“La nostra montagna”: un mondo da conoscere e da difendere

Alla sesta tavola rotonda organizzata dall’assessorato al turismo del comune di Bormio è stato dato un titolo volutamente confidenziale: “La nostra montagna” era un invito rivolto a tutta la popolazione a prender parte a una serata in cui la protagonista assoluta sarebbe stata – appunto – la nostra montagna. L’appello non è caduto nel vuoto: giovedì 27 aprile 2017, alla sala delle Terme, in molti hanno preso posto per ascoltare la suggestiva presentazione di Andrea Piovan (attore e doppiatore professionista, grande amante del Bormiese, che ha snocciolato appassionate citazioni sul tema) ed ad ammirare l’esposizione fotografica della guida Eraldo Meraldi.
Con una carrellata di immagini di grandissimo effetto, frutto della sua grande conoscenza del territorio, Eraldo è riuscito a trasmettere al pubblico il profondo attaccamento e l’amorevolezza verso ciò che è parte integrante di noi stessi e del nostro vivere. La montagna viene spesso vissuta in modo passivo, quasi inconsapevole, come se fosse uno sottofondo ovvio alla nostra quotidianità. Eraldo, invece, ha voluto farci riflettere sull’importanza di una presenza silenziosa sì, eppure fondamentale e vitale per tutti noi. La montagna non è solo lo “strumento principale” per la promozione turistica del nostro territorio, ma è soprattutto una scuola educativa, tanto che anche Walter Bonatti aveva affermato: “La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo”.
Meraldi (che propone una rubrica dedicata agli itinerari in montagna su Bormio Sport) ha illustrato brevemente le innumerevoli possibilità ricreative offerte dalle montagne di Bormio e valli, con circa 50 itinerari turistici, 500 escursionistici e un altro centinaio per esperti, con le vie di arrampicata, con i percorsi di scialpinismo o anche solo con le semplicissime passeggiate alla portata di tutti. Si è soffermato sul carattere formativo della montagna, sulla necessità di entrare maggiormente in sintonia con l’ambiente e la natura, sulla sua capacità di trasformarci e di creare legami con la parte più intima di noi, perché “le montagne restano immobili, siamo noi che dopo un’avventura non siamo più gli stessi (Royal Robbins)”. Resta dunque fondamentale, al di là dell’aspetto ricreativo e turistico, l’approccio culturale: l’avvicinamento alla montagna va trasmesso sin da piccoli, insieme al rispetto e alla conoscenza della realtà locale che ci circonda.
Se abbiamo un legame col nostro territorio dobbiamo curarlo e infonderlo, portando i bambini a fare passeggiate, a far loro percepire la natura, a fargli comprendere l’ambiente e dobbiamo farlo noi adulti per primi, senza aspettare di demandarlo agli educatori. Il pubblico ha seguito attentamente, forse qualcuno ha potuto prendere spunto per qualche escursione, certamente è stato possibile aprire gli occhi sulle meraviglie che ci circondano dai 1000 ai quasi 4000 metri e che troppo spesso diamo per scontate.
La serata è stata un bellissimo e suggestivo spot, ammantato di una vena di romanticismo, sulle attività realizzabili nelle nostre vallate; l’intento era quello di stimolare lo spettatore affinché si potesse rendere conto dell’importanza di agire in prima persona per la valorizzazione del comprensorio e per invitare chiunque ad aprirsi a tutte le prospettive che il Bormiese può offrire. Alcuni piccoli interventi da parte del pubblico hanno accennato a problematiche con riflessi non indifferenti sul tema “montagna”: i cambiamenti climatici e i loro effetti sul modo di fruire la montagna, le restrizioni imposte dalla normativa nelle zone dei Siti di Interesse Comunitario (SIC), la frammentazione che ancora incombe su alcune attività che gravitano intorno alla montagna (sci club, CAI, guide alpine, ecc..).
La trattazione di questi argomenti, tuttavia, non rientrava nell’ambito della serata, che si è invece conclusa con una prospettiva decisamente invitante esposta in anteprima dall’assessore Cinzia Sertorelli: un progetto che il comune di Bormio sta portando avanti con la SEV (Società Economica Valtellinese) volto a proporre una decina di incontri tenuti da professionisti e docenti universitari in cui approfondire alcuni aspetti legati al nostro territorio. Un’opportunità, dunque, per crescere tutti, per essere attivi nel promuovere il territorio e soprattutto per saperlo raccontare agli altri.

Anna © Lanfranchi

Commenti

commenti

Riproduzione © riservata - AltaReziaNews