una mostra a Palazzo Foppoli racconta Rosa Genoni, la stilista di origine tiranese che ha “inventato” la moda italiana

Un importante appuntamento per Tirano e la Valtellina, fra storia, moda e impegno politico, giunge in chiusura di “Universi Femminili 2018”, la rassegna tiranese dedicata ai temi della parità femminile, che quest’anno ha raccontato “storie di donne che hanno fatto la Storia.

Venerdì 18 maggio si inaugura una mostra dedicata a Rosa Genoni, donna straordinaria del ‘900, tiranese di nascita e milanese di adozione, pioniera della moda italiana e attivista in ambito politico e sociale, che senza dubbio ha scritto un pezzo di storia italiana.

Nel 150° anno della stilista valtellinese, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Tirano dedica a Rosa Genoni un ampio programma: un’esposizione, un convegno, l’intitolazione di un Giardino e un omaggio presso il MET-Museo Etnografico Tiranese.

La vita di Rosa Genoni, durata quasi ottantasette anni, di cui oltre la metà sotto i riflettori, è la vita di una donna audace, volitiva, caparbia, che si è fatta da sola, decidendo di non sottostare ad un destino di povertà per costruirsi con le proprie mani, e il proprio ingegno, una vita eccezionale, capace di imporsi in ogni ambito sociale in cui si trovò ad operare, rivoluzionandone lo statu quo: nella moda, nella scuola, nel movimento politico e sociale dell’epoca.

L’esposizione a Palazzo Foppoli,  aperta dal 18 maggio al 17 giugno, mette in mostra e valorizza dal vivo la creatività e l’impegno profusi in ogni ambito professionale attraverso diverse sezioni: Vita famigliare, Militanza politica, Creatività e moda, Insegnamento, Pacifismo. In esposizione si trovano abiti, ricami, foto, bozzetti, articoli di giornale, ricordi di famiglia, pagine d’epoca, memorabilia e i due volumi scritti da Rosa Genoni: “La storia della moda attraverso i secoli: dalla preistoria ai tempi moderni” e “Per una moda italiana: modelli saggi schizzi di abbigliamento femminile (1906-1909)”.

La mostra promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Tirano con la Biblioteca Arcari è curata da Raffaella Podreider, nipote-biografa di Rosa Genoni, con il progetto espositivo di Fulvia Premoli e il coordinamento di Anna Radaelli e realizzata in partnership con: Associazione Amici di Rosa Genoni, SPI-CGIL e Fondazione Anna Kuliscioff, Società Umanitaria con la collaborazione di: Istituto di Istruzione Superiore “Pinchetti”, movimento Donne e Impresa Confartigianato Sondrio e Museo Etnografico Tiranese, il patrocinio di: Provincia di Sondrio, Consigliera  di Parità della Provincia e Women’s International League for Peace and Freedom.

Accanto ai materiali d’archivio, la mostra accoglie una serie di “tributi” che la comunità tiranese e valtellinese dedica a Rosa Genoni, attraverso la realizzazione di manufatti e documenti che hanno coinvolto svariate associazioni, scuole e organizzazioni professionali: la categoria Artigianato Artistico di Confartigianato Imprese Sondrio già presente nella mostra milanese di marzo, l’Associazione Fiori di Sparta coordinata da Antonella della Bosca, l’Istituto Comprensivo di Tirano, il Polo di Formazione Professionale di Sondrio, e la ditta RIRI S.A..

La figura poliedrica di Rosa Genoni” afferma l’assessora Sonia Bombardieri “non solo è un esempio straordinario di intraprendenza femminile, ma credo sia un modello entusiasmante per le giovani generazioni, giovani donne in primis. E’ una personalità attualissima che ancora oggi, a distanza di 150 anni, ci insegna che per far crescere una società il nostro impegno deve saper coniugare l’aspetto professionale e quello sociale. Solo così costruiamo una società più giusta, in cui i diritti individuali sono rispettati e i diritti sociali sono garantiti a tutti”.

 

Note biografiche di Rosa Genoni

Una vita moderna ed importante di chi, come Rosa Genoni, non si accontenta della sua condizione umile, ma lotta e vince per realizzarsi: dal lavoro duro come “piscinina” al ruolo di direttrice di una delle più note maison milanesi, dal Gran Premio all’Esposizione Universale di Milano del 1906 agli anni di insegnamento alla scuola di sartoria dell’Umanitaria, alla partecipazione – unica donna italiana – alla Conferenza dell’Aja del 1915, preludio di una lunga militanza nel movimento pacifista.

Rosa Genoni si è battuta perché tutti capissero che la moda italiana non dovesse essere asservita ai modelli stranieri, soprattutto a quelli francesi, ma che dovesse rifarsi  a modelli classici e rinascimentali.

Una moda quindi autoctona, tutta italiana. Oggi, quando si parla di moda, tutti pensano a Milano e all’Italia, ma fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento non era così: si guardava soprattutto a Parigi.

Rosa Genoni non fu solo “una sarta artista” perché il suo voler rivoluzionare “l’arte del vestire” corrispondeva a rivoluzionare la condizione della donna tra ‘800 e ‘900, il proprio stare al mondo ed il suo riscatto, collegando la sua storia politica a quella di molte donne, in Italia e all’estero, da Anna Maria Mozzoni ad Anna Kuliscioff, nella lotta per l’emancipazione e la giustizia sociale.

Dopo ottantasette anni di impegno profuso con grande coraggio e grande cuore, Rosa Genoni si spegne a Varese nel 1954. Milano, la città di adozione dove Rosa Genoni sarà sepolta, la onorerà iscrivendola tra le persone illustri al Famedio del Cimitero Monumentale.

 

Dott. Manuel Piardi

Ufficio Stampa

Comune di Tirano

 

 

Rosa Genoni programma mostra 2018 def

 

Commenti

commenti

Riproduzione © riservata - AltaReziaNews