Grosio: il Parco delle incisioni rupestri ha chiuso i battenti

Da martedì 18 aprile 2017 il “Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio” ha chiuso i battenti e il presidente Alessandro Deriu ha scritto al famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi per richiamare l’attenzione sulla problematica. Da questa mattina, infatti, i numerosi appassionati di archeologia e i tanti visitatori, molti dei quali da fuori provincia (ben 7mila presenze soltanto nel 2016) che quotidianamente raggiungono la zona dal notevole valore culturale per ammirare le preistoriche incisioni sulle rocce, non potranno più farlo: i cancelli sono serrati.
Chissà cosa ne direbbe la marchesa Margherita Pallavicino Mossi, ultima erede dei Visconti Venosta, che aveva donato i terreni dell’importante area dei Castelli proprio per permettere a tutti di apprezzarla? Con la proposta di scioglimento, per presumibili questioni di costi troppo elevati, il 15 febbraio scorso, del “Consorzio per il Parco” che gestiva il tutto (proposta avanzata da Guido Patelli, sindaco di Grosotto e presidente assemblea consortile) il futuro della fruibilità dell’area è, infatti, più che mai in stand by, in attesa di importanti decisioni da prendere da parte dagli enti consorziati. Ricordiamo che il Consorzio è composto dal comune di Grosio, dal comune di Grosotto, dalla Provincia di Sondrio e dalla Cm di Tirano.
Una questione delicata che neppure il Prefetto, chiamato in causa dal comune di Grosio e dalla Cm di Tirano, è riuscito ancora a risolvere. Intanto, però, il Parco, tenuto aperto in questi ultimi due mesi grazie all’impegno e alla professionalità del presidente Alessandro Deriu, resterà inaccessibile. Per poter, infatti, consentire ai visitatori di continuare ad ammirare le rocce incise Deriu, nelle ultime settimane e a Pasqua e Pasquetta, si è anche calato, nel ruolo di “guida volontaria” assumendosi personalmente la responsabilità di accompagnare i gruppi sulla Rupe Magna e sui Castelli. “Ho fatto del mio meglio per anni per raccontare e fare apprezzare il parco e la sua storia e soprattutto ultimamente tenendo aperto – dichiara Deriu – però oggi senza fondi e senza il rinnovo di importanti pratiche (come l’assicurazione del parco) e visto le lungaggini burocratiche sono costretto mio malgrado a chiudere i cancelli del parco. Il mio auspicio è quello che il Parco possa continuare al di là problemi politici e burocratici nella sua opera di divulgazione e studio per molti anni ancora”. Intanto Deriu ha scritto anche a Sgarbi per informarlo del problema (“visto che sulla rupe abbiamo due capre incise sulla roccia, forse le più antiche rappresentazioni di questo animale tanto caro a Vittorio!”), con l’auspicio che possa dire la sua. Si tratta, è bene specificare, di un Parco Locale di Interesse sovracomunale riconosciuto dalla Regione Lombardia e quindi non rientrerebbe negli enti da chiudere in quanto considerato “Consorzio di Servizi”.

Gabriela © Garbellini, diritti riservati

Commenti

commenti

Riproduzione © riservata - AltaReziaNews