Province montane: Sondrio, Belluno e Verbania Cusio Ossola a Roma

“La giornata di oggi (4 maggio 2017) ha permesso ai nostri territori di montagna di esprimersi con voce chiara in merito alle preoccupazioni e ai bisogni per il prossimo futuro” ha dichiarato il senatore morbegnese Mauro del Barba, a margine dell’incontro organizzato con altri colleghi dell’Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna a Roma al quale sono intervenuti i presidenti delle Province di Sondrio, Luca Della Bitta, di Belluno, Agnese Larese Fillon, e di Verbano-Cusio-Ossola, Stefano Costa.
“Nessuno aveva mai preso seriamente in considerazione l’introduzione di un percorso di autonomia e speciale riconoscimento delle province montane prima di questa legislatura, che ha concretizzato l’intuizione dei colleghi e mia all’interno della legge Delrio e in diversi altri provvedimenti conseguenti. Il riconoscimento della specificità montana è stato il punto di partenza, che ha bisogno però di un impegno costante e di una chiara sinergia, per esporre con chiarezza non solo le cose che non vanno, ma anche le proposte concrete per migliorare la situazione. Il riconoscere la specificità montana a giorni alterni, come purtroppo fanno alcuni esponenti politici del nostro territorio, non aiuta certo a rendere più forti la Valtellina e la Valchiavenna”.
“La richiesta di maggiori fondi per le nostre province è possibile grazie al riconoscimento della specificità montana, previsto dalla legge Delrio – ha fatto notare il senatore morbegnese -. Chiedere più risorse non significa volere un ingiustificato aumento della spesa pubblica, ma un supporto ulteriore all’azione delle province montane, specialmente nel caso la Regione non abbia assegnato adeguate risorse rispetto alle funzioni regionali assegnate. Certo, resta il rammarico perché con l’affermazione del sì al referendum costituzionale dello scorso dicembre la situazione sarebbe ben diversa: l’esplicita previsione delle aree vaste montane avrebbe permesso al nostro territorio di avere più forza. Ora comunque dobbiamo guardare alla situazione attuale e al futuro: attraverso il lavoro sul territorio dobbiamo chiedere alle Regioni funzioni e risorse adeguare, spiegando ai Comuni come riorganizzarsi e vigilando affinché il legislatore statale continui nel riconoscimento della specificità montana”.
“La battaglia per il riconoscimento reale della specificità montana del nostro territorio passa da un impegno costante, a tutti i livelli, per una sua concreta applicazione – ha concluso l’esponente dem -. Penso, per quanto riguarda la nostra provincia, alle diverse previsioni scritte nella legge regionale ma mai applicate: specialmente in materia di parametri e sanità siamo ancora molto indietro, nonostante le potenzialità siano molto elevate. Sarebbe utile, anche da questo punto vista, un maggior coinvolgimento dei parlamentari anche a livello locale e regionale: la condivisione dei problemi e delle strategie di possibile soluzione può aiutare a creare i presupposti fondamentali per continuare il percorso di autonomia iniziato grazie alla legge Delrio”.

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