono premi e riconoscimenti in tutto il globo. Tra le sue opere figurano locandine sportive e pubblicitarie, ma anche manifesti di contenuto sociale commissionatigli dalla Croce Rossa Internazionale e di quadri (tra cui un quadro vivente che entrò nel Guinness dei Primati). Fu il primo artista vivente ad esporre alla Bibliothèque Nationale di Parigi e tra le sue mostre personali se ne ricorda una anche alle Terme di Bormio, nel lontano 1986. Con il nostro paese Luigi Castiglioni aveva un legame affettivo profondo, che era nato con il gruppo Folgore di Leo Schena e Franco Rizzi, due compagni di avventure e due amici: per la Scuola Sci Folgore al passo Stelvio ideò il logo che tuttora ne è l’emblema e che campeggia ancora nella sua personale scatola di colori, conservata alla casa-museo di Maisons-Laffitte; a Leo Schena, che aveva avviato la prima collaborazione con Luigi grazie a una Grammatica illustrata, tocca il compito di perpetuarne la memoria attraverso la divulgazione della sua figura e della sua opera. Nonostante una vita piena ed intensa in terra francese, Luigi Castiglioni mantenne vivo il suo antico amore per la Valtellina, tanto da realizzare negli anni ’80 alcuni manifesti per promuovere turisticamente il territorio, ancora assai apprezzati per lo stile bucolico e l’immediatezza del messaggio. Proprio tre di queste affiches sono state donate al comune di Bormio, per espressa volontà della vedova Tersilia Mazzini; un grande onore per il paese, che l’amministrazione comunale e il Rotary Club hanno voluto omaggiare con una piccola cerimonia svoltasi venerdì 10 agosto, alla presenza del sindaco Volpato, di Lucio Schiantarelli del Rotary Bormio, della vedova di Franco Rizzi e – ovviamente – dell’amico Leo Schena. Il pubblico ha potuto apprezzare l’attività di Castiglioni attraverso una carrellata di opere, svelate nella loro composizione e nel loro significato. Luigi Castiglioni, d’altronde, era un maestro nell’arte delle immagini o meglio, nella “retorica delle immagini”: come ha spiegato il prof. Schena, nelle affiches di Luigi Castiglioni l’arte di comunicare e di persuadere si esprime in modo straordinario tanto che i soggetti diventano icone in grado di catturare al volo l’attenzione dell’osservatore e veicolare immediatamente il messaggio sotteso al disegno.

La generosa donazione da parte della vedova Tersilia ci consente di rendere onore a un personaggio che ha lasciato orme indelebili nella nostra comunità e rafforza il ruolo del Museo Civico di Bormio come elemento nevralgico del territorio.

 

Anna

 

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