Una nuova vita, nel segno di Matteo

Ventidue anni senza Matteo. Ventidue anni di sofferenza e di ricordi per un padre che serba in cuore il figlio scomparso e con la tenerezza del suo amore lo riconduce a noi ogni anno, con una lettera carica di emozioni, di struggimento ma anche di speranza. Ed ecco che il miracolo di un nuovo, minuscolo esserino che si affaccia al mondo, induce tutti alla riflessione – pacata ed essenziale – che non c’è vita senza amore e che “una vita senza amore non è degna di essere vissuta”.

 

Caro Matteo,
è nato Carlo, il quarto figlio di Benedetta. Quando l’ho visto a poche ore dalla nascita, ho provato
un’ emozione indescrivibile: è bellissimo vederlo dormire e sapere che è entrato a far parte del mondo. Così ho sentito la necessità di rivedere con te alcune riflessioni, sulle quali tante volte ci siamo soffermati e di rivolgere al nuovo venuto gli auguri per una vita serena e felice.
Il primo augurio è quello di incontrare sulla sua strada adulti autorevoli, che riescano ad accompagnarlo, ma che non scelgano per lui. Vorrei che lo lasciassero sbagliare, che potesse esplorare il mondo, con la certezza di avere sempre e comunque un riferimento su cui contare, per poi ripartire.
Mi sento di augurargli di non avere paura a far valere le sue idee, perché nessun uomo ha il diritto di giudicarlo per le idee che avrà, qualunque esse siano. Spero che possa essere sempre pronto al dialogo e al confronto, anche con chi la pensa diversamente.
Gli auguro, adesso che è al mondo, di vivere la sua infanzia, nel miglior modo possibile, che arrivi ad un momento in cui davvero possa avere ali per spiccare il volo. Nessuno dovrà permettersi di toccarle, perché sono sicuro che il volo sarà bellissimo.
Sicuramente possiamo augurargli una infanzia piena di storie, che lo accompagnino anche dopo l’infanzia e che ci sia sempre qualcuno pronto a raccontargli una favola. Non mancheranno coloro che gli diranno che la vita non è una favola, che non serve credere alle favole; al contrario, dovrà “crederci” sempre e sarà senz’altro più felice. Non dovrà avere paura di sbagliare; solo cadendo e facendosi male si cresce, soprattutto se accanto ci sarà qualcuno a cui fare riferimento e appoggiarsi dopo la caduta.
Mi sento di augurargli tanta inquietudine: tu mi dirai che sono un po’ pazzo, ma spero davvero che non si senta mai arrivato, perché non c’è cosa più terribile che accontentarsi o pensare ad una strada già tracciata.
Gli auguro di percorrere tante strade e di trovare quella giusta senza mai accontentarsi. Spero che durante questo viaggio possa trovare dei compagni con cui dialogare e fare tratti di strada insieme.
Soprattutto spero che sappia viaggiare da solo e scoprire il mondo.
Mi piacerebbe che imparasse a vivere la vita in maniera sensibile, emozionandosi, arrabbiandosi se necessario, ridendo, essendo persona; è difficile, ma sono certo che ci riuscirà.
Gli auguro di avere amici, tanti amici che gli siano accanto nei momenti di bisogno e che lo sorreggano quando sta per cadere. Ma prima di tutto gli auguro di essere lui amico di tanti amici.
Infine gli auguro che possa avere un cuore colmo d’amore, quell’amore che ti fa battere il cuore, l’amore per la vita che ti riempie di gioia per ogni cosa che fai, perché una vita senza amore non è degna di essere vissuta.
Su tutto questo siamo sempre stati in sintonia, ma eri soprattutto tu che, con l’entusiasmo che ti ha
sempre accompagnato, riuscivi a trasmettere la tua voglia di vivere a tutte quelle persone che hanno avuto il privilegio di conoscerti e di volerti bene.
Ciao Matteo. Ti voglio sempre tanto bene.

Il tuo Papà

Valdidentro 18 ottobre 2017

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