A PROPOSITO DI INQUINAMENTO…

Si è fatto tanto un gran parlare la settimana scorsa a proposito della “monnezza” che i ciclisti seminerebbero lungo i 21 km che da Bormio salgono allo Stelvio: le telecamere e i servizi giornalistici hanno segnalato con enfasi la vivace protesta contro i ciclisti, che già negli anni scorsi sono stati più volte additati come gli “untori” che deturpano il paesaggio e inquinano la strada dello Stelvio, una delle nostre principali risorse turistiche.

Al di là del messaggio in inglese, che per come era scritto poteva anche essere mal interpretato dalle migliaia di stranieri che in quei giorni erano ospiti nella Magnifica Terra (“Bikers, Stelvio do not need your garbage”, letteralmente “Ciclisti, lo Stelvio non ha bisogno della vostra spazzatura”…e sappiamo bene quante sfaccettature possa avere il termine “spazzatura”……), quel che forse colpisce di più è la parzialità della protesta. Se vogliamo parlare di “spazzatura” lungo lo Stelvio, parliamone in modo completo: chiediamo a Cristian Pozzi – che ogni ottobre dal 2015 guida un manipolo di volontari per ripulire la strada dello Stelvio – di indicarci sommariamente quali rifiuti sono stati raccolti in questi anni. Scopriremo che lo Stelvio è soprattutto la pattumiera dei fumatori e il WC dei turisti che lo disseminano di fazzolettini di carta.

È innegabile che vi siano migliaia di rifiuti, tra cui ANCHE quelli dei ciclisti. Ma oltre a questi, i volontari di Passi Puliti raccolgono lattine, cartoni, bottiglie di vetro, resti di carrozzeria e cerchioni di auto e moto. Smettiamola di addossare ogni colpa solamente ai ciclisti e diciamo le cose come stanno: esiste una sola categoria responsabile per tutto questo sudiciume ambientale ed è quella degli incivili, e purtroppo prospera in ogni sport e in ogni classe di persone.

E se proprio si volesse dare un’informazione completa sul tema “inquinamento dello Stelvio”, a titolo personale mi sono presa la briga di contare il numero di moto che ho incrociato nel tragitto Bormio-Tre Baracche, in un assolato venerdì pomeriggio in cui ho fatto un giro con la mountain bike: in soli 5 km circa di pedalata ben 106 moto….fatevi due conti, per tutti giorni in cui lo Stelvio rimane aperto. Se poi vogliamo far finta che il CO2 dei motori non inquina solo perché non si vede, allora è un’altra storia.

 

Anna

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