Progetto di riqualificazione dell’area ex-Lauro ex-Ersaf a Valdisotto

In ossequio alla normativa prevista dal Codice degli Appalti, il comune di Valdisotto ha invitato i suoi cittadini a degli incontri pubblici in vista di alcuni grossi progetti di riqualificazione che – grazie ai fondi delle Aree Interne – verranno attuati sul territorio comunale. L’art. 22, infatti, prevede che i progetti caratterizzati da un forte impatto ambientale e da una notevole trasformazione del suolo debbano essere sottoposti all’attenzione dei soggetti “portatori di interesse”, nello specifico i cittadini che saranno i destinatari finali, per raccoglierne le idee e i suggerimenti. Ecco quindi che giovedì 23 novembre si è tenuto nella sala consiliare il primo di questi incontri. Tema la “Riqualificazione ambientale dell’area ex Lauro/ex vivaio in località Santa Lucia”, ove si vuole attuare un intervento di 2,5 milioni di euro per la sistemazione di una zona da decenni soggetta a degrado e incuria. L’architetto Bellotti, incaricato dall’amministrazione comunale di predisporre uno studio preliminare in proposito, ha illustrato un paio di soluzioni: la prima approvata nel giugno 2017 dall’allora commissario dr. Angieri, la seconda ideata dall’amministrazione comunale con alcune varianti rispetto al primo progetto. Balza subito all’occhio l’enorme metratura dell’area a disposizione: 42.000 mq di suolo non sono una bazzecola e sicuramente il budget a disposizione – per quanto alto – non consentirà di attuare moltissimi interventi, essendo distribuito su una superficie così vasta. Pertanto, l’intento del comune è stato quello di privilegiare pochi interventi, mirati e non troppo esosi, riservando al futuro la possibilità di procedere con ulteriori sistemazioni.

L’apertura del dibattito che ne è seguita ha generato nel pubblico una serie riflessioni – alcune pacate, altre più emotive – in relazione soprattutto alla futura collocazione dell’azienda agricola sociale Il Vivaio, che da quattro anni occupa circa 15.000 mq dell’area con un regolare contratto di concessione rilasciato dallo stesso Comune nel 2013 (in scadenza nel 2018). La presentazione del progetto, infatti, si è limitata a indicare al pubblico gli interventi di sistemazione ambientale che si vorrebbero attuare, senza prospettare alcuna ipotesi sul destino di un’azienda che ha fatto dell’agricoltura sociale un punto di forza per coinvolgervi i soggetti dotati di disabilità e fragilità proprie, i quali trovano spazio, apprezzamento e dignità lavorativa nelle varie attività esercitate. Vero è che la “Scheda Aree Interne” presentata alla Regione Lombardia deve essere obbligatoriamente imputata alla superficie complessiva di 42.000 mq. (ossia l’area che in passato era stata oggetto di sfruttamento intensivo ed utilizzo selvaggio del suolo) e che – innegabilmente – il contratto di affidamento alla cooperativa Solares, da cui dipende il Vivaio, era stato siglato “in attesa di definire la destinazione conclusiva dell’area anche mediante una progettazione più specifica” e valutando “nel contempo anche il necessario reperimento di risorse finanziarie e/o contributi che consentano di valorizzare adeguatamente l’area demaniale”; ciononostante qualche chiarimento in più sarebbe stato auspicabile, soprattutto in virtù del fatto che alcune delle attività attualmente esercitate dal Vivaio si potrebbero integrare benissimo – anzi, sarebbero un valore aggiunto e straordinario – per il costruendo progetto: molti sono i parchi-giochi e i parchi-avventura sparsi ovunque da cui prendere esempio, ma nessuno di questi – probabilmente – prevede un’interazione così stretta tra l’aspetto sociale, ambientale e ricreativo come potrebbe essere nel caso di Valdisotto.

L’ipotesi di un laghetto, di spazi aperti da destinare a manifestazioni, di un collegamento ciclabile con il Sentiero Valtellina, di zone fruibili per gli sportivi, di giochi per bambini sono tutte meritevoli e ineccepibili, ma non aggiungono nulla a un parco di per sé uguale a tanti altri. La differenza potrebbe farla proprio il collegamento diretto con attività didattiche, agricole, naturalistiche, florovivaistiche. Il tutto – ovviamente – nell’interesse della Comunità e non di alcun privato.

Le molte richieste di chiarimenti da parte del pubblico sono stati un segnale positivo dell’interesse con cui si guarda al progetto: il Sindaco Pedrini, insieme con gli assessori, ha spiegato bene che si tratta ancora di una fase preliminare e che pertanto ogni cittadino potrà essere parte attiva con il suo contributo, che verrà valutato attentamente; per quanto riguarda il Vivaio verranno certamente considerate le soluzioni più opportune, in modo condiviso con gli operatori, per gestire al meglio le problematiche dovute agli inevitabili lavori e affinché – il più serenamente possibile – si possa attuare una cooperazione “fruttifera”, in tutti i sensi.

 

 

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