Sci, dopo sci e senza sci: quale futuro per il turismo valtellinese?

Se il riscontro di un convegno si misura sulla partecipazione e sul coinvolgimento del pubblico, la platea presente ieri sera a Lanzada per numero e “peso” è forse la migliore testimonianza per l’iniziativa proposta da Valtellina Turismo Mobile in collaborazione con l’Amministrazione Comunale del paese malenco. Amministratori, operatori turistici, esperti, aziende, rappresentanti del mondo del lavoro e delle istituzioni da tutta la provincia hanno infatti riempito la sala parrocchiale “Maria Ausiliatrice”.

E se i prestigiosi relatori che hanno risposto alla domanda di Sandro Faccinelli “Sci, dopo sci e senza sci: quale futuro per il turismo valtellinese?” sono stati ascoltati con interesse e attenzione, il dibattito finale è stato frizzante, acceso e, per certi versi, ha detto, ancora una volta, quanto il tema turismo sia argomento di interesse locale.

Il convegno voleva provare a proporsi come contenitore di idee e momento comunicativo. Il giudizio sullo stesso non compete a chi lo organizza, ma non si può nascondere la soddisfazione accompagnandola al ringraziamento verso chi ha accettato l’invito di venire a Lanzada per parlare di un tema che sarà sempre più importante nel futuro valtellinese.

Sintesi degli interventi dei relatori

Sara Bovo ha rimarcato l’importanza del trasmettere l’autenticità del proprio territorio, non solo nello sci, ma in tutto quello che gli ruota intorno. I primi comunicatori devono essere gli abitanti e gli operatori del luogo. L’utilizzo dei social, in particolare, deve puntare alla bellezza, non creare negatività.

Marco Bonat ha posto l’accento sulla eccessiva diversificazione tra soggetti che si occupano di promozione e organizzazione turistica. Servono una forte coesione e una governance a livello provinciale. In tal senso Valtellina Turismo può esserne lo strumento.

Enzo Ceciliani ha sottolineato l’esigenza di pensare lontano. La criticità del fattore climatico e gli sciatori sempre meno numerosi pongono dei quesiti, ma fortunatamente abbiamo ancora la montagna e le sue possibilità di sviluppo. Non dovremo però più cadere nella tentazione di svendere il territorio.

Secondo Andrea Repossini è l’agricoltura che, oltre a mantenere il territorio, lo rende bello e attrattivo. In questo senso c’è troppa differenza tra il fondo valle antropizzato e il territorio in quota, che deve essere preservato il più possibile. Necessari sburocratizzazione, autenticità del territorio e dei prodotti. I valtellinesi non sono ancora coscienti di quanto siano conosciuti i loro prodotti agricoli.

Per Giorgio Zini lo sci potrà avere difficoltà in futuro, ma è ancora una realtà molto forte. Gli impianti di risalita possono essere impattanti, ma permettono di fruire la montagna. Nei prossimi dieci anni diverranno fondamentali natura, paesaggio, ospitalità, cortesia e qualità dei servizi. Nella comunicazione il Bernina dovrà diventare il claim della Valmalenco.

Michele Rigamonti è partito dal racconto del Valtellina Wine Trail per dire che forse non ce ne rendiamo conto, ma abbiamo uno dei territori più belli al mondo. Dobbiamo però sfruttare di più la nostra autenticità e coordinare meglio le potenzialità. E vede nel treno il  mezzo di trasporto più intelligente per la provincia di Sondrio, che andrebbe riqualificato.

Nel suo intervento Francesco Comotti ha affermato che per portare più sciatori non dobbiamo farli solo sciare. Il brand Italia è forte, ma non siamo organizzati per sfruttarlo e manca una politica della montagna e molto nasce dall’abrogazione del ministero del turismo, funzione delegata alle regioni con la conseguenza di politiche non coordinate. A maggior ragione un problema dato che il cliente continua a cambiare. A livello locale le criticità sono nell’organizzazione e nella mancanza di continuità nelle politiche turistiche.

Il sindaco di Lanzada Marco Negrini, dopo aver ringraziato Faccinelli, anche a nome dei suoi assessori Francesco Nana e Serafino Bardea, per aver scelto Lanzada come sede del convegno, ha espresso infine piena soddisfazione per la partecipazione e la qualità degli interventi. Una bella occasione di confronto e momento utile perché ciascuno acquisisca consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un sistema che deve comunque essere sinergico.

 

Sandro Faccinelli

 

 

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