La Lega in Valtellina dice di sì al referendum della Regione Lombardia

«I cittadini pagano allo Stato più di quanto non ricevano, i soldi accantonati dai nostri enti virtuosi vengono usati per ripianare i bilanci di chi non sa amministrare la cosa pubblica: una situazione che più volte abbiamo denunciato e che abbiamo tentato in tutti i modi di contrastare. Ma ora, finalmente, abbiamo la possibilità, concreta, di fare qualcosa, di decidere del nostro futuro. Il 22 ottobre 2017 saremo chiamati a votare al referendum per l’autonomia della Lombardia, con un ‘sì’ potremo esprimere tutto il nostro dissenso e, soprattutto, potremo cambiare le cose. Per questo, da vice presidente della Provincia, da cittadino che non accetta questa disparità di trattamento, mi auguro che vi sia un ‘sì’ unanime, forte e convinto».
«Si tratta di un passaggio storico, di un’occasione unica che aspettiamo da anni: non possiamo sprecarla. Dobbiamo andare oltre le ideologie, oltre i partiti, la nostra unica bandiera è quella della Lombardia. Fieri di essere lombardi, orgogliosi di rappresentare il motore dell’Italia, una delle regioni più sviluppate in Europa, vogliamo essere padroni del nostro destino. Vogliamo essere certi che i soldi che versiamo, frutto del nostro duro lavoro, servano a finanziare lo sviluppo del nostro territorio, non a ripianare i debiti di enti mal amministrati. Aiutare, sempre e comunque, chi butta le risorse in progetti che non si realizzano, in costosi carrozzoni politici è un insulto ai cittadini che lavorano e agli amministratori che, come buoni padri di famiglia, gestiscono i soldi pubblici nell’interesse della collettività».
«Basterebbe un numero a rappresentare una situazione non più tollerabile: lo scarto tra quanto la Lombardia versa allo Stato e quanto riceve è pari a 54 miliardi di euro: siamo penalizzati perché virtuosi. Con i nostri soldi a disposizione potremo promuovere iniziative per creare occupazione, migliorare le infrastrutture, realizzare nuove opere strategiche. Per decenni abbiamo sopportato in silenzio ma il 22 ottobre dovremo urlare con tutta la nostra voce che bisogna cambiare. Il sì al referendum per l’autonomia della Lombardia metterà fine a questa situazione e potremo costruire il nostro futuro».

Christian Borromini
Vice presidente della Provincia di Sondrio

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