Frontalieri, Crosio: i sindacati rispondano ai lavoratori, non alla Lega Nord

«I sindacati facciano quello che devono per tutelare i lavoratori invece di attaccare il popolo svizzero e la Confederazione elvetica: il primo si è espresso attraverso il referendum per limitare la libera circolazione delle persone, la seconda non ha bisogno di lezioni di democrazia. Sull’accordo fra Italia e Svizzera sono sempre stati ambigui: nella prima fase hanno finto di non conoscere dettagli ampiamente divulgati, quindi lo hanno salutato come doveroso per poi arrivare, da buoni ultimi, a evidenziarne le problematiche per i frontalieri. Con la sinistra al governo non hanno mai detto ciò che tutti sanno, cioè che l’accordo è uno strumento, uno dei tanti, utilizzato per fare cassa a scapito dei frontalieri».
«Ciò che tutti possono vedere è un sindacato debole che invece di pretendere dal governo condizioni migliori per i frontalieri nel nuovo accordo si accontenta delle briciole con concessioni che non risolvono il problema vero: i lavoratori pagheranno molte più tasse. Lo stesso atteggiamento tenuto nei confronti dell’Inps, un carrozzone che ha fatto propri i 200 milioni di euro accantonati dai frontalieri per ripianare il suo bilancio anziché utilizzarli per aumentare le indennità di disoccupazione. Perché non pretendono chiarezza dall’Inps su questo fondo, come noi stiamo facendo da tempo? Perché scendono a patti con il governo invece di tutelare gli interessi dei frontalieri che l’accordo ha calpestato? Domande a cui non rispondono. Invece dovrebbero farlo, non dando spiegazioni alla Lega Nord, bensì ai lavoratori perché saranno loro a subire le conseguenze di questo accordo sciagurato».

arn©eZeta

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