Il Forte di Oga: un gioiello storico ancora da valorizzare

Secondo appuntamento per l’amministrazione comunale di Valdisotto di incontro con la cittadinanza sui progetti delle aree interne: giovedì 30 novembre 2017 a Oga, nella sala parrocchiale, si è discusso della riqualificazione del Forte di Oga, una delle realtà museali più dinamiche e sorprendenti di tutta la Valtellina (basti pensare che le presenze annuali rilevate sono circa 10.000!). Il progetto – tuttora in fase sperimentale – viene finanziato con fondi europei e in ambito regionale è stato riconosciuto e ammesso soprattutto per la sua valenza culturale. Due i lotti di lavori previsti: uno sui parcheggi e la viabilità di accesso (realizzazione di circa un’ottantina di posti auto ed ipotesi di sistemazione dell’area del ponte per farla diventare una “porta di ingresso” al Forte); l’altro sugli edifici (adeguamento della casermetta e del sottostante fabbricato, con l’idea di impiegarle ad uso informativo multimediale, collocazione di servizi igienici al Forte). La popolazione intervenuta, purtroppo, è stata pochina: 30 persone, delle quali tre erano i progettisti e quattro le figure comunali (sindaco, vicesindaco, consigliere e responsabile ufficio tecnico). Peccato, perché il Forte di Oga si qualifica come uno dei manufatti di maggior richiamo turistico per l’Alta Valle e potrebbe rappresentare – anche per la piccola Oga – una risorsa inaspettata e insperata. L’architetto Benetti, uno dei progettisti insieme all’ing. Zazzi e all’ing. Bedogné, ha rimarcato molto bene l’aspetto di coesione che deve stare alla base di questo tipo di interventi: portando l’esempio della miniera Bagnada in Valmalenco o dell’Ecomuseo in Valgerola, egli ha più volte ribadito la necessità che un manufatto di valore storico-culturale quale è il Forte di Oga debba essere parte integrante non solo del territorio, ma anche della stessa comunità. Il Forte di Oga, agganciato alla pregiata zona naturalistica del Paluaccio, potrebbe diventare un “Museo Multiforme” attraverso il quale rinnovare non solo le strutture e gli impianti, ma l’intera comunità territoriale. Tuttavia, affinché questa coesione si possa realizzare, è necessario che gli interventi vengano pensati con la collaborazione e la partecipazione della collettività: per questo sarebbe stato importante per i cittadini di Oga partecipare attivamente e non solo attraverso le chiacchere in paese! Fra gli ogolini presenti, ad esempio, è emerso il netto scollamento percepito tra il Forte (la destinazione finale del turista) e la piccola frazione di Oga (completamente ignorata se non come tappa obbligata di passaggio). Sarebbe interessante far sì che Oga diventasse parte integrante di un progetto diffuso, proprio come ventilato da Benetti, a partire dalla semplice segnaletica lungo la strada (magari realizzata in modo non convenzionale e con dei richiami di tipo militare); un’altra interessante proposta potrebbe essere legata alla raccolta di testimonianze paesane, soprattutto quelle orali, relative alla storia del Forte; o ancora l’allestimento di piccoli spazi museali, con la possibilità di laboratori didattici per le scuole. Insomma, l’amministrazione ha messo le carte in tavola, sta anche alla cittadinanza sapersele giocare.

 

Foto: http://www.fortedioga.it/galleria/

 

Anna©riproduzioneriservata

 

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