Montagna in Valtellina: grande partecipazione alla 22^ Messa degli artisti

Nei giorni scorsi è andato in “scena” (con organizzazione da parte della “Nuova Accademia Musicale Sondriese A. Lamotta” e con il patrocinio del Comune di Montagna in Valtellina) il tradizionale appuntamento musicale e religioso (Messa degli Artisti) celebrato presso la caratteristica ed accogliente chiesettina di Montagna in Valtellina, in prossimità del Castello Grumello. Il suggestivo edificio sacro, dedicato a S. Antonio Abate, ha ospitato questa meravigliosa manifestazione (canoro-musicale) che – oramai da più di cinque lustri – ricorda i Lamotta (Angelo e Maria) e Don Cornaggia, il parroco degli Artisti. Prima del rito religioso, officiato dall’arciprete Don Tullio Schivalocchi, un “preludio musicale” a base di violino e chitarra, di pianola e flauto, di flicorno e virtuosismi canori che hanno “riscaldato” l’atmosfera e soprattutto gli animi dei molti e molti intervenuti – tra i quali anche Sua Eccellenza, il prefetto di Sondrio (Giuseppe Mario Scalia).
Ruedy Magri e Marianna Bettinelli hanno aperto i “momenti musicali” di questo indimenticabile “attimo” di profonda elevazione verso l’Alto … con uno straziante “Schindler’s List” che ci ha portato a ricordare (purtroppo) le note e tragiche vicende dell’Olocausto e a seguire un brano di Ennio Morricone (C’era una volta il West). Quindi è stata la volta del bravissimo pianista Enrico “Chicco” Cotelli che ha accompagnato la flautista, Silvia Filippini in una toccante Ave Maria di Caccini. Deciso cambio di “registro” quando è stata la volta di Bruno Stangoni che – con il suo “fidato” flicorno – ha proposto, ad una platea selezionata ed attenta, il brano di Burt Bacharach “Close to you” e a seguire il celeberrimo “pezzo” Concierto di Aranjuez di Rodrigo. Dopo la parentesi strumentale, si sono avvicendate, in questo indimenticabile “preambolo”, le soprano Stella Zadorina e Victoria Velikaya – accompagnate al piano da Liudmilla Velikaya – che hanno proposto “Laudamus Te” (Vivaldi), Le Nozze di Figaro (Mozart) e Barcarola di Offenbach. Parole di elogio da parte del Prefetto di Sondrio, Scalia, che ha definito con queste parole il “momento magico”: «L’arte crea, per l’uomo che la assapora, un gioco meraviglioso che è alimentato forse da due uniche fonti: il Creato ed il Creatore. Gli Artisti, e oggi qui a Montagna ne è la prova inconfutabile, vanno quindi amati ed imitati, essendo tesori che destano in ognuno di noi quel senso di indecifrabile e a volte inenarrabile bellezza».
Don Tullio Schivalocchi, di Premadio in Valdidentro), arciprete da parecchi anni di Montagna in Valtellina, ha poi officiato la S. Messa per ricordare il parroco degli Artisti, Don Bernardo Cornaggia, Angelo e Maria Lamotta (oltre al loro figlio Antonio, tra l’altro fondatori della stessa accademia musicale di cui sopra e che per parecchi anni ha portato in Valtellina molti e conosciuti artisti a livello internazionale). Antonio, valente musicista (flautista) a cui è intitolata la scuola musicale e purtroppo scomparso prematuramente, è stato anche ricordato dall’infaticabile organizzatore Giancarlo Della Maddalena (poeta e musico) attraverso uno struggente “canto” scritto appositamente per questa ricorrenza.
Il noto e conosciuto Coro La Bajona di Bormio, diretto oramai da più di un decennio (2003) dal bravo e dinamico maestro di Piatta in Valdisotto, Amos Sertorelli (che proprio in questi anni ha festeggiato i suoi oltre quarant’anni di attività canora – 1975/2017 – 42 per l’esattezza) ha animato il momento “sacro” del rito religioso con una serie di canti che hanno spaziato dalle “parti” tipiche della Santa Messa fino alla conclusione della stessa … con brani come Madonna Nera, Signore delle Cime, Maria Lassù e la celeberrima Val Zebrù, una composizione questa di “pura poesia” e composta dal compianto maestro della Bajona, il “betharramita” Padre Marco Soroldoni. Il tutto “presentato” dal noto speaker valtellinese e facente parte dello stesso coro, Silvio Mevio. Per dovere di cronaca, oltre al Prefetto di Sondrio, tra il pubblico – “salito” appositamente in Valtellina (per la prima volta) da Napoli – il figlio Felice Lamotta che al termine della riuscitissima manifestazione “musicale” e visibilmente commosso, ha avuto parole di elogio per tutti. A conclusione di questo “resoconto”, tra l’altro molto stringato … è giusto ricordare i due “registi” che hanno reso possibile questo evento: ci riferiamo, in particolare, all’infaticabile cerimoniere, il professore Nello Colombo (sue sono le parole che abbiamo raccolto al termine della “Messa” e che vi proponiamo a margine dell’articolo) e soprattutto il “deus ex machina”, ovvero il poeta, il compositore ed il professore di musica, Giancarlo Della Maddalena entrambi “cuori pulsanti” di un appuntamento che negli anni è diventato un riferimento provinciale e non solo … «Una messa, quella degli Artisti, che si sta avviando al suo “quarto di secolo” (2020) e che consacra quel perfetto connubio tra arte e religione che per secoli ha lasciato la sua ponderosa impronta nel mondo di principi, Papi e Porporati, a sigillo dell’intima comunione di un’architettura sacra della musica, ponte tra l’umano e il Divino… ».

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